Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Riportiamo la mozione di Movimento Libero depositata questa mattina da Alessio nicoletti in Consiglio Comunale di Varese:
PREMESSO CHE recessione e dissesto finanziario generalizzato, minori entrate fiscali previste, deficit di bilancio e spese del sistema partitocratico (soprattutto di quello di casa nostra) sempre più fuori controllo, bieco neostatalismo di ritorno venduto da revival “neokeynesiano” sono tra le cause della disperata esigenza di fare cassa dei maggiori Paesi europei, Italia ovviamente inclusa;
CONSIDERATO CHE l’espediente italiano di rimpinguare in tempi record le casse dello stato, indipendentemente dall’utilizzo che si farà di queste extra-entrate, ha preso il nome solenne di “Scudo Fiscale” ai sensi della normativa introdotta dall’articolo 13-bis del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009 n. 102 e successive modificazioni, che tecnicamente significa “normativa volta a consentire l’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero da soggetti residenti in Italia in violazione dei vincoli valutari e degli obblighi tributari” e che, in parole povere altro non è che l’ennesima amnistia fiscale che mina alla fondamenta la fiducia dei tanti contribuenti onesti che hanno sempre pagato quello che dovevano e che mai si sarebbero permessi di portare i loro capitali all’estero;
PREMESSO CHE la predetta legge si è rivelata alquanto lacunosa tanto, da richiedere, non a caso, a più riprese nel giro di una sola settimana l’intervento chiarificatore dell’Agenzia delle Entrate (circolari n. 38/E e 39/E del 17 e 23 novembre 2009) con particolare riferimento all’ambito soggettivo di applicazione della predetta normativa: “chiarimenti“, che non sono stati ancora sufficienti a fugare del tutto residuali lacune, incertezze d’interpretazione e ulteriori necessità di chiarimento in fase di avanzamento all’Agenzia delle Entrate;
VISTO CHE il suddetto provvedimento dello Scudo Fiscale rischia di essere condannato anche dall’Unione Europea in violazione di diversi principi e trattati comunitari, che evidentemente i governanti “europeisti” del nostro Paese devono aver sottoscritto in passato senza aver badato troppo agli impegni e conseguenze che essi avrebbero implicato, tra cui rientrerebbero le disposizioni sugli aiuti di stato nonché le norme antiriciclaggio anche a causa di quanto previsto in merito all'anonimato delle operazioni di rientro dei capitali e alla possibilità di frazionare gli importi delle stesse;
CONSIDERATO CHE questo provvedimento non avrebbe destato così tanto interesse dalle nostre parti, come sta realmente accadendo, se non avesse avuto implicazioni “cucite addosso” a migliaia di lavoratori frontalieri dei comprensori varesini e comaschi, operanti specificatamente in Canton Ticino e già, peraltro, progressivamente afflitti da preoccupanti condizioni di precarietà lavorativa e familiare, causate dalla crisi economica in corso che ha già comportato negli ultimi tempi il licenziamento di una buona parte di loro oltrefrontiera;
VISTO CHE i lavoratori frontalieri hanno ricevuto implicitamente conferma dall’Agenzia delle Entrate, in qualità di “lavoratori all‘estero per i quali non sussiste una specifica disposizione normativa che determini la residenza fiscale in Italia per presunzione assoluta“, di essere stati inclusi tra i destinatari delle disposizioni concernenti l’emersione delle attività detenute all’estero (scudo fiscale) per il fatto di essere interessati dal cosiddetto “monitoraggio fiscale”, ai sensi del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito in legge 4 agosto 1990, n. 227 e ciò è stato confermato non senza qualche ambiguità, né espresso richiamo al loro caso specifico, a dispetto delle tutt’altro che trascurabili specificità attinenti al trattamento fiscale peculiare per i lavoratori frontalieri che è sancito da fior di convenzioni bilaterali già sottoscritte da Roma e Berna e tuttora in vigore;
