Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Opinioni euro-realiste di un amico d’Oltremanica di Movimento Libero.
ALL’UNIONE EUROPEA PIACCIONO GLI SCIOPERI
Nell’ottobre e nel novembre 2009 la Gran Bretagna è colpita da una protesta che ha bloccato per giorni i nostri servizi postali. Per molti di noi questo è stato una reminescenza dei tempi andati. Ci siamo abituati al fatto che le vertenze tra lavoratori e datori di lavoro vengano ricomposte attraverso il dialogo. Scioperi in cui i lavoratori smettono di lavorare per costringere i datori di lavoro ad accettare le loro condizioni sono una cosa del passato. Ricordo che, quando andavo a scuola, spesso tornavo a casa per poi ritrovarmi nella medesima al buio. Non era possibile accendere le luci, né funzionavano i telefoni e l’impianto di riscaldamento. Ricordo che molti dei miei amici solevano venire a casa mia per fare i loro compiti al lume di candela. Perché? Perché i dipendenti delle centrali elettriche erano in sciopero, così come lo erano quelli delle miniere di carbone nonché quelli dei gasdotti. Costoro volevano più soldi, se non più posti di lavoro. Erano incontentabili. Così andavano le cose in quei brutti tempi. I sindacati avevano poteri che consentivano a loro la prerogativa di indire sciopero ogni qual volta l’avessero voluto. A volte i dirigenti sindacali chiamavano i lavoratori fuori a scioperare anche contro la volontà di quest’ultimi. Loro avevano il potere di farlo. Se qualcuno avesse sollevato obiezioni, avrebbe perso il posto di lavoro. E i sindacati che controllavano coloro che lavoravano per il governo erano i peggiori di tutti. Credevano che se avessero sufficientemente messo sotto pressione il governo, avrebbero potuto ottenere più denaro dal goveno in quanto quest’ultimo avrebbe sempre potuto riscuotere più denaro aumentando le tasse. Infatti, non si sbagliavano. Poi arrivò la Signora Thatcher in veste di nostro primo ministro. Lei riuscì a varare della normativa che limitò il potere dei sindacalisti. Mai più i minatori di carbone avrebbero ricevuto stipendi più alti a spese del contribuente, se non nel caso in cui avessero prodotto e venduto più quantitativi di carbone. Il numero di scioperi si ridussero drasticamente e situazioni del genere divennero rare. Ma allora perché uno sciopero nazionale sta azzoppando i servizi postali britannici? Ci sono molte ragioni, non di meno il fatto che il numero di comunicazioni inviate via e-mail è aumentato e l’attività delle poste è declinante - si è registrato un calo del 15% della quantità di lettere spedite per posta lo scorso anno rispetto al 2005. Questo significa che il servizio postale necessita di modernizzarsi per esistere e questo richiederà la soppressione di posti di lavoro, ma i sindacati non accetteranno la cosa. Infine, bisogna fare i conti con la legislazione emanata dall’Unione Europea. Molti dei poteri che i governi britannici hanno sottratto ai sindacati stanno per essere ripristinati per volere dell’Unione Europea. Nessuno ha votato in favore di questa soluzione. Nessuno in Gran Bretagna è dell’idea che i sindacati dovrebbero tornare forti come una volta. Ma è ciò che sta di fatto succedendo. Così ci ritroviamo con uno sciopero nazionale che affligge i nostri uffici postali da cui dipendono tanta gente e le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni. Grazie all’Unione Europea, verranno salvati posti di lavoro nelle poste a discapito di altri provenienti da aziende in bancarotta.
Rupert Matthews è uno storico freelance. Nelle elezioni europee del 2009 si è presentato quale candidato nelle liste del Partito Conservatore nella regione delle Midlands orientali.
BAND WAGON EUROPE: WORD FROM RUPERT’S ENGLAND
Eurorealist opinions by one friend of Movimento Libero from England.
