Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Opinioni euro-realiste della britannica Taxpayers' Alliance, amici d'Oltremanica di Movimento Libero.
QUESTI “HISTORY BOYS”
di Lee Rotherham
Ecco un'organizzazione di cui probabilmente non sapevamo l'esistenza. In un affascinante discorso presso la sede dell'ambasciata austriaca, uno dei relatori ha fatto brevemente riferimento al Comitato di Collegamento Europeo degli Storici. Sembra essere strettamente connesso alla Gazzetta di Storia dell'Integrazione Europea, Il cui vertice è strettamente legato allo schema professorale Jean Monnet. Come l’oratore austriaco ha inoltre osservato, non si ottiene una cattedra Monnet per il solo fatto di essere un bravo studioso, ma “forse anche per il loro impegno federalista e il loro impegno politico votato ad un sodalizio federale". Personalmente non penso che questo sia vero in ogni caso, e per esperienza dico che gli studiosi britannici sembrano essere presenti in modo più equilibrato (in aula, se non fuori) rispetto a molti dei loro colleghi continentali. Anche se così fosse, se sei uno specialista UE finanziato dall'UE , uno studioso islamico finanziato dal governo saudita, o un professore di femminismo finanziato tramite borsa di studio istituita per esempio da Germaine Greer, c’è del pregiudizio insito fin dall'inizio. Un certo tipo di persona che viene coinvolto nel settore, e un certo tipo di persona che si adatta al profilo del finanziatore quando si tratta di concessione di sovvenzioni. Di conseguenza, l'UE non ha alcun titolo di finanziare gli studenti per studiarla e i docenti per insegnarla. Lasciamo che siano i governi nazionali a decidere, e i contribuenti nazionali a pagare. L'esistenza di una tale politica di tale portata è un’indice della disperazione di Bruxelles per la mancanza di un “demo“ europeo, e un tentativo di confutare il detto che la storia sia scritta dai vincitori. Come i sovietici realizzarono, si può insegnare una filosofia, ma non si può sostenere automaticamente il dibattito. Quindi, Commissario Vassiliou, tagli i fondi ora. Come esponente di lingua greca, sono certo che saprà pensare a dei progetti per i quali i contribuenti locali spenderebbero meglio i loro soldi.
ENGLISH VERSION
Euro-realist opinions of the Taxpayers' Alliance, friends from Britain of Movimento Libero.
THE HISTORY BOYS
By Lee Rotherham
Here’s an organisation you probably didn’t know existed. At a fascinating talk this afternoon at the Austrian embassy, one of the speakers briefly referenced the European Liaison Committee of Historians. It appears to be closely connected with the Journal of European Integration History, whose board is intimately associated with the Jean Monnet professorial scheme. As the Austrian speaker also observed, you don’t get a Monnet professorship just by being a good scholar; it is “also perhaps because of their federalist commitment and their political commitments to federal engagement.” Personally I don’t hold that’s true in every case, and British scholars from experience seem to present more balance (in the classroom if not outside) than a lot of their continental counterparts. Even so, whether you are an EU specialist funded by the EU, an Islamic scholar funded by the Saudi Government, or a professor of Feminism funded by some scholarship set up by, say, Germaine Greer, there is bias inherent from the outset. A certain sort of person gets involved in the field, and a certain type of person fits the profile of the funder when it is awarding grants. Consequently, the EU has no place in funding students to study it and lecturers to teach it. Let national governments decide, and national taxpayers pay. The existence of such a policy on such a scale is a measure of desperation in Brussels at the lack of a European demos, and an attempt to pre-empt the dictum that history is written by the winners. As the Soviets found, you can teach a philosophy, but you can’t automatically carry the debate. So Commissioner Vassiliou, cut the funds now. As a Greek-speaker, I’m sure you can think of projects local taxpayers could better be spending their money on.
Opinioni euro-realiste di un amico di Oltremanica di Movimento Libero.
LO STRANO RISULTATO DELLE ELEZIONI IN GRAN BRETAGNA
74 anni fa io non c‘ero ancora, e nemmeno c’era tutta quest’altra gente: finora per quello che so, solo un membro del nostro parlamento era allora vivente e andava ancora a scuola. Tuttavia quello che stiamo vedendo qui non ci capitava da 74 anni: una cosa che in Italia è capitata parecchie volte. Ci è toccato avere un governo di coalizione durante un periodo di pace, quando in Gran Bretagna noi siamo soliti averne solo in tempi di guerra. Ora il Partito Conservatore e quello Liberaldemocratico sono in coalizione. In Italia, avete una parola di cui noi non abbiamo mai avuto bisogno: “inciucio”. Ora noi abbiamo bisogno di quella parola e tutti stanno improvvisamente imparando ad usarla. Il leader conservatore David Cameron è diventato Primo Ministro, mentre quello dei Liberaldemocratici è diventato il suo vice. Importanti cariche ministeriali sono state divise in modo tale da avere 4 delle 12 più importanti cariche ministeriali assegnate ai Liberaldemocratici. Sicché, sarà mai questo un inciucio alla britannica? Per il momento i segnali sono diversi. Il Signor Cameron e il leader liberaldemocratico hanno lanciato un dettagliato programma di governo affermando che cosa farà il nuovo governo. Sembra tutto interessante. Per ciò che riguarda l’Unione Europea - forse il soggetto che influenzerà maggiormente le relazioni italo-britanniche - l’approccio della coalizione sembra molto simile a quello dei conservatori inglesi. La Gran Bretagna non aderirà all’Euro. La Gran Bretagna non approverà un nuovo trattato europeo. Qualunque trasferimento di sovranità dalla Gran Bretagna all’Unione Europea richiederà un iter che noi chiamiamo da “legislazione primaria”, necessitando dell’approvazione del governo, della camera bassa, di quella alta e della Regina prima di entrare in vigore e si tratta di un processo che di solito richiede più di un anno. Ma i compromessi cominciano quasi subito. Il Signor Cameron ora dice che lui acconsentirà a un nuovo trattato europeo che riformi la moneta unica fintanto che questo trattato non si applicherà alla Gran Bretagna. In materia di riforme politiche interne, i Liberaldemocratici sono andati avanti per la loro strada e la proposta dei Conservatori è stata ignorata. La grande novità è che ci sarà un referendum per l’introduzione del sistema a voto alternativo al posto del sistema maggioritario che usiamo ora. Ma ci saranno delle aree in cui l’inciucio è veramente pericoloso. Non c’è alcun reale accordo in materia di salute, politica della famiglia, ambiente, difesa o trasporti. Riuscirà la Coalizione a trovare una soluzione in futuro? Voteranno i due partiti in modi differenti? Nessuno lo sa. La materia più importante è la politica economica. Qui ci saranno occasioni per inciuci. Il patto dice che i ministri baderanno “alla riforma del sistema bancario“, ma non dice se essi