CONSIDERATO CHE l’Agenzia delle Entrate ha di fatto emanato le due sopramenzionate circolari per “informare“, dopo la bellezza di più di 19 anni dall’entrata in vigore della sopraddetta legge, e nel bel mezzo di un condono fiscale, che anche i nostri lavoratori frontalieri operanti in Svizzera sono tenuti all’obbligo di segnalare al fisco italiano, ai fini del sopraddetto monitoraggio, i loro risparmi depositati su conti correnti presso banche svizzere, così come l’ammontare dei contributi complessivamente versati dai loro rispettivi datori di lavoro elvetici a forme di previdenza collettiva organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero (il cosiddetto secondo pilastro previdenziale vigente nella Confederazione), indipendentemente dal fatto che si tratti di a) giacenze per lo più frutto di anni del loro lavoro derivanti da salari già tassati alla fonte e depositate su conti correnti svizzeri che per molti frontalieri costituiscono strumento obbligatorio per l’accredito delle spettanze e sul quale già esiste un’imposizione tributaria; b) contributi previdenziali versati a un fondo in esclusiva ottemperanza di un obbligo previsto da una legge della Confederazione che trova applicazione in Svizzera in quasi la totalità dei rapporti di lavoro;
VISTO CHE il predetto “chiarimento” è giunto tardivo, cogliendo di sorpresa, stando a quanto riferito dagli organi di stampa lombardo-ticinesi, persino esponenti sindacali e centri di assistenza fiscale al di qua e al di là della frontiera, lasciando presagire una corsa alla “regolarizzazione di massa” da parte di molti lavoratori e/o pensionati frontalieri ai quali l’Agenzia delle Entrate non ha esitato ad offrire (cfr. Circolare 38/E) prontamente la possibilità di regolarizzare la propria posizione fiscale con riferimento agli anni pregressi con una dichiarazione dei redditi integrativa al periodo d’imposta 2008 applicando la sola sanzione in misura fissa di cui all’articolo 8, comma 1, ultimo periodo, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 (da euro 258 ad euro 2065), consentendo, pur tuttavia, al lavoratore frontaliere di avvalersi dell’istituto del “ravvedimento operoso”, pagando la predetta sanzione ridotta a un decimo se si affretta a presentare dichiarazione dei redditi integrativa di cui sopra;
CONSIDERATO CHE l’Agenzia delle Entrate ha tenuto conto nella circolare 48/E della carenza della volontà da parte dei lavoratori frontalieri di porre in essere comportamenti illeciti ai fini dell’attenuazione della sanzione di cui sopra per la loro regolarizzazione degli anni pregressi, ma nulla pare abbia proferito riguardo alla possibilità di un regime sanzionatorio attenuato previsto per questa categoria di lavoratori che dovessero omettere in caso di segnalare ai fini del monitoraggio fiscale quanto di cui sopra per l’anno fiscale corrente e gli anni fiscali futuri; questione, quest’ultima, che meriterebbe un chiarimento urgente, tanto più che la medesima circolare ci ricorda che le sanzioni per omessa dichiarazione, nella fattispecie, sarebbero comprese tra il 10% e il 50% dell’ammontare degli importi non dichiarati e prevederebbero la confisca di beni di equivalente valore;
VISTO CHE l’attuale condizione d’incertezza dei nostri frontalieri e delle loro famiglie è stata, recentemente, aggravata dalla prospettiva di possibili contromisure ritorsive alla scudo fiscale italiano, originariamente minacciate da taluni, benché allora minoritari, esponenti della classe politica ticinese (Lega dei Ticinesi fra tutti) contro i nostri lavoratori transfrontalieri e i rispettivi comuni italiani di provenienza di quest‘ultimi, misure che contemplano, per l‘appunto, la sospensione unilaterale degli accordi di libera circolazione con l’Italia e la conseguente chiusura del mercato del lavoro alla nostra manodopera, nonché il blocco dei ristorni fiscali ai cosiddetti ‘comuni frontalieri’ (tra cui figura anche Varese!);
