Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
BUON 2010!!!!!!!!!!!!
da Movimento Libero....
 Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero , traccia un bilancio di fine anno sull’attività amministrativa del Comune di Varese, attaccando frontalmente la Giunta Fontana per gli scarsi risultati ottenuti, “Nel tracciare bilancio dell’anno 2009, voglio innanzitutto ringraziare il consigliere comunale Antonio Brugognone, validissima spalla sia in Consiglio Comunale che nell’attività politica esterna, che ha sempre lavorato con costanza e dedizione,spesso in silenzio, per sostenere e portare avanti la linea di Movimento libero. Un ringraziamento non di circostanza ma realmente sentito. Detto questo, ci sembra opportuno sottolineare che Movimento Libero ha dimostrato di essere l’unica vera alternativa presente in Consiglio Comunale, l’unica vera opposizione, intransigente con la maggioranza di Palazzo Estense e distante anni luce dall’altra opposizione, quella inconsistente del Pd. Il 2009 ci ha confermato che la Giunta Fontana è la peggiore Giunta della storia di Varese. Varese è ferma al palo e l’immobilismo in cui è piombata non può che peggiorare la situazione. Si pensi a quei pochi provvedimenti(mai così pochi) approdati in Consiglio Comunale che sono riusciti comunque a provocare un subbuglio generale in Città, come per la paventata razionalizzazione scolastica o per il parcheggio di Villa Augusta. Si pensi anche e soprattutto a quello che non è stato fatto o deliberato: nulla di fatto sul PGT, nessuna azione concreta sulla viabilità interna e per il sostegno alle attività economiche cittadine, la commissione servizi sociali bloccata per più di sei mesi, nulla per gli impianti sportivi(Stadio, Palaghiaccio e Piscina su tutti), nulla per il comparto dell’ex Caserma Garibaldi, nulla sul carcere nonostante l’approvazione di una nostra mozione, periferie abbandonate,politica sulla sicurezza fallimentare, manutenzioni in netto e visibile peggioramento, cultura gestita a vista, solo per citare alcuni esempi. Ma l’opposizione di Movimento libero non si è caratterizzata solo per la dura e giusta contestazione all’Amministrazione Fontana, come qualcuno vorrebbe far credere, ma anche per un’azione propositiva che si è materializzata in centinaia di interventi pubblici, emendamenti, interrogazioni e mozioni, volti a suggerire, correggere, proporre e stimolare soluzioni e iniziative per far uscire Varese dallo stallo. Peccato che troppo spesso la maggioranza non ci abbia dato ascolto… Insomma, un 2009 che avremmo preferito ponesse fine ad un mandato amministrativo che non ha saputo dare quelle risposte che Varese merita. Un 2009 all’insegna dell’appiattimento amministrativo e dell’incapacità di uscire fuori dall’immobilismo in cui ci hanno cacciato. Varese merita molto di più, ha le potenzialità economiche, sociali e culturali per porsi come punto di riferimento non solo in Italia ma anche in Europa. Serve cambiare la maggioranza a Palazzo Estense, serve costruire un seria alternativa slegata dalle logiche che ci hanno portato a questa situazione. Movimento Libero vuole diventare questa alternativa….Buon 2010!”
 Alessio Nicoletti,leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, si schiera nuovamente contro la “casta” dopo la divulgazione dei dati relativi ai rimborsi elettorali dei partiti per le elezioni del 2008. “Una vergogna!La casta è più forte di prima e gli sprechi anziché diminuire,aumentano! Il vecchio finanziamento pubblico ai partiti, uscito dalla porta con un referendum che nel 1993 ne decretò l’abolizione, è rientrato dalla finestra cambiando solo denominazione. I rimborsi elettorali, così si chiamano dal 1999, sono uno dei più grandi scandali di questo Paese. Il sintomo che la casta si sente al di sopra del popolo sovrano. Serve una forte indignazione popolare per convincere il sistema partitocratico ad eliminare i veri sprechi, come questi abnormi rimborsi elettorali. 506 milioni di euro solo per le elezioni politiche del 2008, di cui 206 al Pdl, 180 al Pd, 41 alla Lega Nord,21 all’Idv,25 all’Udc,8,1 alla Sinistra Arcobaleno,6 alla Destra,2,4 ai Socialisti. Alla faccia del popolo che con il suo voto nel 1993 aveva decretato la fine del finanziamento pubblico ai partiti, che non può essere ricondotto solo ad una questione semantica, ma soprattutto alla faccia di una crisi economica senza precedenti che però non tocca i privilegi di casta. Cifre astronomiche di cui chiediamo pubblicamente conto e alle quali si aggiungono 251 milioni di euro di rimborsi elettorali per le elezioni europee, di cui 103 milioni di euro sono andati al Pdl, 84 al Pd. circa 30 milioni di euro alla Lega Nord, 23 a Di Pietro e 19 all'Udc. Una Vergogna, uno scandalo, uno schiaffo al popolo che non può e non deve passare inosservato. Movimento Libero si è ,sin dalla sua nascita, schierato contro questo sistema e continuerà la sua battaglia per tenere alta l’attenzione della gente su queste tematiche. Nella giornata di oggi abbiamo anche aperto una sezione sul nostro blog (www.movimentolibero,it) per far esprimere l’indignazione della gente e chiediamo a tutti di non lasciare cadere nel vuoto questo scandalo. Parlatene agli amici, al bar, sul lavoro, su internet e a casa. Protestiamo, indignamoci e continuiamo a gridare “VERGOGNA!” fino a quando la casta non si accorgerà di avere proprio esagerato.”