interverranno. Il patto dice che i ministri “taglieranno la spesa pubblica”, ma non dice quando e in che misura. Il patto dice che i ministri “prenderanno in considerazione un rialzo delle tasse” senza dire quali tasse e in che misura le aumenteranno. La situazione non è stata certo aiutata dalle dimissioni di David Laws, un parlamentare liberaldemocratico, dall’incarico di ministro del Tesoro. Un giornale ha scoperto che il Signor Laws aveva richiesto in rimborso al parlamento dei canoni d’affitto, quando ciò che aveva “preso in affitto” era in realtà il letto degli ospiti nella casa del suo boyfriend. Non è consentito affittare un letto da un boyfriend per poi richiederne il rimborso al parlamento. Il Signor Laws aveva violato le regole e pertanto ha dovuto dimettersi. Il Signor Laws era considerato un ministro molto competente. La Coalizione ne sentirà la mancanza. Un problema è che fino ad ora i Liberaldemocratici sono stati considerati come partito moderato dalle proposte piuttosto noiose promosse da politici piuttosto noiosi. I giornali non hanno mai riportato molte notizie su di loro, ne hanno condotto inchieste su di loro. Ora che però fanno parte di un governo di coalizione, I giornali stanno prestando più attenzione nei loro confronti. Dopo il Signor Laws, il prossimo liberaldemocratico colpito dai titoli di giornale è stato Chris Huhne, ministro per l’energia e il cambiamento climatico. Si è scoperto che aveva un relazione con una donna del suo staff. Sua moglie non sapeva nulla di ciò. Il problema qui è che durante la campagna elettorale, il Signor Huhne aveva diffuso volantini in cui si definiva di essere un buon padre di famiglia. Ora si viene a sapere che ciò non era affatto vero. La gente qui stava parlando di compromessi senza fine, infinite discussioni includenti. Poi è arrivata la vostra parola “inciucio” che si sposa perfettamente con i nostri timori. C’è, tuttavia, un ultimo punto da far presente. Certa gente pensa che la nuova coalizione non durerà. Ci sono troppe serie differenze di programma tra i Signori Cameron e Clegg. Loro due sono evidentemente stati capaci di trovare un accordo, ma se scoppia una crisi, l’accordo potrà saltare. Oppure no. Nessuno lo sa. Questo è un risultato alquanto strano per noi in Gran Bretagna. Quindi, stiamo a vedere.
Rupert Matthews è uno storico freelance. Nel 2009 ha preso parte alle Elezioni Europee in lista per il Partito Conservatore nella regione delle Midlands orientali. Il suo sito internet è www.rupertmatthews.org
English Version
Word From England By Rupert Matthews. An article for Movimento Libero
THE STRANGE RESULTS OF THE UK ELECTION
I was not alive 74 years ago, and neither were all that many other people. So far as I know only one Member of Parliament in England was alive, and he was still at school. But now in England we are seeing something we have not seen for 74 years – but which you in Italy see rather a lot. We have a formal coalition government during peacetime – In Britain we tend to have coalitions when we are at war, but not otherwise. Now the Conservative Party and the Liberal Democrat Party are in coalition. In Italy you have a word that we have never needed in England “inciucios”. But we need that word now and everyone is suddenly learning to use it. The Conservative leader David Cameron has become Prime Minister, while Nick Clegg of the Liberal Democrats has become Deputy Prime Minister. The jobs of the important government ministers have been divided up so that 4 of the most important 12 jobs will go to Liberal Democrats. So will this mean inciucios in Britain? So far the signs are mixed. Mr Cameron and Mr Clegg have issued a detailed policy document stating what the new government would do. It makes for interesting reading. On the EU – perhaps the subject that will most influence UK-Italy relations – the coalition policy is very similar to that of the Conservatives. Britain will not join the Euro currency. Britain will not agree to a new EU Treaty. Any transfer of power from Britain to the EU will require what we call “primary legislation” – that means it will need to be agreed by the government, the House of Commons, the House of Lords and the Queen before it can take place and is a process that usually takes more than a year. But then the compromises began almost at once. Mr Cameron now says that he will agree to a new EU treaty reforming the Euro currency so long as Britain is not affected by it. On internal political reform the Liberal Democrats got their way and Conservative policy has been ignored. The big policy is that there will be a referendum on introducing the Alternative Vote system in place of the First Past the Post system we use now. But there are areas where inciucios is a real danger. There is no real agreed policy on Health, Family Policy, Environment, Defense or Transport. Will the coalition come up with a policy in the future? Will the two parties vote different ways? We do not know. Most important is economic policy. There is a lot of scope for inciucios on this very important issue. The agreement says that Ministers will “look at banking reform”, but does not say if they will do anything. It says ministers will “cut government spending” but does not say when or by how much. It says ministers will “consider raising taxes” but not which ones nor by how much. The situation was not helped when David Laws, a Liberal Democrat MP, suddenly had to resign as Treasury Minister. A newspaper had discovered the Mr Laws had claimed rent on expenses when the room he was “renting” was actually the spare bedroom in the home of his boyfriend. You are not allowed to rent a bedroom from your boyfriend and then claim it on expenses. Mr Laws appears to have broken the rules and so had to resign. Mr Laws was thought to be a very skilled minister. The coalition will miss him. A problem is that until now the Liberal Democrats have been viewed as a moderate party with fairly boring policies led by fairly boring MPs. The newspapers never reported much about them, and did not investigate them. Now that the LibDems are in coalition government, the newspapers are taking a bit more notice of them. After Mr Laws, the next LibDem to hit the headlines was Chris Huhne, Minister for Energy and Climate Change. He was discovered to be having a love affair with one of his staff. His wife knew nothing about it. The problem here was that during the election, Mr Huhne issued leaflets emphasizing that he was a good family man. Now it turns out that this was not quite true. People here were talking about pointless compromise, endless talks without decisions and deadlock. Then we discovered the Italian word inciucios. It sums up our worries perfectly. There is, however, one final point to make. Some people think the new coalition will not last. There are important policy differences between Mr Cameron and Mr Clegg. They have obviously managed to come to an agreement, but if a crisis happens the agreement may break down. Or it may not. Nobody knows. This is a very strange result for us in Britain. So watch this space.