CONSIDERATO CHE a conclusione di un vertice tenutosi lo scorso 19 novembre a Berna tra esponenti del governo federale elvetico e una delegazione politica del Canton Ticino, il Presidente della Confederazione ha confermato disponibilità della Confederazione a prendere in seria considerazione la revisione della convenzione italo-svizzera sulla doppia imposizione che riguarderebbe la tassazione dei frontalieri in Svizzera, nonché la formazione di una vera e propria task force di cui facciano parte personalità provenienti anche dal Canton Ticino che si faccia carico di formulare delle proposto concrete al riguardo, lasciando intendere, tra l’altro, possibile una drastica riduzione dei sopraddetti ristorni fiscali destinati ai comuni italiani di residenza dei frontalieri, come ora invocato insistentemente da buona parte della classe politica ticinese a titolo di “contropartita” dall’Italia per i danni inflitti alla piazza finanziaria ticinese da parte dello scudo fiscale, causa primaria della presunta emorragia di capitali rimpatriati dal Canton Ticino in Italia;
CONSIDERATO CHE costituisce oggetto di biasimo il fatto vergognoso che soprattutto la classe politica varesina e comasca (amministrazioni leghiste in primis) non abbia preso, in occasione simile, tempestivamente e manifestatamente le difese dei nostri lavoratori frontalieri se non per avallare passivamente vuote dichiarazioni di circostanza e finte rassicurazioni rese principalmente da esponenti leghisti di governo, che hanno di fatto collegialmente varato lo scudo-fiscale per avvantaggiare i grandi evasori che rimpatriano a spese delle nostre migliaia di onesti lavoratori frontalieri e che sono tra i diretti responsabili della recente crisi in ambito di relazioni italo-svizzere, crisi che sta soprattutto contribuendo, di riflesso, alla crescente destabilizzazione delle condizioni socio-economiche delle nostre zone di frontiera, presumibilmente considerate troppo periferiche da parte del governo di Roma per essere degne di nota, proprio quando questi territori fucine di generazioni di frontalieri vengono sempre più visti come bersaglio di possibili ritorsioni su misura prospettate da un certo establishment elvetico d’oltreconfine;
CONSIDERATO CHE i nostri lavoratori frontalieri non soltanto non commettono atti illeciti come ha riconosciuto la stessa Agenzia delle Entrate, ma sono un’operosa categoria a cui qualunque accorta amministrazione comunale da cui essi provengono dovrebbe essere particolarmente riconoscente per il loro sostanziale contributo alle risorse finanziarie del comune, nonché allo sviluppo economico e generale benessere del territorio e che ci si aspetterebbe venisse adeguatamente difesa in situazioni simili anche dalle istituzioni locali che li rappresentano;
PREMESSO CHE è auspicabile, al contrario di quanto avviene oggi e in alternativa a un’istituzione fallimentare quale la Regio Insubrica che è stata incapace di contenere una situazione simile di crisi nelle relazioni italo-svizzere, il rafforzamento dell’area omogenea tra Varese, Como e il Canton Ticino basata sul merito, l’operosità ed il rispetto delle regole senza difesa ad oltranza di orticelli che non portano da nessuna parte;
SI IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE A:
Condividere il contenuto di questa mozione;
Chiedere al governo e parlamento italiano di porre fine immediata all’ennesimo condono fiscale denominato “Scudo Fiscale”;
Chiedere al governo italiano la creazione di un gruppo di lavoro che coinvolga anche rappresentanti eletti nei nostri comuni di frontiera per tutelare i diritti e gli interessi dei nostri lavoratori frontalieri in Svizzera come contrappeso alla task force anti-frontalieri annunciata dal Presidente della Confederazione Elvetica;
Chiedere al governo italiano di emanare disposizioni operative più precise, organiche e coerenti che mettano in grado i lavoratori frontalieri dei nostri comprensori di operare in maniera corretta in ottemperanza a tutti i loro obblighi fiscali, nel pieno rispetto della legalità e della certezza del diritto.