la conferma arriva dalla classifica annuale del Sole 24Ore, dove Varese ha perso ben 30 posizioni in un anno, scivolando al 57° posto, dietro persino a molte località del centro-sud.
Ma non serve una statistica per capire quanto a Varese la qualità della vita sia peggiorata negli ultimi anni. Oppressa dall' ordinario caos viabilistico, inerte di fronte a gravi fatti di cronaca, non pervenuta per quanto riguarda eventi culturali, deturpata del suo paesaggio per lasciar spazio ad agghiaccianti strutture alberghiere.
Il tutto contraddistinto da un immobilismo che non riguarda più soltanto l' amministrazione, ma che anzi si estende a tutta la cittadinanza, vittima e al tempo stesso complice di un degrado difficile da arrestare.
Cosa ci porterà di nuovo il 2010? Speriamo niente, sarebbe già una consolazione.
 Alessio Nicoletti,leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, critica fortemente la presa di posizione di Farefuturo, la fondazione vicino al Presidente della Camera Gianfranco Fini, che in questi giorni ha esternato l’intenzione di boicottare il cinepanettone. “Boicottare il cinepanettone è un grande errore!Crediamo che Farefuturo, la fondazione vicino a Gianfranco Fini, abbia completamente sbagliato bersaglio. Infatti, la protesta di Farefuturo parte dal concetto che questi film non abbiano la “dignità” culturale di attingere ai fondi statali di sostegno alla cinematografia. Nel metodo, crediamo sia un grave errore perché si tende a danneggiare gratuitamente un film, e quindi un’attività economica che, al pari di altri, ha i requisiti per attingere ai fondi pubblici, ma che di fatto non è detto che li chieda. Film, che negli anni hanno sempre avuto un grande seguito e realizzato grandi incassi. Nel merito, crediamo che sia un grave errore perché il cinepanettone rappresenta un po’ lo specchio della cultura popolare italiana, una sua piacevole parodia, fatta di equivoci e anche volgarità,ma dove gli italiani si riconoscono e si rispecchiano. Boicottare il cinepanettone ,come qualsiasi altro film ,è un grande errore culturale. Perché tutto il cinema è cultura ed il cinepanettone, più di altri, incarna quella popolare, criticabile(come tutto) quanto si vuole, ma pur sempre una forma d’arte da rispettare e da comprendere. Non capirlo significa essere distante anni luce dal popolo che forse, a proposito di fondi pubblici, si aspetta l’abolizione di quelli destinati ai partiti e di quelli destinati ai giornali di partito. Buon cinepanettone a tutti, tranne che a Farefuturo!”
Opinioni euro-realiste di un amico d’Oltremanica di Movimento Libero.