Rupert Matthews is a freelance historian. In the 2009 European Elections he stood for the British Conservative Party in the East Midlands of England region. His website is on www.rupertmatthews.org
 Siamo alle solite, l' ennesimo aumento delle tariffe autostradali. Già di per sè una cosa fastidiosa, ma quello che mi da ancor più fastidio è la motivazione di questo rincaro; forse il messaggio è passato in sordina, ma dalla nota ufficiale si legge che "le entrate derivanti dal provvedimento andranno a riduzione di quanto dovuto annualmente dallo Stato ad Anas come corrispettivo del servizio per la gestione e la manutenzione della rete stradale nazionale". In pratica, i soldi che lo Stato deve ad Anas li tiriamo fuori noi !!! Questo è l' ennesimo esempio lampante di abuso del potere di imperio da parte dello Stato, che decide di spalmare i propri debiti sui suoi contribuenti. Non possiamo e non dobbiamo subire questi prelievi coattivi di denaro dalle nostre tasche!! A casa!!!!E se Roma è ladrona, Milano non perdona!!
Opinioni euro-realiste della britannica Taxpayers' Alliance, amici d'Oltremanica di Movimento Libero.
SOMOS UNA UNION COMPLICADA
di Lee Rotherham
Si sa così poco e così tardi del cammino intrapreso dall'Unione europea perché gli argomenti che spingono il paese verso costose follie e verso l’integrazione politica sono spesso riportati in lingue diverse dalla nostra. Il Primo Ministro greco George Papandreou ha recentemente rilasciato un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais -[…] "Siamo", spiega (mi perdonerete la mia traduzione), "un’unione complicata. Abbiamo istituzioni differenti e distinte. Ma, a mio parere, credo che questo sia ciò che è fondamentalmente cattivo, il fatto che non abbiamo bisogno di meno Europa, ma di più Europa, più integrazione, più coordinamento, di istituzioni europee maggiormente in grado di affrontare questo genere di cose e molto più rapidamente. " L'intervista si chiude con una domanda di sfida da parte dell'intervistatore. Non è stato un grave errore lasciare la Grecia nella zona euro, senza una serie di riforme massicce che riguardassero le sue statistiche, il deficit e il debito pubblico? Replica nuovamente il premier greco che quello che è successo in Grecia sarebbe potuto accadere ad altri paesi della zona euro, è che è tutta colpa del mercato, e i dirigenti della zona euro avrebbero dovuto prepararsi meglio. Il colpo di grazia è piuttosto al di sotto della cintola; "Per sei anni, la Commissione non ha ricevuto delle cifre corrette [sullo stato del] dell'economia greca? Bene, vuol dire che in parte la responsabilità è della Grecia, ma anche della zona euro perché era priva dei meccanismi che le consentissero di accertare il fatto". La soluzione proposta è un fondo monetario europeo. Aggiungete questo a ciò che viene propagandato altrove a Bruxelles e avete un enorme problema. Il Tesoro britannico sta combattendo una battaglia su un ventilato prelievo fiscale dalla City di Londra. E’ possibile che il denaro raccolto sia semplicemente intascato. Nel peggiore dei casi - senza dubbio favorito dalla Grecia - potrebbe essere semplicemente divorato dal bilancio dell'Unione europea come una nuova tassa europea. Nei nostri palazzi di potere, avranno, d’altro canto, notato che questa sarebbe prevalentemente una tassa imposta sul Regno Unito: semmai dovessero andare questi soldi, non dovrebbero finire a Bruxelles, che già ne ottiene in abbondanza, […] La zona euro è attualmente un mostro dagli occhi verdi. Il suo appetito insaziabile necessita di essere domato. Il Tesoro britannico deve ora lavorare duro per garantire che l'economia britannica sia tenuta fuori dalla mischia.
ENGLISH VERSION
Euro-realist opinions of the Taxpayers' Alliance, friends from Britain of Movimento Libero.
Somos una Unión complicada
By Lee Rotherham
So little is known so late about the direction of the EU, because the arguments pushing the country towards expensive follies and political integration are often set out in languages other than English. Greek PM George Papandreou has recently given an interview to Spanish newspaper El Pais – […] “We are,” he explains (if you’ll excuse my unsteady translation), “a complicated Union. “We have separate distinct institutions. But, in my opinion, I believe this is what’s fundamentally bad in that we don’t need less Europe but more, more integration, more coordination, more European institutions that can face up to this sort of thing much more speedily.” The interview closes with a direct challenge by the interviewer. Wasn’t it a huge mistake to let Greece into the Eurozone without a series of massive reforms over its statistics, deficit and debt? The Greek premier socks it back; what’s happened to Greece could have happened to other Eurozone countries, it’s all the market’s fault, and Eurozone managers should have better prepared themselves for it. The killer punch is rather below the belt; “For six years, the Commission didn’t have the right figures [on the state of the Greek economy]. Well then, in part the responsibility lies at the door of Greece, but also at that of the Eurozone because it had the mechanisms to be able to detect it.” The solution offered is a European Monetary Fund. Add this to what is being touted elsewhere in Brussels and you have a massive problem. The Treasury is fighting a battle on a mooted levy on the City. One option is that the money raised will simply be pocketed. In the worst case scenario – no doubt favoured by Greece – it would simply be devoured by the EU budget as a new EU tax. Whitehall on the other hand will have noted that this would predominantly be a tax levied in the UK; if it is going anywhere it shouldn’t be to Brussels, which gets plenty already; […] The Eurozone is currently a green eyed monster. Its insatiable appetite needs to be tamed. The Treasury has to work hard now to ensure that the British economy is kept off the table.
Opinioni euro-realiste della britannica Taxpayers' Alliance, amici d'Oltremanica di Movimento Libero.
ATENE: IL PROBLEMA PIU’ GRANDE
di Lee Rotherham
L'agonia della Grecia pesa drammaticamente sulla zona euro oggi. Forse qualche excursus storico può aiutare. Padraig Flynn si occupava di Affari Sociali in seno alla Commissione nella metà degli anni '90. Nel giugno del 1996, tenne un discorso a Manchester in difesa del Capitolo Sociale. Ma aggiunse anche un paio di commenti di rilievo. "Voglio essere chiaro", osservò, "capisco perfettamente le forze di cambiamento che sono al lavoro nell'Europa moderna. E io accetto pienamente la necessità di un maggiore - e, in alcuni casi, radicale, adeguamento dei nostri sistemi sociali. Il mondo non deve la vita all’Europa e dobbiamo tirare avanti con il sudore della nostra fronte, come tutti." Questa frase finale dovrebbe agire oggi come un avvertimento nel contesto della Grecia. L'attuale crisi non riguarda solo l'Euro, e i tassi di cambio, nonché il ruolo di una banca nazionale nel fissare i tassi di interesse a beneficio del proprio paese. Essa riguarda anche la panoplia dei costi sociali, degli oneri delle piccole imprese e dei costi burocratici che passano attraverso l'UE. Nel caso della Grecia, questi sono soprattutto auto-inflitti. Ma i loro difensori sono stati a lungo tra i più espliciti nel tentativo di addossare questi costi sulle spalle delle altre economie dell'Unione Europea - al di fuori della zona euro - al fine di minare la competitività dei loro concorrenti. In sintesi, il contagio della Grecia del dopo-Dracma ha una diffusione che va ben oltre il malandato Euro. Si tratta di una diagnosi complessa. E' solo che l’elemento Euro ha sintomi ben più visibili in questo momento. "Storicamente", ha concluso l'allora Commissario, "il Regno Unito non è detto che desideri sempre partecipare al successo dell'Europa, ma, a causa della geografia e dell'economia, è sicuramente condannato a soffrirne i fallimenti". Appunto, signor Flynn. Ma è anche ben al di là di ogni limite di maleducazione che qualcuno che si è abbuffato al punto di farsi venire il mal di pancia, poi tenti di far pagare il conto ai commensali più parsimoniosi del tavolo accanto. Ciò vale tanto per i costi correnti sostenuti dai membri della zona euro, quanto per un governo che sta affossando la propria economia.