 Eliminati altri parcheggi nel comparto del cantiere di Viale Milano. Non bastassero i disagi provocati dal cantiere del cavalcaferrovia, si sono aggiunti quelli provocati dal il cantiere per la realizzazione di un’isola ecologica a scomparsa in Piazzale Trieste che ha portato anche ad una riduzione del numero dei parcheggi disponibili. Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, non ci sta e punta il dito contro l’Amministrazione Comunale di Varese che dovrebbe occuparsi maggiormente di programmare meglio i lavori. “Al danno si aggiunge la beffa!Al cantiere di Viale Milano che sta letteralmente ammazzando il commercio della zona, si è aggiunto il cantiere per la realizzazione di un isola ecologica a scomparsa in Piazzale Trieste che ha ridotto ulteriormente i pochi parcheggi disponibili. Una follia! A pagare sono sempre gli stessi: i commercianti. Oggi, non resta che chiedere ai soggetti interessati di accelerare il più possibile l’esecuzione dell’opera per ridare fiato ai commercianti della zona e contestare duramente la scarsa programmazione dell’Amministrazione Comunale. Amministrazione Comunale che speriamo venga presto mandata a casa dagli elettori!”
 Riportiamo l'intervento di Giuseppe Criseo, candidato Sindaco di Movimento Libero per Somma Lombardo: E' veramente stupefacente la situazione nel centro-destra, con dichiarazioni che denotano lacerazioni profonde tanto che Colombo si autocandida con l'appoggio della Lega, Il Pdl non lo appoggia e l'Udc sta alla finestra. Spettacolo indecoroso che la dice lunga su una maggioranza (ex) che se continuerà così perderà alle prossime elezioni. Noi che la politica la mastichiamo un pochino, profetizziamo che alla fine finirà a "tarallucci e vino" divideranno la torta e via come prima...perchè interverranno dall'alto e la politica sommese la decideranno i vertici. I giochi sono aperti e la partita la decideranno i cittadini che andranno a votare, e che ci auguriamo si ricordino di quanto avviene in questi giorni. Queste divisioni allontanano i cittadini dai partiti tradizionali per nostra fortuna, visto l'entusiasmo che gira tra le nostre fila che si ingrossano sempre più, perchè il destino di Somma lo devono decidere i residenti non le segreterie provinciali o regionali dei partiti. Noi ascoltiamo i cittadini, loro litigano per la poltrona L'alternativa c'è : Movimento Libero.
 Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e consigliere comunale di varese, risponde “presente” all’appello degli artigiani di Varese. “L’appello degli artigiani della Provincia di Varese non deve cadere nel vuoto. Hanno perfettamente ragione, noi li sosteniamo. Proposte chiare, concrete e condivisibili, che si possono e si devono attuare se non si vuol far morire quello che fino ad oggi a tenuto in piedi il Paese ed, in particolare, la Lombardia ed il Varesotto:la micro-impresa. Crediamo che lo stesso discorso valga per i commercianti che vivono la medesima condizione e per i quali nessuno sta facendo nulla. Ridicole, invece, le pseudo proteste di alcuni Sindaci della Lega Nord che hanno annunciato di volere boicottare l’uso della fascia tricolore. L’ennesimo slogan leghista che non serve a nessuno, tanto meno agli Italiani ed alle imprese italiane, che sono stufe di questa politica,in particolare di chi ha ministri, assessori regionali, presidenti di provincia e sindaci. Chi, se non i partiti di governo, dovrebbe apportare quella necessaria riduzione della pressione fiscale alle imprese italiane?La Lega Nord su quale pianeta vive? Noi, siamo dalla parte di chi lavora e non da oggi!Abbiamo sempre ritenuto che, anche a livello locale, soprattutto a livello locale, si potesse sostenere il tessuto economico del territorio. In particolare a Varese, che essendo il Capoluogo doveva e poteva dare l’esempio. Peccato che nel Gennaio 2007 e nel dicembre 2008, tra le nostre proteste, la Giunta Fontana abbia aumentato la Cosap che ha inciso soprattutto sulle piccole attività. Peccato che la Giunta Fontana abbia aumentato l’Irpef del 75%, nel primo anno di mandato(Movimento Libero attuò un ostruzionismo senza precedenti per bloccare il bilancio). Peccato che il 25 Ottobre 2007 il Consiglio Comunale di Varese ha bocciato la mozione presentata da Movimento Libero contro l’eccessiva pressione fiscale locale. Su 32 