THE EU LIKES STRIKES
In October and November 2009 Britain is being hit by a protest that brought our postal service to a halt for days on end. For many of us it was a reminder of days gone by. We have got accustomed to the fact that disputes between workers and management tend to be settled by talking and discussion. Strikes in which workers stop working to force bosses to agree a deal are a thing of the past. I remember when I was a school boy that I sometimes came home to find the house in darkness. There were no lights on, no telephones were working and there was no heat. I remember several of my friends used to come to my house to do their homework by candlelight, Why? Because the workers at the electric power stations were on strike. So were the coal miners. So were the workers at the gas works. They wanted more money, or they wanted more jobs. They always wanted more something. That was in the bad old days. The Unions had powers that gave them the right to strike whenever they wanted – sometimes the union boss would call the workers out on strike even when they wanted to go to work. He had that power. If anyone objected they would lose their job. And the unions that controlled the men who worked for government were worst of all. They believed that if they put on enough pressure they could get more money from the government because the government could always get more money by raising taxes. They were right. Then along came Mrs Thatcher as our Prime Minister. She passed new laws that cut the power of union bosses. No longer could miners get higher wages from tax payers, they could get higher wages only if the coal mines produced and sold enough coal. The number of strikes fell. These days they are rare. So why is a nation-wide strike crippling the British postal service? There are several reasons. Among others, the amount of communications going by email has risen and the postal business is declining – there were 15% fewer letters posted last year than in 2005. That should mean that the postal service needs to modernise to remain viable – and jobs will be lost, but the unions won’t accept that. Finally, as so often these days, there is the European Union. Several of the powers that British governments stripped away from trade unions have been restored by the EU. Nobody in Britain voted for these powers to come back. Nobody in Britain agreed that they should come back. But they have. So now we have a nationwide strike crippling the postal service on which people and businesses depend. Small businesses are particularly badly hit. Jobs may be saved in the postal industry, but they will be lost elsewhere as companies go bankrupt. Thankyou to the EU!
Rupert Matthews is a freelance historian. In the 2009 European Elections he stood for the British Conservative Party in the East Midlands of England region.
Altra invenzione sottobanco degli eurocrati di Bruxelles, stando a quanto riferisce l’autorevole Weekly Telegraph (edizione numero 951). Non è stato ancora ratificato il trattato costituzionale di Lisbona da tutti i 27 paesi membri, e questi signori, già si inventano a tavolino il superministero degli esteri europeo a cui faranno capo 160 rappresentanze diplomatiche targate “Carrozzone Europeo” e ai cui esponenti di maggior spicco verrebbe assegnato uno status di “ambasciatore del Carrozzone” da far invidia ai nostri della Farnesina. Si chiamerà E.E.A.S., L’euromostro, che, si prevede, esordirà con l’apertura della sua prima ambasciata a New York, rendendo un pelino incerto il futuro di 1424 funzionari attualmente alle dipendenze della Commissione Europea. Così facendo, il Carrozzone, ammesso che gli venga riconosciuta la tanto agognata “personalità giuridica”, a mo’ di “Stati Uniti d’Europa”, potrà negoziare, tramite il suo E.E.A.S., accordi con altri paesi al di fuori della UE e siglare trattati internazionali in nome di tutti gli stati membri, Italietta compresa. Come noto, il diritto emanato da Bruxelles ha supremazia nei confronti delle leggi di emanazione nazionale. Ma da qui ad acquisire una personalità giuridica in grado di consentirle di firmare trattati internazionali! Comunque la si voglia vedere la cosa, questo sarebbe un fatto epocale in merito al quale non verrà, comunque, consentito a noi cittadini di esprimerci. Non dimentichiamo che l’unica e ultima volta in cui gli italiani hanno avuto occasione di dire la loro sull’Europa è stata nel lontano 1987. Sono passati più di 20 anni dal quel referendum e a chi è nato dopo il 1969 nessuno si è mai degnato di chiedere cosa ne pensino di questo vecchio, stracarico carrozzone viaggiante di nome Unione Europea.
(English version for our readers from abroad)
BAND WAGON EUROPE, AND NOW WHAT THE HELL WILL BE SUCH E.E.A.S. ?!