ENGLISH VERSION
Euro-realist opinions of the Taxpayers' Alliance, friends from Britain of Movimento Libero.
ATHENS: THE BROADER PROBLEM
By Lee Rotherham
The agonies of Greece weight heavily upon the Eurozone today. Perhaps some perspective may help. Padraig Flynn held the Social Affairs brief in the Commission in the mid 90s. In June 1996, he gave a speech in Manchester defending the Social Chapter. But he also added a couple of notable riders. “Let me be clear,” he observed. “I fully understand the forces for change which are at work in modern Europe. And I fully accept the need for major – and, in some cases, radical – adaptation of our social systems. The world does not owe Europe a living and we must pay our way by the sweat of our brow like everyone else.” This final sentence should today act as a warning in the context of Greece. The current crisis is not simply about the Euro, and exchange rates, and the role of a national bank in setting interest rates for the country’s own benefit. It is also about the panoply of social bills, small business burdens and red tape costs that come through the EU. In Greece’s case, these are in the main self-inflicted. But their advocates have long been amongst the more outspoken in attempting to push these costs onto the other economies of the EU – beyond the Eurozone – in order to undermine the competitiveness of their competitors. In sum, the contagion of post-Drachma Greece involves more than just the single illness of the Euro. It is a compound condition. It is just that the Euro element has more visible symptoms right now. “By virtue of history,” concluded the then-Commissioner, “the United Kingdom may not always wish to participate in Europe’s success but, by virtue of geography and economics, it is surely condemned to suffer from Europe’s failures.” To a point, Mr Flynn. But it is also beyond bad manners for a someone who has crammed his stomach to the point of belly ache to then attempt to foist a chunk of the bill upon his more parsimonious fellow diners at the table next door. That applies as much for the current costs of Eurozone membership as it does for a government that is running its own economy into the ground.
Qualche giorno fa, il 9 maggio, l'Unione Europea ha compiuto 60 anni, portati, peraltro, malissimo. Sfiancata dalla tragedia greca in corso che sta affossando l'Euro e la sua reputazione, alzi la mano chi aveva voglia di festeggiarla questa volta!! Avendo a disposizione una certa quantità di zucche, forse che "unendole" si riesca ad ottenere qualcosa di diverso, qualcosa di più prezioso, qualcosa di più importante? Non crediamo proprio, zucche sono e zucche restano. Analogamente ed alzando il livello del contendere, credete sia possibile che i conti più o meno disastrati di una ventina di Paesi Europei, "unendosi", diventino improvvisamente floridi, rendendo magicamente benestanti tutti i cittadini di quei Paesi? Nessuno con i neuroni funzionanti ed al loro posto può pensare una cosa del genere, ma questo è esattamente quello che hanno cercato di farci credere le partitocrazie d'Europa che sarebbe successo con l'introduzione della moneta unica europea. Con l'euro, tutti felici e "spendenti". Ma tanto per parlare un po' dei fatti di casa nostra, è noto che il debito del Bel Paese ammonta a più del 100% del prodotto interno lordo. Chi dovrebbe farsene carico, chi deve mettere mano al portafoglio? I francesi, i tedeschi, gli spagnoli, o forse i greci o i portoghesi? Ma se anche loro non se la passano molto bene, i loro debiti chi li dovrebbe pagare? I marziani? Forse è per questo che continuano gli avvistamenti di strani oggetti volanti non identificati ma mai nessuno mette piede su questa terra, forse anche ai marziani l'idea di pagare i debiti degli altri non piace troppo. Per concludere una citazione di Lysander Spooner sul "governo", che lontano o vicino... sempre dannoso è. Il governo, come un bandito di strada, intima all'individuo: "o la borsa o la vita". Certamente non gli tende un agguato in un posto poco frequentato, non lo aggredisce all'improvviso, alle spalle, non gli punta una pistola alla tempia per svuotagli le tasche. Ma la rapina che compie è comunque una rapina, ed anzi è ben più visibile e vergognosa. Il bandito di strada assume su di sè la piena responsabilità, il pericolo e la criminosità dell'atto. Non fa finta di avere diritto al denaro della sua vittima, nè fa intendere di volerlo usare a beneficio del rapinato. Inoltre, una volta che ha sottratto il denaro, poi va via, cosa che la persona rapinata sicuramente apprezza. Egli non continua a pedinare la vittima, contro la sua volontà; non pretende di essere il suo legittimo "sovrano". In poche parole, egli, dopo aver rapinato un individuo, non tenta di renderlo il suo zimbello, il suo schiavo.
Opinioni euro-realiste di un amico d’Oltremanica di Movimento Libero.
DOVE ANDRA' L'UNIONE EUROPEA DOPO LE ELEZIONI IN GRAN BETAGNA?
