Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Movimento Libero torna all’attacco del Comune di Varese per aver permesso una gara ciclistica lo stesso giorno del carnevale.
“Dare il permesso per disputare una gara ciclistica lo stesso giorno del carnevale- taglia corto Alessio Nicoletti- è illogico. Per noi, è l’ennesimo errore di valutazione di una Giunta che dimostra sempre di più i suoi limiti. La cosa più giusta sarebbe stata quella di posticipare la gara ciclistica e far vivere serenamente ai varesini una delle feste più apprezzate: il Carnevale. Così non è ,ed oggi dobbiamo registrare i timori di tanti che non hanno compreso le motivazioni di questa scelta, ma che soprattutto subiranno chiusure viabilistiche sin dal mattino anche se, a dir la verità, a molti non è chiaro quali strade saranno chiuse e , soprattutto, in che fasce orarie. Insomma, il solito guazzabuglio che ci devono spiegare. Siamo l’unica Città dell’universo che organizza le cose in questo modo. La corsa ciclistica non potrà che influire negativamente sugli spostamenti, sulle attività commerciali e sulla partecipazione al Carnevale stesso. A noi- conclude Nicoletti- purtroppo non resta solo che constatare e contrastare con amarezza scelte che non condividiamo minimamente!”
Emergenza sicurezza, immigrazione clandestina, certezza della pena… Mai come in questo periodo queste parole risuonano pericolosamente familiari a tutti noi. Il tema sicurezza è stato utilizzato sapientemente con successo in campagna elettorale, l’argomento ha fatto presa sulla popolazione ed i risultati sperati non hanno tardato ad arrivare. Utilizzare tematiche di così forte impatto emotivo però comporta una grossa responsabilità di cui oggi, che piaccia oppure no, il furbo oratore che le ha utilizzate deve necessariamente farsi carico. Il metodo utilizzato è facilmente attuabile per chi possiede visibilità e ampia possibilità di utilizzo dei media, in sostanza è sufficiente infondere nelle coscienze dell’elettorato un senso di forte insicurezza per suscitare quell’insoddisfazione e quella percezione di impotenza atta a spodestare chi detiene il potere per riuscire poi a sostituirlo. Fatto questo però, ciò che risulta molto più difficile è essere capaci di calmare gli animi e ristabilire quella sensazione di protezione che ogni cittadino pretende di ottenere dal proprio governo. L’insicurezza diffusa, che ormai non è più solo percepita ma reale, è collegata in un certo qual modo ai troppi privilegi che da sempre combattiamo, infatti il più grande dei mali della nostra nazione, che è anche concausa scatenante di questa problematica è la scarsa assunzione di responsabilità che da sempre caratterizza certe “caste” all’italiana. Tutti avranno sentito parlare di qualche medico chirurgo che a causa di un errore o di negligenza personale è stato sanzionato o magari radiato dall’albo, un provvedimento che mi trova completamente d’accordo considerato il fatto che inadempimenti in questo ambito possono causare anche la morte di un paziente. Ma non è forse vero che anche errori e negligenze da parte di qualche giudice potrebbero costare lo stesso altissimo prezzo? Qualcuno ha mai sentito di sanzioni a chi ha rimesso in libertà un pluricondannato che poi ha commesso altri delitti? E’ forse stato radiato qualche magistrato che per non aver depositato in tempo qualche documento ha causato la liberazione di assassini e stupratori? Purtroppo no! Ecco, ritengo che il ripristino della sicurezza in Italia debba passare necessariamente anche da queste assunzioni di responsabilità di chi è chiamato a giudicare per evitare che si possa sbagliare ancora, è importante capire che una decisione sbagliata in quest’ambito può costare la vita a qualcuno esattamente come può avvenire durante un’operazione chirurgica.
Dopo l’interrogazione presentata ieri per ribadire il principio che è nullo il verbale di accertamento e contestazione per sosta vietata in un’area di parcheggio a pagamento se nella zona non è presente anche un’area di parcheggio libera, oggi Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, ritorna sull’argomento chiedendo di trasformare almeno il 20% dei parcheggi a pagamento in liberi, dicendosi disposto a farsi multare per presentare ricorso al fine di far valere il principio anche a Varese.
“La norma parla chiaro- ribadisce oggi Nicoletti- l’art. 7, comma 8 del codice della strada, infatti, stabilisce che “qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f) , su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia, o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Principio ribadito dalle Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 116 del 9 gennaio 2007, confermando la decisione del Giudice di Pace di Cagliari che sulla base del suddetto principio dichiarava la nullità ed inefficacia di alcuni verbali di accertamento e contestazione per sosta vietata e condannava il Comune di Quartu Sant’Elena al rimborso delle spese processuali. Principio che intendiamo far valere anche nella nostra Città, Varese. Per questo- prosegue Nicoletti- ufficializziamo pubblicamente una nostra proposta per rispettare quello che, secondo noi, è un diritto di tutti i varesini. Trasformiamo in liberi almeno il 20% dei parcheggi a pagamento della Città. Sarebbe questo , secondo noi, un adeguato numero per rispettare i principi sopra enunciati.