Another stealth invention by the Eurocrats from Brussels according to what the prominent Weekly Telegraph wrote (issue number 951). The Lisbon constitutional treaty has not been ratified yet by all 27 EU member states and these gentlemen are already planning to launch a European foreign office with its own 160 diplomatic representations branded ‘European Band Wagon’, for whose most prominent personalities it is expected a status of ‘European ambassadors’ up to the extent to probably make our senior staff from the Italian foreign office (the Farnesina) mad of envy. Such Euromonster will be given the name of E.E.A.S. which is supposed to open its first embassy in New York making pretty unsafe the future for 1424 senior staff currently working for the European Commission. Making so, the Band wagon, unless it is not given the so much wanted ‘legal personality’, such as a version of ‘European United States’, will be in the position to negotiate agreements with other countries and sign international treaties in the name of all EU member states, little Italy included. As you know, Brussels legislation has a primacy over national laws. But henceforward up to extent to obtain a legal personality to sign international treaties! Regardless of one’s point of view, this will be a terrific fact about which you will be not allowed to have a say, anyway. Let’s not forget that the sole and last time Italians had the chance to have a say about Europe was in far 1987. Now, more than 20 years after that referendum, nobody born after 1969 has been ever asked what they think of such old, overloaded band wagon the name of which is European Union.
Riportiamo l'interrogazione depositata questa mattina da Alessio Nicoletti:
Lo scrivente Alessio Nicoletti, nella propria veste di capogruppo di Movimento Libero in Consiglio Comunale di Varese:
Premesso che le grandi mostre, se ben pianificate e non sporadiche, potrebbero essere un elemento importante di rilancio della Città, un investimento che sappia far crescere sia il livello culturale , ma che abbia anche la capacità di rilanciare l’economia locale attraendo visitatori e rendendo Varese centrale nel panorama culturale Italiano ;
Tenuto conto che, partendo da questo semplice e condivisibile concetto, siamo estremamente contrariati dal modo di procedere dell’Amministrazione Comunale sulla materia; Considerato che non vediamo nessuna pianificazione, ma che al contrario sembra regnare l’improvvisazione;
Visto che ,infatti, una mostra più volte annunciata dall’Amministrazione Comunale per il 2010, quella sul Morazzone, sembra destinata a sfumare e che, invece, la mostra sul Caravaggio, più volte smentita dallo stesso Sindaco mezzo stampa, sarà inaugurata il 7 di Novembre nel quasi più totale silenzio;
Sottolineando che questo modo di procedere è il peggiore per un settore che ha bisogno di pianificazione e continuità, ma anche di chiarezza e di ottima comunicazione per la buona riuscita degli eventi e , di conseguenza, per un ritorno positivo sulla Città;
Suggerendo all’Amministrazione Comunale di ripartire dall’idea di convocare gli stati generali della cultura,idea annunciata in passato ma mai attuata, per consentire di pianificare con tutti i protagonisti del settore il futuro culturale della Città ;
Auspicando che l’Amministrazione Comunale condivida la necessità di evitare per il futuro episodi come quello delle mostre sul Morazzone e sul Caravaggio, ma soprattutto che condivida la necessità di meglio pianificare per rendere Varese centrale nel panorama culturale Italiano;
CHIEDE
1)Come è possibile che la mostra sul Caravaggio sia stata più volte smentita dal Sindaco mezzo stampa.
2) Se è vero che l’inaugurazione è prevista per il 7 Novembre.
3)Come mai non è stata attuata quella necessaria comunicazione capace di attrarre visitatori anche da fuori Varese.
4)Di conoscere se la mostra sul Morazzone, ampiamente annunciata per il 2010, è confermata.
5)Se l’Amministrazione Comunale intende , come da noi suggerito, di ripartire dall’idea di convocare gli stati generali della cultura per consentire di pianificare con tutti i protagonisti del settore il futuro culturale della Città.
6)Se l’Amministrazione Comunale condivide che le grandi mostre, se ben pianificate e non sporadiche, potrebbero essere un elemento importante di rilancio della Città.