COME PROVARE VERAMENTE A RISPARMIARE DENARO (PUBBLICO)
Voi italiani, non penserete ancora di continuare a essere i peggiori di Europa in fatto di debito pubblico accumulato, burocrazia intrusiva, irresponsabilità politica e profonda recessione economica? Oh no! Qui in Gran Bretagna il governo ha un enorme problema. E’ a corto di denaro e sta prendendo a prestito enormi quantitativi di quattrini per pareggiare i conti, ma ha oltrepassato ogni limite. Sia il Primo Ministro laburista Gordon Brown che il leader conservatore David Cameron hanno detto che la spesa pubblica deve essere tagliata. Ma essi hanno anche detto che i servizi pubblici devono essere mantenuti. Entrambi accennano al fatto che tutti i tagli da varare saranno fatti in aree che non incideranno sull’utenza. Nessun medico, insegnante o militare perderà il proprio posto di lavoro. Nessuna scuola sarà chiusa, nessuna strada verrà lasciata in abbandono. I rifiuti continueranno ad essere raccolti. I politici sono inclini a discutere di servizi pubblici come se tutti i costi consistessero in spese per uffici, amministrazione e il management. In realtà, sono i medici, gli insegnanti, gli agenti di polizia che costituiscono le maggiori voci di costo. Su 1.400.000 di dipendenti in forza presso il Sistema Sanitario Nazionale in Inghilterra, per esempio, solo 220.000 addetti lavorano dietro una scrivania. Quindi, non sta in piedi dire che il deficit può essere tagliato senza toccare i servizi pubblici. Tagliare il deficit significa cambiare il settore pubblico in modo fondamentale: da ingovernabile, burocratico, monopolistico e opaco a bene amministrato, competitivo (dove possibile) e trasparente. E’ il modo di funzionare di quest’ultimo che deve cambiare principalmente. Ma c’è un’altra area di spesa governativa che ne il partito laburista ne quello conservatore hanno preso in considerazione: l’Unione Europea. Nel 2007 (l’anno più recente per cui disponiamo di cifre), il governo britannico ha pagato alla UE 14.2 miliardi di sterline (15.6 miliardi di Euro). L’equivalente di 873 sterline (960 euro) per ogni uomo, donna e bambino. Ci sono altri 15 miliardi di sterline (16.50 miliardi di euro) a carico delle imprese, per non tirare in ballo il costo di tutte le normative che la UE ha imposto sulle imprese che il governo britannico non avrebbe probabilmente imposto. Si stima per quest’ultimo costo una cifra nell'ordine di 50 miliardi di sterline. Quindi, se proprio il governo britannico sta cercando di risparmiare del denaro, penso di poter suggerire loro una voce di spesa da considerare a tal fine.
Rupert Matthews è uno storico freelance. Nelle elezioni europee del 2009 si è presentato quale candidato nelle liste del Partito Conservatore nella regione delle Midlands orientali.
(English version)
BAND WAGON EUROPE: WORD FROM RUPERT’S ENGLAND
Eurorealist opinions by one friend of Movimento Libero from England.
TRYING TO SAVE (TAXPAYER'S) MONEY
You Italians, did you really think that you would continue to be the worst in Europe in terms of accruing public debt, intrusive bureaucracy, political irresponsability and deep recession? Oh no! Here in Britain the government has got a huge problem. It has run out of money. It has been borrowing massive amounts of cash to make up the difference, but the limit has been reached. Both the Labour Prime Minister Gordon Brown and the Conservative leader David Cameron have said that public spending must be cut. But they have also said that public services must be protected. They are hinting that all the cuts to be made will be made in areas that will not affect the public. No doctors, teachers or soldiers will lose their jobs. No schools will be closed, no roads left to fall apart and no litter left unswept. Politicians tend to talk about public services as if all the costs are in the offices, administration and management. In fact, it is the doctors, teachers, police officers and so on that are the major costs. Of the 1.4 million people working in the Health Service in England, for example, only 220,000 work at desks. It is not credible to say that the deficit can be tackled without including public services. Tackling the deficit means changing the public sector fundamentally, from unmanaged, bureaucratic, monopolistic and secretive, to managed, accountable, competitive (where possible) and transparent. It is the working practices that have to change most of all. But there is one other area of government expenditure that neither Labour nor the Conservatives have looked at: The European Union. In 2007 (the most recent year for which figures are available) the British government paid to the EU £14.2 billion (€15.6 billion). That is £873 (€960) for every man, woman and child. There is another £15 billion (€16.5 billion) or so that businesses pay, not to mention the cost of all the regulations that the EU has imposed on business that the British government would probably not have imposed. One estimate totals it all up at £50 billion. So if the British government is looking to save some money, I think I could suggest a place to look.
Rupert Matthews is a freelance historian. In the 2009 European Elections he stood for the British Conservative Party in the East Midlands of England region.
MOVIMENTO LIBERO
VI AUGURA
BUON NATALE!
 Il canone Rai passa da 107,5 a 109 euro. L’ennesimo aumento che ha fatto infuriare il leader di Movimento Libero, Alessio Nicoletti, che attacca la maggioranza di Governo. “Un pessimo regalo di Natale per gli Italiani da parte del Governo. Ora basta!La gente vuole l’abolizione dei balzelli come il canone Rai, altro che aumenti. L’ennesimo che non puo’ passare inosservato anche qui, soprattutto qui, a Varese. Ci chiediamo dove sono finiti i contestatori dell’odiato canone che oggi siedono al Governo ed in maggioranza. In particolare, ci riferiamo alla Lega Nord che ha sempre predicato bene ma razzolato male. Sfidiamo Bossi e gli altri a motivare l’ennesimo aumento del canone Rai portato avanti dal loro Governo. Sfidiamo Bossi e gli altri a motivarlo ai loro elettori che per anni si sono sentiti dire che il canone Rai andava abolito. Per adesso, abbiamo assistito solo ad aumenti che non possiamo fare altro di contestare . Dal 2007 ad oggi, il canone Rai è passato da 99,6 a 109 euro:un’esagerazione! Chiediamo ai parlamentari ed ai ministri del territorio di adoperarsi seriamente per l’abolizione del canone Rai. Questo si che sarebbe un regalo di Natale gradito a tutti gli Italiani….”