presenti in aula, 18 erano stati i voti contrari, 12 i favorevoli e 2 gli astenuti. In particolare, il deliberato della mozione prevedeva due punti estremamente semplici, ma di sostanza, che hanno permesso di verificare la reale volontà politica sulla tematica dell’eccessiva tassazione. Il primo punto impegnava l’Amministrazione Comunale a non aumentare in alcun modo la tassazione locale, già , peraltro, abbondantemente aumentata nell’anno precedente. Il secondo ad esprimere un formale parere negativo sulla politica economica del Governo. Il partito delle tasse, che ha bocciato la mozione, è composto da tutto il centro-sinistra, dall’Udc, e da quasi la totalità della Lega Nord(i consiglieri Porrini e Siluri si sono astenuti). Ad appoggiare il contenuto della mozione Movimento Libero, An e tutta Forza Italia, che contraddicendo il “suo assessore al bilancio, che aveva espresso parere sfavorevole, ha votato in blocco favorevolmente. Insomma, sulla questione fiscale il governo locale è stato come quello centrale. Auspichiamo sinceramente un cambio di marcia. Noi, siamo dalla parte degli Artigiani ed intendiamo portare le loro proposte all’interno del Consiglio Comunale di Varese, che speriamo agisca in modo differente dal passato.”
 E’ dall’inizio del mandato amministrativo che si discute della necessità di abbassare le tariffe dei parcheggi dell’Ospedale di Circolo. Movimento Libero, per bocca del suo leader Alessio Nicoletti, lamenta oggi la scarsa attenzione dell’Amministrazione Comunale di Varese su questa questione, dopo aver ricevuto l’ennesima risposta interlocutoria e contraddittoria dell’Assessore D’Aula che parla ancora di opera di sensibilizzazione verso l’Azienda Ospedaliera, e chiede pubblicamente all’Azienda Ospedaliera di dire chiaramente come intende comportarsi. “L’Azienda Ospedaliera dica pubblicamente se intende intervenire per diminuire le tariffe dei parcheggi dell’Ospedale di Circolo. Noi, la riteniamo una necessità visto che l’utenza ospedaliera utilizza il parcheggio non per piacere, ma per stare vicino ai propri cari. Ci rivolgiamo pubblicamente all’Azienda Ospedaliera anche perché le risposte ricevute negli anni dall’Assessore D’Aula sono sempre state interlocutorie e contraddittorie e, di fatto ,non hanno portato mai a nulla. Si è passati dalla risposta ad una nostra interrogazione del 2008 in cui si richiamavano frequenti contatti avvenuti sin dal 2007 per addivenire ad una politica tariffaria più morbida per l’utenza, citando presunte proposte scaturite da tali incontri per raggiungere un’intesa comune di cui potesse beneficiare soprattutto l’utenza diretta, alla risposta ricevuta in questi giorni in cui si parla di mutati presupposti ed intendimenti dovuti all’avvicendamento del vertice aziendale e ad una presunta opera di sensibilizzazione che l’Assessorato, a detta dell’assessore, continuerà ad effettuare. Insomma, una presa in giro bella e buona, comunicataci in politichese stretto, ma inaccettabile dal punto di vista sostanziale. A questo punto, visto che dall’Amministrazione Comunale non si è cavato un ragno dal buco negli ultimi tre anni, non ci resta che domandare pubblicamente ai vertici dell’Azienda Ospedaliera se intendono lavorare per ridurre le tariffe dei parcheggi dell’Ospedale di Circolo:una necessità, non un piacere…”
 Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, rilancia l’invito a tenere alta l’attenzione sui mancati risarcimenti del nubifragio che il 15 Luglio 2009 ha sconvolto Varese. “Rinnoveremo questo appello tutti i giorni, fino a quando non arriveranno risposte certe. Vogliamo tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sui risarcimenti, mai pervenuti, del nubifragio che il 15 Luglio 2009 ha sconvolto Varese. Il silenzio che avvolge la vicenda è imbarazzante. Ad oggi, non sappiamo neanche se i risarcimenti arriveranno oppure no. Ai cittadini è stato chiesto di quantificare i danni in pochi giorni, circa 30 milioni di euro tra pubblico e privato solo in Città, mentre chi deve fornire le risposte non ha ancora proferito parola. Una vergogna per la quale invitiamo tutti, in particolare i mezzi di informazione locali e nazionali, a mettere sotto pressione il Governo. Varese ha già subito i gravi danni del nubifragio, non merita di subire anche l’atteggiamento del Governo!”