7)Se l’Amministrazione Comunale condivide che questo che questo settore ha bisogno di pianificazione e continuità, ma anche di chiarezza e di ottima comunicazione per la buona riuscita degli eventi e , di conseguenza, per un ritorno positivo sulla Città.
Riportiamo l'interrogazione depositata questa mattina da Alessio Nicoletti:
Lo scrivente Alessio Nicoletti, nella propria veste di capogruppo di Movimento Libero in Consiglio Comunale di Varese:
Premesso che il numero di posteggi riservati ai disabili risulta essere del tutto insufficiente alle reali necessità;
Tenuto conto che Movimento Libero ha da sempre sostenuto la necessità di effettuare rigorosi controlli sull’utilizzo corretto dei permessi rilasciati ai disabili, soprattutto a tutela di chi ha diversamente abile lo è davvero, tanto è vero che il 23 Ottobre 2008 il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità una nostra mozione dove si richiedeva di 1)verificare che tutte le autorizzazioni rilasciate abbiano la certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’unità sanitaria locale di appartenenza, dalla quale risulta che nella visita medica è stato espressamente accertato che la persona per la quale viene richiesta l’autorizzazione ha effettiva capacità di deambulazione sensibilmente ridotta; 2)verificare la possibilità di effettuare controlli a campione sugli utilizzatori dei permessi rilasciati, che attestino l’effettiva coincidenza tra il titolare del permesso e il soggetto che ne usufruisce;3)attuare , attraverso la collaborazione tra Polizia Locale e Ufficio Anagrafe, un sistema di controllo che consenta il ritiro del contrassegno già appartenuto a persone disabili defunte, onde evitare l’uso abusivo da parte di terzi non titolati;
Considerato che riteniamo necessario continuare sulla strada della repressione dei “furbetti” del pass e contemporaneamente pianificare l’aumento dei parcheggi riservati ai veri disabili perché oggi risultano essere del tutto insufficienti alle reali necessità;
Visto che anche situazioni per fortuna non permanenti, come il cantiere di viale Milano, hanno acuito il problema: il comparto ha subito una riduzione di parcheggi in generale compresi quelli riservati alle persone diversamente abili;
Sottolineando che una persona diversamente abile, con evidenti problemi di deambulazione, necessita di posti riservati nelle vicinanze del luogo da raggiungere: 100 metri in più possono essere insormontabili;
Suggerendo all’Amministrazione Comunale di incrementare i controlli per evitare che i pochi parcheggi esistenti riservati alle persone diversamente abili siano occupati abusivamente, e contemporaneamente di intervenire per aumentare il numero dei posti riservati loro, con particolare attenzione a comparti oggi particolarmente sguarniti ;
Auspicando che l’Amministrazione Comunale condivida le nostre proposte e si attivi immediatamente per affrontare la problematica sollevata;
CHIEDE
1)Se l’Amministrazione Comunale condivide il fatto che il numero di posteggi riservati ai disabili risulta essere del tutto insufficiente alle reali necessità;
2) Se l’Amministrazione Comunale intende, come da noi suggerito, aumentare il numero dei parcheggi riservati alle persone diversamente abili;.
3)Se l’Amministrazione Comunale intende, come da noi suggerito, in linea con la mozione approvata dal Consiglio Comunale il 23 Ottobre 2008, incrementare i controlli per evitare che i pochi parcheggi riservati alle persone diversamente abili siano occupati abusivamente;
Li pagano per dire delle balle e grandi come case. Di fatto, i diplomatici UE sopravvalutano acriticamente i benefici generati dal Carrozzone Europa e fanno auto-promozione nei paesi extracomunitari a nostre spese, creando, ad esempio, una rete internazionale di sostenitori di uno superstato federale europeo fomentato dalla propaganda di Bruxelles. Un nuovo studio dei britannici di Taxpayers Alliance rivela dimensioni e costi del corpo diplomatico UE, sempre più numericamente consistente. Viene illustrato il modo attraverso il quale il Programma europeo di Relazione Esterne sta usando grandi quantità di denaro proveniente dai contribuenti europei per usurpare gradualmente poteri che non dovrebbero appartenere al Carrozzone. Ecco alcuni dati al riguardo:
- Bruxelles ha una politica estera propria, foraggiata da un budget di 3.9 miliardi di Euro all’anno da spendere nei suoi “Programmi di Relazioni Esterne”. Questi fondi sono distinti da quelli stanziati per interventi a sostegno di paesi in via di sviluppo a cui bisogna aggiungere i costi che pertengono all’organico della Direzione Generale della Commissione UE operante nelle relazioni esterne che, nel 2008, si sono aggirati into a 391 milioni di euro.