Qui in Gran Bretagna i risultati delle elezioni parlamentari stanno per avere un importante impatto su di voi italiani. A prescindere da chi vincerà, l’orientamento del governo britannico nei confronti dell’Unione Europea è destinato a mutare. E non è solo una questione di chi vincerà. Lasciatemi spiegare. Al momento il maggiore partito dopo le elezioni sembra essere quello Conservatore. Esso è diviso sull’Unione Europea. La maggioranza dei suoi sostenitori e dei suoi membri non ama affatto l’Unione Europea. I conservatori possono essere favorevoli al commercio che abbiamo con l’Unione Europea e alla cooperazione con altri Paesi - come l’Italia - ma non gradiscono il fatto che la Commissione Europea dica ai britannici cosa devono fare. C’è una nutrita minoranza che sostiene il movimento Better Off Out (Meglio se Stiamo Fuori) che vuole che la Gran Bretagna lasci l’Unione Europea. La leadership del partito conservatore è più favorevole all’Unione Europea. David Cameron ha dato il benservito ai membri dello staff che hanno aderito al movimento di cui sopra. Egli vuole che la Gran Bretagna rimanga nella UE. Il programma del partito conservatore dice: “Non permetteremo mai che la Gran Bretagna scivoli dentro un’Europa Federale”, cosa che farà piacere ai suoi iscritti, ma non dice cosa i conservatori faranno in tal senso. Il programma sostiene anche che “un governo conservatore giocherà un ruolo attivo ed energico nell’Unione Europea”, cosa che farà piacere a David Cameron, ma, di nuovo, non fornisce alcun dettaglio in merito. Il partito Laburista è altrettanto diviso sull’Unione Europea, ma è generalmente più favorevole a quest’ultima di quanto lo siano i conservatori. Finché la UE continuerà a seguire politiche che sono fondamentalmente politiche di centro-sinistra, il partito laburista continuerà a sostenerla. Il programma del partito laburista dice: “La fondamentale riforma del budget dell’Unione Europea resta necessaria”, ma non dice come verrà ottenuta. Esso sostiene altresì: “rafforzeremo la cooperazione con i nostri partner dell‘Unione Europea“ e altri commenti pro-UE senza tuttavia fornire alcun dettaglio in merito. I Liberaldemocratici non hanno alcuna chance di formare un governo, ma qualora ne i conservatori ne i laburisti riuscissero ad avere una maggioranza, allora potrebbero trovarsi in coalizione. I liberaldemocratici sono generalmente molto favorevoli all’Unione Europea. Sebbene alcuni dei loro elettori non amino l’Unione Europea, il leader del partito ne è un grande sostenitore: Nick Clegg è stato europarlamentare. Il loro programma dice: “l’adesione della Gran Bretagna alla UE è d’importanza fondamentale” e “la Gran Bretagna deve essere al cuore dell’Europa” e promette piena cooperazione con la UE. Ci sono altri partiti. Il partito per l’Indipendenza del Regno Unito (detto Ukip) è generalmente di centro-destra. Vuole lasciare l’Unione Europea subito. Il British National Party è uno strano mix di sinistra e destra, ma è costituito per la gran parte da membri della classe operaia. Vuole che la Gran Bretagna lasci la UE subito. Il partito Nazionalista Scozzese (SNP) è di centrosinistra e vuole che la Scozia lasci il Regno Unito, pur rimanendo nell’Unione Europea. Il partito Nazionalista Gallese è di sinistra e vuole che il Galles lasci il Regno Unito, ma non l’Unione Europea. Il partito dei Democratici Inglesi è di centrodestra e vuole che l’Inghilterra lasci sia il Regno Unito che l’Unione Europea. Il partito dei Verdi non s’interessa particolarmente della UE, essi vogliono soltanto combattere il riscaldamento globale. Se il partito laburista vince, ci sono delle possibilità che la polica verso l’Unione Europea non cambi molto, sebbene ci si potrà attendere un Gordon Brown un po’ più duro nelle trattative di quanto lo sia mai stato Tony Blair. Se i conservatori vincono, ci saranno sicuramente più attriti. David Cameron è di gran lunga favorevole al libero commercio e alla regolamentazione minima. Non gli piace quel tipo di cose che piacciono all’Unione Europea e ci saranno scontri. Ma che succederà se nessuno dei due partiti vincerà? Stando a quanto risulta dai sondaggi, questa situazione è possibilissima. Se i liberaldemocratici hanno la possibilità di formare una coalizione, quale dei due partiti sceglieranno? Stando alle politiche che essi promuovono in svariate aree, farebbero pensare al partito laburista, ma quest’ultimo è visto come un partito perdente. Sarà disposto il Sig. Clegg a sostenere il Sig. Brown? O gli preferirà il Sig. Cameron? In entrambi i casi, quanta influenza il Sig. Clegg avrebbe in materia di Unione Europea? Ancora meno certo sarà l’impatto dei partitini. Non avranno possibilità di aggiudicarsi molti seggi in parlamento, ma potrebbero prendere molti voti. David Cameron guarderà al numero di voti presi dall'Ukip e dai Democratici Inglesi. Se costoro dovessero ottenerne molti, allora David Cameron potrebber decidere di diventare ancora più anti-UE per fermare l’emorragia di voti dati all’Ukip. Se quest’ultimi otterranno meno voti, allora il Sig. Cameron potrebbe comportarsi all’opposto di quanto sopra. Analogamente, se i nazionalisti scozzesi e gallesi dovessero andare bene, allora il Sig. Brown potrebbe decidere di diventare più pro-UE. Le nostre elezioni non sono importanti soltanto per la Gran Bretagna. Lo sono altrettanto per l’Unione Europea.
Rupert Matthews è uno storico freelance. Nel 2009 ha preso parte alle Elezioni Europee in lista per il Partito Conservatore nella regione delle Midlands orientali. Il suo sito internet è www.rupertmatthews.org
ENGLISH VERSION
Word From England By Rupert Matthews - An article for Movimento Libero.
WHERE IS THE BRITISH ELECTION TAKING THE EUROPEAN UNION?