Una morte assistita (senza alcun deliberato consenso da parte del popolo italiano) dalla Presidenza svedese dell’Unione Europea. Il Trattato costituzionale di Lisbona entrerà in vigore il 1 dicembre 2009 sancendo la perdita della nostra sovranità nazionale e un avvenire quasi certo da “mera espressione geografica” per l’Italia. Perché è davvero arrivata la malaugurata ora di un Superstato Europeo?
A) Perché è stata approvata a porte chiuse dalla partitocrazia nostrana (complice dei tecnocrati antidemocratici di Bruxelles) una vera e propria Costituzione Europea, mascherata da trattato internazionale, onde poterne consentire la ratifica per SOLA via parlamentare bypassando il voto degli ignari italiani;
B) Perché l’Unione Europea, già prima del prossimo primo dicembre, possedeva e possiede simboli e istituzioni da mero Stato sovrano:
1. un governo e parlamento a Bruxelles e Strasburgo,
2. una corte suprema a Strasburgo,
3. un passaporto europeo,
4. una propria moneta (l‘Euro),
5. una banca centrale a Francoforte,
6. un inno europeo,
7. una bandiera,
8. propri confini esterni (area Schengen)
C) Perché dal 1. Dicembre 2009, grazie all’entrata in vigore del suddetto trattato costituzionale, l’Unione Europea verrà altresì ufficialmente dotata di:
9. di un proprio “capo di stato” (il cosiddetto “Presidente stabile” della Ue),
10. di una propria politica estera orchestrata da un proprio “ministro degli esteri” (Mister Pesc),
11. di un proprio corpo diplomatico e ambasciate accreditate nel mondo,
12. di un proprio sistema di giustizia criminale: corpi europei di polizia, pubblici ministeri europei e mandato di cattura europeo!
13. Di una propria regolamentazione e coordinamento altamente centralizzato in materia di immigrazione nei 27 paesi membri,
14. di una propria personalità giuridica che le consentirà di concludere autonomamente trattati internazionali e prendere posto nelle organizzazioni internazionali
D) Perché in aggiunta a quanto sopra, la Costituzione Europea di Lisbona prevede:
15. il rafforzamento dei poteri del parlamento europeo a danno di quelli nazionali,
16. l’abolizione di circa 40 veti nazionali in sede di delibere del consiglio europeo dei ministri,
17. Il rispetto di una Carta Europea dei Diritti Fondamentali, per cui non è stato speso in Italia un solo minuto di dibattito pubblico (VERGOGNA!),
18. una clausola speciale che riservi a Bruxelles la possibilità per il futuro di estendere ulteriormente i suoi poteri senza alcun ricorso a nuovi trattati… figuriamoci referendum popolari.
E) Perché l’Unione Europea, prima oppoi:
19. ci imporrà il pagamento di TASSE EUROPEE: si pensi alla proposta di una Tobin Tax europea sulle transazioni finanziarie e l’introduzioni di ulteriori tasse ecologiche per scongiurare il riscaldamento globale del pianeta e chi più ne ha, ne metta (tanto pagheremo noi!)
Conclusione:
Oggi, 22 novembre 2009, godiamoci gli ultimi scampoli di sovranità nazionale prima che cali (definitivamente?) il sipario su, bene o male, 150 anni di storia nazionale.