- Bruxelles spende altri 28 milioni di euro per mantenere l’ufficio dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea (figura grosso modo equivalente a un ministro degli esteri dell’Unione Europea).
- Le cosiddette ambasciate UE costano altri 63 milioni di euro l’anno.
Il totale fa circa € 4.4 miliardi di euro all’anno, buttati al vento dall’Unione Europea per il solo sfizio di fare pubbliche relazioni nel mondo! Una legge finanziaria di casa nostra può aggirarsi sui 30 miliardi di euro! L’Italia è una vacca da mungere per Bruxelles: stando alle statistiche ufficiali, il nostro Paese è stato il quinto donatore negli anni 2000-2006, contribuendo alle casse del Carrozzone in misura di 16.27 miliardi di euro (!) già al netto di finanziamenti UE destinati al nostro Paese. Per il quinquennio 2007 - 2013 un altro studio prevede un vertiginoso aumento di stanziamenti italiani destinati a Bruxelles della bellezza di altri 29.7 miliardi di euro... in aggiunta ai 16.27 di cui sopra! E chissà cos’altro accadrà se saliranno sul Carrozzone nell’Unione Europea altri nuovi Paesi membri quali Albania, Bosnia Erzegovina, Macedonia… Ma dico, quelli del Carrozzone a spasso a fare pubbliche relazioni e noi qui a penare in mutande, spogliati dei nostri soldi?!
English version (for our readers from abroad)
BAND WAGON EUROPE, HOW TO WASTE 4 BILLION TO PROMOTE A BAND WAGON CALLED EUROPEAN UNION
They are paid to tell us lies and lies as big as houses. In fact, the EU diplomats uncritically overestimate the benefits brought by Bandwagon Europe and make self - promotion towards extracomunitarian countries in favour of a European federal superstate fuelled by propaganda by Brussels. A new study by the British researchers from the Taxpayers Alliance shows more and more increasing sizes and costs of the EU diplomatic staff. It is being exposed the way through which the European Program of External Relations is using big amounts of European taxpayers money to gradually grab powers which should not be owned by the ‘Carrozzone’ (band wagon). Here are some figures to this respect:
- Brussels has got its own foreign policy, fuelled by a €3.9 billions budget per annum to be spent for its ’External Relations Programs’. These funds are different from the ones set aside for international development. In addition to the former, you should consider the ones concerning the personnel from the General Directorate the European Commission dealing with external relations amounting to €391 millions in year 2008.
- Brussels spends some more €28 millions as to mantain the office of the High Representative of the European Union (a role more or less equivalent to a foreign office of the European Union).
- the so called EU embassies cost some more €63 millions per annum.
The total makes about €4.4 billions per annum, wasted by the European Union just to afford its public relations around the world!
One financial budget of ours can be around €30 billions! Italy is a cow to be milked by Brussels: according to the official statistics, our country has been the fifth donator in years 2000 -2006, whose net contribute to the ‘Carrozzone’ has been around €16.27 billions (!). As for the period 2007 - 2013 another study foresees a dramatic increase in terms of Italian net contributions to Brussels by some more €29.7 billions in addition to the above mentioned 16.27 billions! And who knows what else will happen, should other new EU member states such as Albania, Bosnia Erzegovina, Macedonia board the European band wagon. Excuse me? The Carrozzone people running elsewhere to do PR while we stay out in underwear, deprived of our money?!
Nuovi collegamenti tra Varese e Como. E' quessta la richiesta contenuta in un'interrogazione depositata questa mattina da Alessio Nicoletti in Comune a Varese.