Attendiamo, ora, risposte concrete da parte dell’Amministrazione Comunale che di certo non puo’ pensare che le “ immediate vicinanze” identificate nella norma si riferiscano ad ambiti circoscrizionali o di quartiere. Per noi, “immediate vicinanze” vuol dire alla peggio la via limitrofa.
Siamo pronti ad iniziative eclatanti per far rispettare un principio che a noi sembra molto chiaro. Personalmente- conclude Nicoletti- sono pronto a farmi multare ed a presentare ricorso per far valere questo principio anche nella mia Città, anche se spero vivamente non sia necessario.”
Riportiamo l'interrogazione di Alessio Nicoletti:
Lo scrivente Alessio Nicoletti, nella propria veste di capogruppo di Movimento Libero in Consiglio Comunale di Varese:
Premesso che è nullo il verbale di accertamento e contestazione per sosta vietata in un’area di parcheggio a pagamento se nella zona non è presente anche un’area di parcheggio libera;
Considerato che questo principio è stato stabilito dalle Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 116 del 9 gennaio 2007, confermando la decisione del Giudice di Pace di Cagliari che sulla base del suddetto principio dichiarava la nullità ed inefficacia di alcuni verbali di accertamento e contestazione per sosta vietata e condannava il Comune di Quartu Sant’Elena al rimborso delle spese processuali;
Tenuto conto che L’art. 7, comma 8 del codice della strada, infatti, stabilisce che “qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f) , su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia, o senza dispositivi di controllo di durata della sosta; Visto che tale obbligo non sussiste solo nei casi di: • area pedonale; • zona a traffico limitato; zone definite "A" dall’articolo 2 del DM 1444/68 e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico;
Auspicando che l’Amministrazione Comunale intervenga immediatamente affinché Varese rispetti il principio stabilito dalle Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 116 del 9 gennaio 2007;
CHIEDE
1)Se l’Amministrazione Comunale è a conoscenza che è nullo il verbale di accertamento e contestazione per sosta vietata in un’area di parcheggio a pagamento se nella zona non è presente anche un’area di parcheggio libera.
2)Se l’Amministrazione Comunale è a conoscenza del principio stabilito dalle Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 116 del 9 gennaio 2007.
3)Se l’Amministrazione Comunale si è attivata per adeguarsi al principio stabilito dalle Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 116 del 9 gennaio 2007.
4)Se l’Amministrazione Comunale intende intervenire, come e quando.
Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, interviene sulla centralissima via Piave di Varese, proponendo all’Amministrazione Comunale di valutare la possibilità di ripristinare i parcheggi per evitare il lento e progressivo spopolamento della via.
“Via Piave sta morendo .Chiediamo all’Amministrazione Comunale di valutare con attenzione la possibilità di ripristinare i parcheggi esistenti fino ad una decina di anni fa. In questi anni, le attività commerciali della via hanno subito un contraccolpo eccessivo. Attività storiche hanno chiuso ed altre lo faranno se non si interviene subito. Del resto, oggi, il parcheggio selvaggio lungo tutta la via è l’ordinario. Chiediamo di regolarizzare una situazione di fatto per riportare un po’ d’ordine nel comparto, ma soprattutto di dare fiato alle ultime attività rimaste, magari favorendo così l’apertura di nuove.
Una proposta, la nostra, che sappiamo essere in controtendenza con i “manuali di viabilità” ,che tendono ad eliminare i parcheggi a raso sulle vie per favorire l’utilizzo dei parcheggi multipiano, ma non possiamo fare finta di non vedere una realtà. La via Piave sta lentamente morendo e se non si interviene in qualche modo rimarranno solo i phone –center, che di certo non sono in cima ai nostri pensieri. Puntiamo a far rifiorire una via storica per il commercio varesino e per farlo si deve iniziare dai parcheggi.
E’ evidente che la nostra proposta va valutata nel merito ,sentendo anche le attività presenti e , soprattutto, i residenti, con i quali va condivisa qualunque ipotesi.
L’unica cosa da non fare è restare immobili. Crediamo che sia possibile trovare un compromesso viabilistico per un comparto in sofferenza. Via Piave può rinascere!”