Here in Britain the results of the General Election are going to have an important impact on you in Italy. Whoever wins, the attitude of the British government to the European Union is going to change. And it is not just a matter of who wins either. Let me explain. At the moment it looks as if the largest party after the election is going to be the Conservative Party. The Conservative Party is divided over the EU. Most of its supporters and its members do not really like the EU very much. They may like the trade we have with the EU and the co-operation with other countries – such as Italy – but they don’t like the way the EU Commission can tell the British what to do. There is a large minority who support the Better Off Out (BOO) movement who want Britain to leave the EU. The leadership of the Conservative Party is more in favour of the EU. David Cameron has dismissed staff who join BOO. He wants Britain to remain in the EU. The Conservative Manifesto says “We will never allow Britain to slide into a Federal Europe”, which will please the members, but it does not say what the Conservatives will do about it. It also says “A Conservative government will play an active and energetic role in the EU,” which will please David Cameron, but again it does give any detail. Labour is also divided on the EU, but it is generally more in favour of the EU than are the Conservatives. So long as the EU continues to follow policies that are basically left of centre, the Labour party will continue to support it. The Labour manifesto says “Fundamental reform of the EU budget remains necessary”, but does not say how this will be achieved. IT also says “We will strengthen co-operation with our EU partners” and other supportive comments, but again gives no detail. The Liberal Democrats stand no chance of forming a government, but if neither the Conservatives nor Labour have a majority they might be in coalition. The Liberal Democrats are generally very much in favour of the EU. Although some of their voters do not like the EU, the Liberal Democrat leadeship loves it. Their leader Nick Clegg used to be an MEP. Their manifesto says “Britain’s membership of the EU is essential” and “Britain must be at the heart of Europe” and promises full co-operation with the EU. There are other parties. The United Kingdom Independence Party (called Ukip) is generally to the right of centre. It wants Britin to leave the EU at once. The British National Party is an odd mix of left wing and right wing, but is overwhelmingly working class. It wants Britain to leave the EU at once. The Scottish National Party is left wing and wants Scotland to leave the UK, but remain within the EU. The Welsh National Party is left wing and wants Wales to leave the UK, but remain within the EU. The English Democrat Party is right wing and wants England to leave the UK, and to leave the EU as well. The Green Party does not care much about the EU, they just want to fight global warming. If Labour wins, the chances are that policy toward the EU will not change much, though you can expect Gordon Brown to be a bit tougher in negotiations than Tony Blair was. If the Conservatives win you can expect there to be significantly more trouble. David Cameron is very much in favour of free trade and low regulation. He won’t like the sorts of things the EU likes and there will be arguments. But what if neither wins? The way the opinion polls look that is very possible. If the Liberal Democrats get the chance to form a coalition, which of the big parties will they choose? The policies they support on most issues put the closer to Labour, but Labour is seen to be failing. Will Mr Clegg want to support Mr Brown? Or would he prefer to bring in Mr Cameron? In either case, how much influence would he have over policy toward the EU. Even less certain is the impact of the small parties. The chances are they will not get many Members of Parliament. But they might get a lot of votes. David Cameron will watch the number of votes that UKIP and the English Democrats get. If they get a lot, he might decide to become more anti-EU to stop Conservative voters moving to UKIP. If they get fewer votes, Mr Cameron might go the other way. Similarly, if the Scottish and Welsh nationalists do well, Mr Brown might decide to become more in favour of the EU. Our election is not just important to Britiain. It is also important to the EU.
Rupert Matthews is a freelance historian. In the 2009 European Elections he stood for the British Conservative Party in the East Midlands of England region. His website is on www.rupertmatthews.org
Opinioni euro-realiste della britannica Taxpayers' Alliance, amici d'Oltremanica di Movimento Libero.
UN LENTO NAUFRAGIO IN CORSO
di Lee Rotherham
Sembra essere un caso di tappi per le orecchie mancanti in Grecia, anche in questa fase avanzata. Il canto delle sirene continua a cullare i sindacati ei politici in impossibili secche economiche. I rematori vittime del’inganno tirano in direzione delle onde che si abbattono contro gli scogli sul litorale, cullati da dolci melodie di mielosi futuri impossibili. L'affondamento della nave si avvicina sempre di più. Un paio di istantanee dal passato aiutano a spiegare un po’ del caos che c’è dietro alla crisi greca, e come si è arrivati a questo stato di cose. Dal nostro archivio abbiamo tratto un primo titolo dal 23 gennaio 2006. L'agenzia di rating Standard and Poor's ha presentato una relazione, Niente Amici nel Momento del Bisogno, riguardante la possibilità di salvataggi da parte di membri della zona euro. Essa vedeva il problema come uno di lunghissimo termine, che emerge da pressioni derivanti dall'invecchiamento della popolazioni che gravano su economie già ancor più indebitate, per esempio, di quanto lo siano i Lander tedeschi nel loro sistema federale. Soprattutto, la relazione porta all’attenzione la clausola di non-salvataggio ai sensi dell’articolo 104b del trattato di Maastricht, nonché la realtà politica secondo cui gli elettori tedeschi potrebbero punire un governo che rifiutasse di salvare la Saar, cosa che non potrebbero fare gli elettori ateniesi per punire i politici a Berlino che si dimostrassero reticenti. Due delle osservazioni di questa relazione spiccano oggi. In primo luogo, che in termini di finanze nazionali e politiche interne, essa ha rilevato che vi è un ovvio limite naturale di quanto i governi nazionali sarebbero disposti a elargire, ben al di sotto di ogni generosità comparabile per aiutare le loro economie regionali, che renderebbero le "prospettive per l'assistenza finanziaria significativamente meno favorevoli nei paesi della zona euro". In secondo luogo, che già nel 2006 è stato possibile da parte degli analisti di mercato prevedere una divergenza futura nella zona euro al di là dei rating A/Stabile/A-1 e AA-di allora. In breve, non sono stati semplicemente i politici euroscettici che prevedevano enormi problemi, anche se gli analisti di mercato fecevano previsioni irrimediabilmente e ottimisticamente sbagliate. Il nostro secondo elemento va ancora più indietro. Il 28 maggio 2000, Romano Prodi si presentò sulla stampa nazionale. La Banca centrale europea lo criticò apertamente per aver suggerito che il Regno Unito avrebbe potuto impegnarsi in un "giro di prova" per l'adesione all’Euro. Inoltre, gli alti funzionari si dissero "esterrefatti" dei suggerimenti che i membri avrebbero potuto, in circostanze eccezionali lasciare la moneta e ristampare i loro propri soldi. "Se un paese lasciasse", per citare un anonimo gnomo indignato di Francoforte, "allora, economicamente, potrebbe finire solo in un disastro." Un anonimo diplomatico francese aggiunse: "Qualunque cosa dice la legge, l'UE continua solo se c'è una volontà politica". Qui sta il punto. Le osservazioni di Prodi possono anche essere state "non" utili, ma si sono avvicinate di più alla verità rispetto a quanto qualsiasi altro politico favorevole alla moneta unica abbia mai osato dire. La franchezza ha i suoi limiti. Un’ancora più trasparente amico Romano Prodi dovette “chiarire'' i suoi commenti nel mese di giugno dell'anno precedente, quando dichiarò che l'Italia avrebbe potuto arrivare al punto di ritirarsi dall'euro. Sembra, contestualmente alle nostre elezioni attuali, che celare la verità sullo stato dell’economia sia un tema ricorrente nelle democrazie occidentali.
ENGLISH VERSION
Euro-realist opinions of the Taxpayers' Alliance, friends from Britain of Movimento Libero.