Di seguito ne riportiamo il testo:
Lo scrivente Alessio Nicoletti, nella propria veste di capogruppo di Movimento Libero in Consiglio Comunale di Varese:
Premesso che, nonostante la vicinanza, Varese e Como sono sempre più “distanti” a causa della scarsità di collegamenti diretti tra i due Capoluoghi che rende ogni giorno più difficili la circolazione di merci e persone ;
Tenuto conto che riteniamo necessario studiare, progettare ed attuare soluzioni che migliorino sensibilmente i collegamenti tra le due Città, sia dal punto di vista stradale che da quello ferroviario;
Considerato che i collegamenti rappresentano il primo passo necessario per far sì che un’area omogenea, come è quella compresa tra Como e Varese(insieme al Canton Ticino), possa trarne beneficio sia dal punto di vista economico che da quello socio-culturale; Visto che innanzitutto è indispensabile il dialogo e l’accordo tra i due Capoluoghi affinché si possa insieme coinvolgere altri soggetti(Stato,Regione e Ferrovie) per determinare un’accelerazione della realizzazione di nuovi collegamenti;
Suggerendo all’Amministrazione Comunale di cercare un immediato dialogo con il Comune di Como per accelerare la realizzazione degli indispensabili collegamenti tra i due Capoluoghi e coinvolgere così gli altri enti interessati;
Auspicando che l’Amministrazione Comunale condivida le nostre proposte;
CHIEDE
1)Se l’Amministrazione Comunale intende contattare, come da noi suggerito, il Comune di Como per accelerare lo studio, la progettazione e l’attuazione di soluzioni atte a migliorare i collegamenti tra Varese e Como.
2) Se l’Amministrazione Comunale condivide il fatto che i collegamenti rappresentano il primo passo necessario per far sì che un’area omogenea, come è quella compresa tra Como e Varese, possa trarne beneficio sia dal punto di vista economico che da quello socio-culturale.
3)Se l’Amministrazione Comunale intende dialogare e trovare un accordo con Como affinché possano insieme coinvolgere altri soggetti(Stato,Regione e Ferrovie) per determinare un’accelerazione della realizzazione di nuovi collegamenti.
 Il leader di Movimento Libero, Alessio Nicoletti, chiede pubblicamente che fine abbia fatto l’indagine conoscitiva sulle società partecipate voluta da Consiglio Comunale nel Febbraio del 2008. “28 Febbraio 2008:viene bocciata la proposta di Movimento Libero di istituire una commissione d’inchiesta sulle attività di tutte le società partecipate del Comune di Varese. Durante la discussione la maggioranza presenta un suo ordine del giorno,poi approvato dalla stessa maggioranza, che rimandava alla commissione affari generali una generica esamina, anche ai soli fini conoscitivi. 26 Ottobre 2009:ad oltre un anno e mezzo di distanza l’indagine conoscitiva, anche generica, non c’è stata! Si è affrontata in modo del tutto insufficiente(in commissione non si è neanche presentato il collegio dei revisori) la situazione della sola Aspem spa. Niente di niente su Avt, Varese Risorse , Aspem Reti o Prealpi Servizi. Crediamo che la vicenda si commenti da sola. Noi, abbiamo sempre chiesto trasparenza e chiarezza. Consideravamo la commissione d’inchiesta strumento idoneo ed adeguato per sgomberare il campo da ogni dubbio. Dubbi che, è bene ricordarlo, sono stati sollevati nel recente passato da esponenti della maggioranza. Magari qualcuno conta sulla memoria corta delle persone. Noi, invece, abbiamo una memoria di ferro e vogliamo ricordare ai varesini che sulle partecipate c’è stato un finimondo politico, causa di crisi e crisette continue della maggioranza, fino a quando ad un certo punto , d’incanto , non ne hanno parlato più. Oggi come allora, riteniamo indispensabile una seria commissione d’inchiesta sull’argomento, ma visto la posizione assunta dalla maggioranza, si abbia la capacità di concludere almeno l’indagine conoscitiva votata dal Consiglio Comunale. Chi ha la memoria corta non si deve preoccupare:ci pensiamo noi. Movimento Libero rappresenta il fosforo della politica varesina!”