Organizzare gli Stati Generali di Varese affinché la Città esca dall’anonimato amministrativo in cui è piombata. E’ questo l’invito pubblico del leader di Movimento Libero, Alessio Nicoletti, lanciato questa mattina per riportare Varese ad esercitare in modo autorevole il ruolo di Capoluogo e di protagonista anche fuori dai confini provinciali. Nicoletti pensa ad una Varese protagonista di un’area omogenea con Como e Ticino.
“Varese- afferma Nicoletti- deve tornare ad essere Capoluogo e protagonista del territorio omogeneo che la circonda. Invitiamo l’Amministrazione Comunale ad organizzare gli Stati Generali della Città per far uscire Varese dall’anonimato amministrativo in cui è piombata. Non appuntamenti settoriali – prosegue Nicoletti-come quelli per la sanità, ma un evento dove tutta la Città, ma anche istituzioni esterne come quelle ticinesi e comasche, possano individuare le forme di sviluppo future.
Imprese, sindacati, associazioni di categoria e di volontariato, associazioni sportive e culturali, mondo economico e produttivo, politica, mondo accademico ed educativo, potrebbero studiare insieme le soluzione per rilanciare Varese una volta per tutte.
Varese ha le potenzialità per essere protagonista.:la bellezza del suo territorio, l’intraprendenza delle sue imprese, l’entusiasmo delle tantissime persone che si occupano di volontariato e di cultura, per citare solo alcuni esempi. E gli Stati Generali potrebbero rappresentare il mezzo idoneo per far ripartire davvero la nostra Città. Sogniamo, insomma ,una tre giorni dove Varese possa diventare capitale dell’area omogenea(Varese, Como e Ticino) e sviluppare in modo concreto e sinergico il proprio futuro con la partecipazioni di tutti.
In poche parole- conclude Nicoletti- Varese deve tornare a volare alto…”
Durante il consiglio comunale di ieri sera, 19 febbraio, il consigliere comunale di Movimento Libero Antonio Brugognone ha effettuato un intervento nel quale ha proposto una modifica del regolamento comunale che interessa il “mercatino dell’Insubria”, che si svolge abitualmente il terzo weekend di ogni mese in centro città.
In particolare ha proposto che venga rivisto il costo a carico degli produttori agricoli che vi partecipano. Le cifre attuali sono tali da demotivare la partecipazione al mercatino: attualmente chi voglia partecipare deve “abbonarsi” per tutte le dieci edizioni annuali (la partecipazione ad un singolo evento è riservata solo agli stagionali), e fatti due conti, ciò richiede una cifra di oltre 700 euro, che significano più di 70 euro a partecipazione.
Affrontare a priori questa spesa per alcuni produttori può essere ragionevole, sapendo di poter contare su di un ritorno sufficiente; ma esistono tipologie caratteristiche per le quali rappresenta un esborso difficilmente colmabile anche con una giornata di lavoro: pensiamo semplicemente a puro titolo di esempio quanto ci metta un apicoltore produrre (e vendere) settanta euro di miele.
Sul tavolo dell’amministrazione comunale arriverà presto anche una segnalazione prodotta unitariamente dalle associazioni degli agricoltori, per esprimere il disagio dei propri rappresentati al riguardo.
La nostra terra con tutto il suo valore, la sua storia, la sua tradizione, le sue peculiarità ambientali, naturali, agricole e culturali, sta scomparendo. Viene coperta ad un ritmo travolgente da cemento, asfalto, capannoni, villette a schiera, centri commerciali ecc.. Dobbiamo fermare tutto questo. Spesso ci si chiede cosa possiamo fare per i nostri figli e quali opportunità che noi non abbiamo mai avuto possiamo offrire loro, ma dovremmo preoccuparci di lasciare alle generazioni future ciò che noi abbiamo avuto: un prato in cui giocare, spazi aperti in cui vivere, un Paese sano, fertile, sicuro, bello; vale a dire tutto ciò che può garantire loro un’elevata qualità di vita.
Dobbiamo renderci conto che il nostro suolo è una risorsa limitata, come l’acqua e l’aria e che non è rinnovabile.
Esso ci è indispensabile perché garantisce la produzione di risorse alimentari per tutti gli esseri viventi e quindi anche per l’essere umano.
Un bene strategico quindi, da preservare e tutelare con una gestione razionale e moderna.
Il nostro suolo ha una forte valenza non solo ambientale, ma certamente anche culturale, sociale ed economica per l’intera collettività. Questo patrimonio viene costantemente eroso in maniera irreversibile dalla dissennata e irrazionale cementificazione del territorio. Ci stanno letteralmente togliendo il terreno da sotto i piedi.