A SLOW MOTION WRECK
By Lee Rotherham
It seems to be a case of missing earplugs in Greece, even at this late stage. Siren songs continue to lull the unions and politicians into impossible economic shallows. The beguiled rowers pull towards the breakers on the shoreline, lulled by sweet tunes of impossible honeyed futures. The wrecking of the ship draws ever nearer. A couple of snapshots from the past help explain a little of the mess behind the Greek crisis, and how it has come to this state of affairs. From our archives we draw first a headline from 23 January 2006. The ratings agency Standard and Poor’s produced a report, No Friends in Need, looking at the possibility of sovereign bail outs by Eurozone members. It saw the problem as a very long term one, emerging from pressures arising from ageing populations on economies already more indebted that, say, Germany’s Landers were in their federal system. Crucially, the report underlines the no-bailout clause of Article 104b of the Maastricht Treaty. It also points to the political reality that German voters might punish a government if it refused to bail out Saarland, but Athenian voters had no such means to punish the politicians in Berlin if they proved reticent. Two of its comments stand out today. Firstly, that in terms of national finances and domestic policies, it noted that there is an obvious natural limit to what national governments would be prepared to cough up, well short of any comparable generosity for helping their own regional economies, which would make “prospects for financial assistance significantly less favourable in the countries of the Eurozone”. Secondly, that already in 2006 it was possible by market analysts to predict a future divergence in Eurozone sovereign ratings beyond the A/Stable/A-1 and AA- bracket at the time. In short, it wasn’t simply the Eurosceptic politicians who foresaw massive problems, even if the market analysts got the timeframe hopelessly and optimistically wrong. Our second item goes back further. On 28 May 2000, Romano Prodi came a cropper in the national press. The European Central Bank criticised him openly for suggesting that the UK could engage in a “trial run” membership of the Euro. Moreover, senior officials were said to be “aghast” at suggestions that members could in exceptional circumstances leave the currency and reissue their own money. “If a country leaves,” an anonymous outraged Frankfurt gnome is quoted, “then, economically, it could only end in disaster.” An unnamed French diplomat added, “Whatever the law says, the EU only continues if there is a political will”. Therein lies the rub. Prodi’s remarks may well have been “not helpful”, but they were closer to the truth than any other pro-EMU politician ever dared to mention. Frankness has its limits. Even our more transparent friend Mr Prodi had to ‘clarify’ his comments in June the previous year, when he suggested that Italy might have to withdraw from the Eurozone. It appears, in the context of our current election that covering up the truth on the economy is a recurring theme in Western democracies.
Opinioni euro-realiste di un amico d’Oltremanica di Movimento Libero.
UN COMMENTO SULLA MORTE
DEL PRESIDENTE KACZYINSKI
Quando io ero un bambino ero solito andare delle volte in una fattoria del posto con mia madre per acquistare frutta e verdura dal contadino. Costui era un vecchio tipo geniale che aveva una stalla nel cortile della fattoria. Tutti lo chiamavano “Vecchio Zick”. C’era sempre qualcosa di gustoso e di fresco in vendita. O lui o sua moglie o, talvolta, sua figlia sarebbero venuti fuori a servirti se solo avessi voluto acquistare qualcosa. C’era solo un problema con il Vecchio Zick. Io non ero in grado di comprendere nulla di ciò che diceva questo uomo. Aveva un fortissimo accento straniero e sebbene mia madre fosse in grado di capire il senso di quello che diceva, io non ne fui mai capace. Mi sembra di vederlo ora, un uomo di bassa statura, ma muscoloso, con una faccia rotonda, capelli grigi e occhi blu. Era polacco. Sua moglie era inglese e sua figlia era nata qui in Inghilterra, così io potevo capire ciò che loro mi dicevano. Ma il vecchio polacco non perse mai quel suo forte accento a dispetto degli anni vissuti in Inghilterra. Egli morì negli anni ‘80 e ora la fattoria è gestita da sua figlia e suo marito. Ho pensato al Vecchio Zick quando ho saputo che il Presidente Kaczynski era morto in un incidente aereo a Smolensk. Dovete sapere che il Vecchio Zick aveva una storia triste alle spalle. Era stato un ufficiale dell’esercito polacco nel 1939, quando la Germania invase la Polonia. Allora, anche i sovietici avevano invaso la Polonia. Germania e Russia si spartirono il paese tra di loro. Zick riuscì a in qualche modo a fuggire e riparare in Gran Bretagna per continuare la lotta contro la Germania per la liberazione della Polonia. Egli lottò per tutta la guerra fino al 1945 sempre sperando di tornar a casa in Polonia. Ma, ai tempi, i sovietici si erano presi la Polonia dopo la guerra. Essi imposero una brutale dittatura comunista sulla Polonia. Migliaia di persone che avrebbero potuto opporsi al nuovo regime furono gettate in prigione o assassinate. Mi hanno detto che un amico scrisse al Vecchio Zick e gli disse di non tornare a casa, altrimenti i russi lo avrebbero ucciso. Evidentemente il resto della sua famiglia era già sparita. Mi è stato riferito che i membri della sua famiglia erano ricchi ed erano proprietari di grandi immobili. Non andavano d’accordo con il nuovo regime comunista e furono pertanto uccisi. Così il Vecchio Zick rimase in Inghilterra. Si sposò con una donna inglese ed ebbe una figlia qui - e gestì la sua fattoria. Egli non fece più ritorno al suo paese. La famiglia del Vecchio Zick non fu l’unica ad essere assassinata. Nella foresta di Katyn i sovietici uccisero circa 22.000 polacchi. Molti di loro erano ufficiali dell’esercito polacco, come il Vecchio Zick, ma erano anche medici, professori, avvocati, agenti di polizia e altri funzionari pubblici. Fu un tragico scherzo del destino che il Presidente Kaczynski fosse in volo per prendere parte a una cerimonia in onore dei morti di Katyn quando morì. Il Partito Conservatore britannico a cui io appartengo è alleato al partito del Presidente Kaczyniski al parlamento europeo. Il Partito Conservatore ha diramato questo comunicato sulla morte del presidente polacco e gli altri a bordo dell’aereo che si è schiantato: “Siamo profondamente scioccati e rattristati per aver appreso di questa tragica perdita. I nostri pensieri e preghiere vanno alle famiglie del Presidente Kaczynski e di quelli a bordo dell’aereo, e al Popolo polacco in lutto per la perdita di così tanti funzionari e di dignitari di stato. Il Popolo polacco ha perso un grande uomo che ha giocato un ruolo chiave nella storia nazionale, contribuendo a porre fine ai giorni cupi del Comunismo. Egli giocò un ruolo di peso nella ricostruzione post-comunista della democrazia e libertà in Polonia. Unitamente alle nostre condoglianze per la sua perdita, commemoriamo, altresì, i suoi considerevoli successi durante una vita spesa al servizio della sua nazione”. Tutto vero, ma io ricordo il Vecchio Zick, un soldato coraggioso che mai fece ritorno a casa.
Rupert Matthews è uno storico freelance. Nel 2009 ha preso parte alle Elezioni Europee in lista per il Partito Conservatore nella regione delle Midlands orientali.