 Sapevate che Bruxelles si è dotata anche di propri ambasciatori, ovviamente a spese del contribuente europeo? Loro, gli ambasciatori europei, possono anche arrivare a gudagnare 278.000 euro all’anno lordi. A questa lauta retribuzione andrebbero, però, sommati svariate indennità aggiuntive, compresa una prevista nel caso rinunciassero ad avere un autista! Tutto merito del Trattato di Maastricht se questi signori ambasciatori hanno “trovato l’America” in Europa. Dal 1993, con l’avvento della nuova politica estera e di sicurezza comunitaria, le rappresentanze diplomatiche hanno assunto un ruolo politico più attivo. Ora si annoverano 5000 addetti al corpo diplomatico europeo dislocati nel mondo, aumentati di un terzo dal solo anno 2000 in qua. Tra le varie cose, una delle funzioni di questi ambasciatori è certamente quella di promuovere al di fuori della UE le seguenti frottole propagandiste di Bruxelles: 1. La UE ha portato la pace dopo secoli di conflitti in Europa. 2. Il mercato comune ha generato crescita economica e occupazione. 3. L’Unione Europea è leader nelle iniziative globali contro il riscaldamento del pianeta. 4. L’Unione Europea è governata democraticamente. 5. L’Unione Europea non spende soldi allegramente. 6. L’Unione Europea crea un’unione basata sulla libertà, giustizia e sicurezza. Peccato che nessuno paghi questi ambasciatori per dire le cose come stanno: e cioè esattamente al contrario di ciò che bellamente dicono. ENGLISH VERSION European Band Wagon, what Cost Us the EU Ambassadors? Which lies they tell us and what they should admit? Did you know that Brussels has given itself her own ambassadors, obviously at the expenses of European taxpayers? Such gentlemen, the European ambassadors, are able to earn up to gross € 278.000 per annum but one should add on top of this generous salary several additional perks including a car indemnity , should one ambassador give up his chauffeur! It is thanks to the Maastricht Treaty whether such gentlemen have found out ‘their America’ in Europe. Since 1993, thanks to the coming of the new foreign and security common policy, the delegations have been given a more active political role. By now, there is a 5000 unit staff operational around the world, who has been increased by one third since 2000. Among other things, one fuction of theirs is the one to promote the following propaganda from Brussels outside the EU: 1. The EU has brought peace to Europe after centuries of war. 2. The Single Market has delivered gorwth and employment. 3. The EU is leading global action against climate change. 4. The EU is democratically controlled. 5. The EU does not spend money lightly. 6. The EU is creating a single area of freedom, justice and security. What a pity nobody pay them to tell us true things like they are: actually the contrary of what they say.
 Ennesimo e durissimo affondo di Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, nei confronti dell’assessore Tomassini. “Le dimissioni dell’assessore Tomassini sono ancora più necessarie dopo la relazione tenuta ieri sera in Consiglio Comunale. Relazione che butta nell’incertezza più assoluta l’intero sistema scolastico varesino. Di fatto, l’assessore si ostina a sostenere, sotto la bandiera della cosiddetta razionalizzazione, che qualche scuola dovrà essere chiusa. Una necessità che non comprendiamo e non condividiamo minimamente. Le scuole a Varese possono e devono rimanere aperte,tutte. Il fallimento sull’intera materia è imputabile all’improvvisazione e la superficialità con cui la maggioranza consiliare, la Giunta ed in particolare l’assessore Tomassini hanno dimostrato di trattare l’argomento. Un disastroso piano A, che ha mandato in subbuglio interi quartieri, al quale ha fatto seguito un disastroso piano B, che ha provocato una sollevazione popolare senza precedenti, al quale ha fatto seguito la disastrosa relazione di ieri che, al di là delle dovute scuse, butta ancora una volta l’intera Città nell’incertezza più totale. La responsabilità politica di questo disastro è di tutta la maggioranza di governo di Palazzo Estense, ma è evidente che la persona più responsabile all’interno della stessa maggioranza è colei che detiene la delega sulla materia nell’esecutivo: l’assessore Tomassini.Assessore che tra l’altro ,ieri sera, non ha incassato neanche una parola di sostegno da parte dei suoi consiglieri comunali. Le dimissioni dunque sono inevitabili, ancora più necessarie dopo la relazione di ieri sera. L’assessore non è la vittima sacrificale, le vittime sono state le centinaia di famiglie, che dopo il lavoro si sono dovute organizzare per mesi per contrastare le proposte incomprensibili dell’assessore e salvaguardare il futuro educativo dei propri figli e la vitalità dei loro quartieri. Quelle stesse famiglie che oggi, dopo la relazione dell’assessore, hanno ancora più incertezze di ieri. Si deve riportare la serenità ed è per questo che riteniamo indispensabili le dimissioni dell’assessore Tomassini e l’azzeramento del provvedimento con l’annuncio che nessuna scuola chiuderà. Per risolvere questo caos servono certezze, non giri di parole che alimentano solo i forti dubbi creati in questi mesi da una maggioranza distante anni luce dalla propria gente!”