ENGLISH VERSION (for our readers abroad)
BANDWAGON EUROPE: 1st DECEMBER 2009, EUTHANASIA OF THE ITALIAN NATION?
A death assisted (without any expressed consent by the Italian people) by the Swedish EU presidency. The Lisbon constitutional treaty will come into force on the 1st December 2009 leading to the loss of our national sovereignty and an almost certain future for Italy as “mere geografical expression”. Why is it unfortunately time for a European superstate?
A) Because a real European Constitution has been approved behind closed doors by our old style political establishment (accomplice of anti-democratic technocrats from Brussels), disguised by international treaty, as to allow its ratification by the SOLE parliament bypassing the vote by unware Italians;
B) Because the European Unions, even earlier than next 1st December, owned and owns symbols and institutions of a mere sovereign state:
1. a government and a parliament in Brussels and Strasbourg,
2. a supreme court in Strasbourg,
3. a European passport
4. its own currency (the Euro),
5. its central bank in Frankfurt,
6. a European anthem,
7. a flag,
8. its own external borders (Schengen area)
C) Because since 1st December 2009, thanks to the coming into force of the above mentioned constitutional treaty, the European Union will be also ufficially given:
9. its own “President” (the so called “Stable EU President”),
10. its own external politicy ordered by its own “secretary for foreign affairs” (Mister Pesc),
11. its own diplomatic body and accreditated embassies around the world,
12. its own system of criminal justice: European police departments, European prosecutors and the European warrant of arrest!
13. its own regulations and coordination highly centralized as far as immigration related matters in the 27 EU member states are concerned,
14. its own legal personality which will allow her to discretionally sign international treaties and take sit within international organizations.
D) Because in addition to what is written above, the Lisbon European Constitution foresees:
15. the enhancement of powers for the European parliament at the expense of the national ones.
16. the repeal of about 40 national vetoes in the European council of ministers,
17. the compliance with a European Charter of Fundamental Rights, about which, in Italy, one has been neither spent a while of public debate (what a shame!),
18. A special clause that reserves for Brussels the possibility for the future to further extend its powers whitout leading to new treaties… let alone popular referendums.
E) Because the European Union, sooner or later:
19. will impose us the payment of EUROPEAN TAXES: for sample, the proposal of a European Tobin Tax from financial transactions and further green taxes to prevent the climate global chance and so on (it will be up to us to pay!)
Conclusion:
Today, 22nd November 2009, let’s enjoy the last hours of national sovereignity before the curtain does (once for all?) go down, after 150 years of national history.
 Il leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, Alessio Nicoletti, attacca frontalmente il Sindaco Attilio Fontana, che nella sua veste di Presidente dell’Anci Lombardia, ha attaccato il governo per i mancati rimborsi Ici. “La presa di posizione del Sindaco Attilio Fontana è giusta, ma arriva troppo tardi. Peccato che non ci abbia mai dato ascolto. A riprova di quello che stiamo dicendo riportiamo la nostra posizione del 10/03/2009 senza aggiungere nulla perché più attuale che mai: “La situazione è più drammatica di quello che potevamo lontanamente immaginare. Il Governo sta mettendo in ginocchio i Comuni, Varese compreso, anzi soprattutto Varese. Questo bilancio non dovrebbe essere avvallato dai tecnici di Palazzo Estense, di cui apprezziamo il coraggio, ma che evidentemente non hanno alcuna responsabilità di quanto si sta verificando oggi a livello normativo ed economico. Dopo la peggiore relazione di sempre, portata in Consiglio Comunale dall’assessore Grassia, che in pratica non ha detto nulla tranne che intendeva accorpare gli edifici scolastici, per poi essere subito smentito dai sui colleghi di Giunta, abbiamo appreso con preoccupazione i dati del bilancio divulgati ieri in commissione. C’è da dire che contestiamo alla Giunta Fontana di aver speso male le risorse nei tre