ENGLISH VERSION
Word From England By Rupert Matthews An article for Movimento Libero.
A comment on the death of President Kaczynski
When I was a little boy I used to go to a local farm with my mother sometimes to buy fruit and vegetables from the farmer there. He was a genial old chap who kept a stall in the farmyard. Everyone called him “Old Zick”. There was always something tasty and fresh for sale. Either he, his wife or sometimes his daughter would come out to serve you if you wanted to buy something. There was just one problem about Old Zick. I could never understand a word the man said. He had a very strong foreign accent and although my mother could make out what he said, I never could. I can see him now, a short but muscular man with a round face, grey hair and blue eyes. He was Polish. His wife was English, and his daughter had been born here in England, so I could understand what they said to me. But the old Polish man never lost his strong accent no matter how long he lived in England. He died some time in the 1980s and now the farm is run by his daughter and her husband. I thought of Old Zick when I heard that Polish President Kaczynski had died in an air crash at Smolensk. You see Old Zick had a sad history behind him. He had been an officer in the Polish army in 1939, when the Germans invaded Poland. Then the Soviet Russians had invaded Poland as well. Germany and Russia carved the place up between them. Zick managed to get out somehow and he came to Britain to continue the fight against Germany to free Poland. He fought right through the war to 1945. He was always hoping to go home to Poland. But then the Soviet Russians took over Poland after the war. They imposed a brutal Communist dictatorship on Poland. Thousands of people who might oppose the new regime were thrown into prison or murdered. I am told that a friend wrote to Old Zick and told him not to come home or the Russians would kill him. Apparently the rest of his family had already disappeared. They were quite rich, I am told, and owned large estates. They did not fit in with the new Communist state, so they were killed. So Old Zick stayed in England. He married an English woman and had a daughter here – and ran his farm. He never did get to go home. Old Zick’s family were not the only ones to be murdered. In Katyn Forest the Soviets murdered about 22,000 Poles. Most of them were Polish army officers - like Old Zick – but there were also doctors, professors, lawyers, policemen and other public servants. It was ironic that President Kaczynski was on his way to take part in a ceremony honouring the dead of Katyn when he died. The British Conservative Party, to which I belong, is in allinace with Kaczynski’s party in the European Parliament. The Conservative Party issued this statement about the death of the Polish President and others on the aircraft that crashed: "We are deeply shocked and saddened to hear of this tragic loss. Our thoughts and prayers go out to the families of President Kaczynski and those onboard the plane, and to the Polish people who mourn the loss of so many public servants and dignitaries.
The Polish people have lost a great man who played a pivotal role in the nation's history, helping to bring an end to the dark days of Communism.
He played a major part in the post-Communist reconstruction of democracy and freedom in Poland.
While we mourn his loss, we also celebrate his remarkable achievements during a lifetime of service to his nation.". All true. But I remember of Old Zick – a brave soldier who was never able to go home.
Rupert Matthews is a freelance historian. In the 2009 European Elections he stood for the British Conservative Party in the East Midlands of England region.
Daresti fiducia al tuo miglior amico, se lo stesso, mentre ti chiede di dargli una mano, o in un sussulto di onestà o perché costretto, ti confessasse di avere un debito pari o superiore al suo reddito annuale ed al quale, poi, deve aggiungere, ogni anno, una cifra oscillante tra il cinque ed il dieci per cento del reddito stesso? Non credo proprio. Se ti stesse a cuore il suo futuro gli consiglieresti di cambiare stile di vita con robusti tagli alle spese pena un futuro di lacrime e sangue. Solo che dovrebbe preoccuparti, dovrebbe preoccuparci, il fatto che non è il bilancio di un amico quello di cui stiamo parlando ma che, più o meno nelle stesse condizioni sono i bilanci di quasi tutti gli Stati della vecchia Europa. E forse quello messo peggio,è proprio quello del Bel Paese. Le lacrime potranno essere le nostre, il sangue potrà essere il nostro. Ma, ci viene spontanea una domanda: gli artefici di questo sistema vengono da Marte o da qualche altra galassia o sono gli stessi che noi periodicamente e con costanza eleggiamo democraticamente nostri rappresentanti ai più alti livelli istituzionali? In caso di risposta positiva, qualche responsabilità è evidente ricadrebbe certamente anche sulle nostre spalle. Siamo o complici, o irresponsabili anche noi, o dei "pistola". Ciascuno è libero di mettersi dove meglio crede ma sono eletti da noi questi signori che ad esempio, si regalano fior di pensioni dopo soli due anni e mezzo di “ lavori parlamentari” con bilanci estremamente significativi del loro senso di responsabilità. Più concretamente, per essere più espliciti , anno 2006, alla Camera 2005 pensioni da pagare con una spesa di 127 milioni di euro a fronte dei 9 milioni 400 mila euro di entrate relative ai contributi versati dai deputati in carica. Quello che manca esce dalle nostre tasche. Ancora più grave la situazione al Senato, 1297 pensionati con una spesa di 60 milioni a fronte dei 4 milioni 800 mila di entrate ricavate dai versamenti dei senatori in carica. Una follia. E pantalone,cioè noi (i pistola della situazione), paga. Ma ci si può fidare di gente che ha messo in piedi questo sistema? Ma naturalmente c’è dell’altro, “ lor signori” quando pranzano o cenano nei ristoranti di Camera e Senato non pagano per intero nemmeno quello che si portano alla bocca, una parte è a nostro carico, come a nostro carico sono i costi per il personale e per tutto il resto. Sotto lo stesso cielo, sotto il cielo del Bel Paese il latte per i neonati è il più costoso d’Europa con IVA al 20%, i neonati cioè pagano per far mangiare a prezzo scontato i nostri “eletti”. Che hanno stipendi mensili a cinque cifre. Incredibile! Ma se la memoria non c’inganna, la costituzione da qualche parte dice che tutti i cittadini devono contribuire alle spese comuni in rapporto alla loro capacità contributiva, ma qual è la capacità contributiva di un neonato? Possono lavorare i neonati? Possono avere reddito i neonati? E noi,tutto bene? Un’ultima perla, il signor Giancarlo Fatuzzo ebbe ad un certo punto della sua vita la geniale ispirazione di fondare il partito dei pensionati, una specie di superenalotto, per Lui, basti dire che per le Europee del 2004 il Nostro dopo aver speso per la propaganda elettorale 16435 euro ottenne poi un rimborso di 2.967.155 euro. Il tutto, ovviamente, a norma di legge. E lo chiamano pure rimborso, stravolgendo anche il significato delle parole. Questa politica è da buttare. Questi politici sono da buttare. Ne va del nostro futuro e anche di quello di tutti i neonati d'Italia!
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