 La classifica annuale del Sole 24 Ore posiziona Varese al 57° posto su 107 per la qualità della vita ed Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, attacca l’Amministrazione Fontana per gli scarsi risultati ottenuti in questo mandato. “La classifica del Sole 24 Ore, purtroppo, fotografa una situazione impietosa. Varese è crollata al 57° posto, perdendo trenta posizioni rispetto all’anno precedente. Analisi che non rappresentano il vangelo, ma che non possono essere sottovalutate o definite (quando non fanno piacere) “stupidaggini”. L’Amministrazione Comunale non si può tirare fuori e dovrebbe spiegare ai varesini quello che percepiscono da tempo:perché Varese è ferma! Del resto, ogni volta che chiedevamo interventi sulla sicurezza ci rispondevano che tutto funzionava, che creavamo solo allarmismo o peggio, che stavamo facendo demagogia. Risultato: 81° posto su 107 per l’ordine pubblico, ed in particolare 101° per gli appartamenti svaligiati, 76° per la microcriminalità e 69° per numero di rapine. Non male per una Città che tutti, tranne noi, continuano a definire tranquilla. La nostra e quella dei varesini non era solo una sensazione, ma la presa di coscienza che Varese stava lentamente subendo un progressivo degrado e diventando sempre più insicura. Allora, ci domandiamo: chi ha fatto demagogia sull’argomento fino ad oggi? Altra voce che senza ombra di dubbio ha fatto precipitare Varese in fondo alla classifica è quella relativa agli Affari ed al Lavoro. Il 77°posto(38 posizioni in meno) , la dice lunga su come gli affari a Varese siano crollati. Certo, una parte di responsabilità è addebitabile alla crisi economica mondiale, ma sicuramente la nostra Amministrazione Comunale non ha fatto nulla per limitare i disagi alle attività economiche del territorio . Non ha accolto alcuna proposta, come quella di costituire un fondo per i commercianti in difficoltà nel pagare l’affitto, ha aumentato come non mai la pressione fiscale locale, Cosap ed Irpef in testa, ed anche nella gestione di eventi o cantieri non ha mai ragionato nell’ottica di sostenere le attività economiche del territorio, come in occasione dei Mondiali di Ciclismo o per il cantiere di viale Milano, solo per citare due esempi. Insomma, l’immobilismo che da tempo denunciamo, purtroppo, ha fatto crollare Varese anche nelle classifiche. Una situazione a noi chiara da tempo , come ai tanti varesini che ogni giorno ci fermano per strada. Così proprio non va!”
 Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero consigliere comunale di Varese, interviene nuovamente sullo scontro tra il Comune di Varese e Roma. “Il Governo guidato da Lega Nord e Pdl non ascolta i comuni che giustamente protestano. Il Comune di Varese guidato da Lega Nord e Pdl ha aumentato la pressione fiscale come non mai. Basti pensare che con La Giunta Fontana l’Irpef è quasi raddoppiata((dallo 0,4 a 0,7), con un incremento di gettito di circa 4.000.000,00 di euro, e sono state fortemente inasprite Cosap e tariffe per gli asili nido, solo per citare alcuni esempi. A fronte di una pressione fiscale media su base nazionale di circa il 43%, i cittadini devono assistere a proposte come quella di spegnere i riscaldamento del Tribunale o cose simili, cioè a peggiorare ulteriormente quei servizi per i quali i cittadini pagano profumatamente le tasse. Di fatto, il governo locale è come quello centrale. Forse il vero problema sta nella classe dirigente di questo Paese, che è arrivata a cantarsela e suonarsela da sola,ad essere maggioranza ed opposizione allo stesso momento, partito di lotta e di governo contemporaneamente. Così puo’ accadere che il Sindaco leghista di Varese, che più di altri ha aumentato la pressione fiscale locale, protesti contro Roma dove il suo partito, la Lega Nord, svolge un ruolo di primo piano nella maggioranza e nel Governo che non ha saputo ascoltare le istanze dei Comuni. Se vogliono possono continuare a cantarsela, continuino pure, ma a suonargliela ci pensiamo noi. Se sono in grado di governare, governino pure, ma a fare l’opposizione ci pensiamo (solo) noi. Movimento Libero sta con gli Italiani che, a fronte di una pressione fiscale media di circa il 43%, non vedono alcun risultato apprezzabile.”
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