anni precedenti. Di fatto, per noi, la Città è ferma. Anzi no, sta lentamente tornando indietro. Basti pensare alle manutenzioni, strade in testa. Oggi, purtroppo, ci troviamo in una situazione drammatica se è vero che si fa affidamento sull’entrata di milioni di euro dallo Stato per il mancato gettito dell’Ici per garantire la spesa corrente. Milioni di euro che probabilmente non entreranno mai per intero, andando così a strangolare lentamente Varese . Basti pensare al fatto che il Comune di Varese sta ancora aspettando circa il 30% del mancato gettito Ici 2008. Per il 2009 nulla è certo, anzi. Il risultato, se si andrà avanti così, sarà il blocco dei pagamenti con tutte le cose che ne conseguiranno. Non meglio sulla spesa in conto capitale, dove pesa enormemente la questione dei proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali. Esiste una circolare del ministero dell’economia che di fatto impedirebbe al Comune di Varese di utilizzare i proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali per rispettare il patto di stabilità e, nonostante il parere della Corte dei Conti , la situazione sembra essere destinata a rimanere immutata, almeno che non ci sia un provvedimento ufficiale che annulli il provvedimento ministeriale. Un parere ovviamente non è sufficiente. Risultato: anche le opere rischiano di rimanere al palo. Per questo invitiamo i tecnici a non firmare un bilancio insostenibile, almeno che il Governo non capisca che serve cambiare immediatamente rotta, consentendo al nostro Comune di poter operare. Insomma, meglio il commissariamento ad una situazione di stallo del genere che porterebbe Varese al collasso. Forse è proprio quello che vogliono Bossi e Berlusconi con il loro federalismo….”
 All’indomani del Consiglio Comunale di Varese che ha approvato la variante urbanistica, che consente la realizzazione di un parcheggio multipiano all’interno del parco di Villa Augusta. Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, tuona contro la maggioranza di Palazzo Estense. “A pagare questa scelta saranno le future generazioni. Scegliere di variare una zona, adibita oggi a parco pubblico, per consentire la costruzione di un parcheggio, è sbagliato soprattutto da un punto di vista culturale. Ancor di più, se sul piatto sono state messe, come sono state messe, diverse ipotesi alternative e realizzabili. L’Amministrazione Comunale sembra non aver imparato nulla dagli errori del passato. Scegliere di preservare un parco pubblico, nella sua interezza, è una scelta culturale che dobbiamo nei confronti delle future generazioni. Abbiamo fatto tutto quanto era in nostro potere, dall’opposizione, per fermare il provvedimento e ci vogliamo scusare con la cittadinanza per non essere riusciti nell’intento. Oggi, non ci resta che contare sulla incapacità di realizzare le opere della Giunta Fontana. Le elezioni sono vicine: contiamo di poter mandare a casa la Giunta Fontana e di fermare la realizzazione del parcheggio all’interno del parco. Lo dobbiamo alle future generazioni, ma anche a noi stessi….”
 Troppe assenze in giunta, il sindaco Denis Bettoni revoca la delega di assessore alla cultura e all’istruzione Loris Fato. Questo è quanto si viene a sapere dagli organi di stampa , senza smentite da parte dei diretti interessati. La revoca infatti, sembrerebbe dovuta alle troppe assenza alle riunioni di giunta alle quali non era mai seguita alcuna spiegazione ne giustificazione. BORMOLINI ML”sembra che tra le mura comunali stiano giocando al GATTO col TOPO ed è palese che all’interno non ci sia coalizione tra questa classe dirigenziale che, a parte il sindaco, è la stessa che ci ha portati in questi ultimi anni in una situazione a dir poco allarmante. E allora noi di ML ci stiamo chiedendo se mai fosse arrivata l’ora di revocare tutte quelle cariche dirigenziali che hanno tolto patrimonio, sicurezza, fiducia e trasparenza a tutti cittadini che nel loro paese hanno il diritto di avere.Detto questo non potremmo che condividere se a giorni vengano revocate tutte quelle poltrone municipalizzate che hanno reso le casse comunali senza fondo.”Secondo il nostro parere sarebbe ora che assessori , presidenti (in attesa di occupazione )diano le proprie dimissioni e vadano ad occupare le poltrone dei propri salotti.
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