 Il leader di Movimento Libero, Alessio Nicoletti, torna sulla cittadinanza onoraria conferita al Sen. Francesco Cossiga con delibera della sola Giunta. “Contenti loro….Se la cittadinanza onoraria conferita al Sen. Cossiga con delibera della sola Giunta Comunale soddisfa il Sindaco, qualche alta sfera ministeriale della Lega, qualche giornalista ed il diretto interessato, non possiamo che prenderne atto con vivo dispiacere. Così facendo, la Giunta Fontana ha creato una sorta di cittadinanza onoraria dimezzata o, se preferite, di serie B. Sì, perché mai si è attribuito questo riconoscimento in modo non condiviso. La cittadinanza onoraria di Varese ha sempre unito e mai diviso come purtroppo è avvenuto in questo caso. Inoltre, è evidente che la Giunta, ossia il Sindaco con gli assessori da lui nominati e non eletti, ha preferito non affrontare il passaggio in Consiglio Comunale, ossia l’organo formato da tutti i consiglieri eletti dai cittadini(Sindaco compreso), dove sarebbero emerse le profonde divisioni su questa proposta. Atteggiamento altamente democratico. Non discutiamo sulla legittimità dell’atto, ma sull’opportunità di procedere in questo modo. Ora, è del tutto legittimo dire che noi sentiamo cittadino onorario di Varese Bob Morse, votato all’unanimità da tutto il Consiglio Comunale, e non il Sen. Francesco Cossiga, votato in un “blitz” dalla sola Giunta Comunale, dopo che in conferenza dei capigruppo consiliari è stata discussa e rinviata la proposta della stessa Giunta di inserire all’ordine del giorno del Consiglio Comunale questo conferimento. Proposta rinviata proprio per la mancanza di condivisione. Di qui il “blitz” dell’organo esecutivo, che preso da un’impellente ed inderogabile necessità(quale?), ha deliberato incredibilmente il contestato provvedimento. Se non ci fossero alla base del nostro ragionamento dei principi seri, ci sarebbe da ridere. Avremmo preferito un “blitz” della Giunta per risolvere il caso scuole, le problematiche legate alla viabilità o alla sicurezza, insomma legate alle tante problematiche reali della nostra Città. Invece no, il colpo di mano della Giunta arriva prepotentemente su cosa?Sul conferimento della cittadinanza onoraria a Cossiga, provvedimento che tutta la cittadinanza aspettava con trepidazione visto il profondo ed indissolubile legame con l’ex picconatore( per chi non volesse capire è una battuta). Per inciso, questa è la seconda cittadinanza onoraria conferita nel 2009 da Fontana, la terza del suo mandato:sono riusciti ad inflazionare anche questo importante riconoscimento. Così facendo Fontana e la sua Giunta hanno creato di fatto una cittadinanza onoraria a metà o , se preferite di serie B. Il fortunato che riceverà questo importantissimo riconoscimento cittadino è il Sen. Francesco Cossiga. Contenti loro…"
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