La Lombardia in particolare è una delle regioni più cementificate d’ Europa. Negli ultimi cinque anni si è costruito con un ritmo vertiginoso consumando quasi 5.000 ettari l’anno di territorio vergine; un’enorme porzione del nostro suolo che è impossibile far tornare fertile, se non al prezzo di bonifiche estremamente onerose per la collettività. In provincia di Varese si sono consumati dal 1999 al 2004 ben 312 ettari/anno, che corrispondono a 4 metri quadri per abitante ogni anno.
Tutto questo è stato causato dall’ incapacità amministrativa di chi ha gestito gli enti locali, che ha visto come unica fonte di entrate economiche la lottizzazione per ottenere gli oneri di urbanizzazione, ma anche dalla speculazione selvaggia di alcuni operatori immobiliari; entrambi i soggetti hanno agito a scapito dell’intera comunità. Dobbiamo quindi adoperarci per fermare tutto ciò. Ognuno di noi ha bisogno di una quota di suolo, dal quale si producono gli alimenti, dove prosperano i boschi per passeggiare e per purificare l’aria che respiriamo, che è parte del paesaggio e del nostro stile di vita. Non solo: ci serve suolo anche per spostarci in auto, in bici o a piedi, per costruire le nostre abitazioni, perché da sempre l’uomo ha interagito con in proprio suolo costruendo ripari, capanne, case, palazzi, infrastrutture …..
Ora però le cose sono cambiate. La distruzione del nostro suolo non cresce più seguendo un fabbisogno reale, ma secondo logiche speculative che non incrociano mai le concrete necessità della collettività.
La speculazione immobiliare non produce sviluppo durevole; negli anni in cui, in Lombardia, si è maggiormente cementificato, non è aumentato di conseguenza il benessere dei Lombardi; anzi, se vogliamo portare all’estremo, la speculazione legata al mercato immobiliare drogato è una delle cause principali dell’attuale crisi economica globale.
Stiamo assistendo ad una pianificazione urbanistica disordinata, non organica, con pessime conseguenze ambientali, logistiche e sociali, quali decremento di qualità della vita, centri storici abbandonati con ripercussioni negative sui commerci locali, periferie prive di servizi sociali e commerciali, legate indissolubilmente all’utilizzo dell’automobile.
A causa di questa strategia illogica ed antiquata, sono andati irrimediabilmente distrutti preziosi terreni a scapito delle attività agricole che hanno storicamente sempre rappresentato un enorme risorsa per il nostro Paese. Cosa possiamo fare? Molto. Sensibilizzare i nostri amministratori, soprattutto in questo delicato momento amministrativo in cui si stanno formando i nuovi PGT(piano di governo del territorio), scegliere dove possibile abitazioni ristrutturate, possibilmente con una bassa classe energetica certificata, soprattutto diffondere il concetto culturale che il nostro suolo appartiene a tutti noi, che è un diritto come l’acqua e l’aria. Il suolo è un bene comune, che va gestito in maniera razionale, come è sancito dalla Costituzione Italiana e dalle normative europee.
Su questa linea si sta muovendo Legambiente Lombardia che ha redatto un’intressante proposta di legge regionale di iniziativa popolare: “Norme per il contenimento del consumo di suolo e la disciplina della compensazione ecologica preventiva”, per la quale si stanno raccogliendo almeno 5.000 firme che verranno depositate in Regione.
Uno degli obiettivi della legge è ottenere un riconoscimento giuridico fondamentale e per ora assente nelle leggi del nostro Paese: il suolo è un bene comune, come aria ed acqua.
In linea con le linee guida della comunità Europea, già recepite in altri Paesi UE, la proposta di legge ha l'obiettivo di rendere obbligatoria, dove possibile, la riconversione delle aree dismesse per far fronte alle crescenti esigenze insediative ed introduce lo strumento delle “compensazioni ecologiche preventive” da impiegare ogni volta che, verificata l'indisponibilità di aree idonee già urbanizzate, si renda necessario un intervento su suolo non edificato. La “compensazione ecologica preventiva” si va ad aggiungere agli altri oneri già previsti dalle normative vigenti, senza sostituirli.
Insomma, benché la situazione negli ultimi anni si sia notevolmente degradata, ci sono spunti molto incoraggianti sostenuti anche da un’ accresciuta sensibilità da parte di molti amministratori locali che, magari per mera opportunità politica, stanno sposando una linea di lavoro più ecologicamente sostenibile.
Incentivi per l'acquisto di auto e moto ecologiche, per mobili e per elettrodomestici a basso consumo, sgravi fiscali per tutti. Insomma una montagna di soldi, si dice 80 miliardi di euro, compresi i fondi europei, a sostegno dell'economia del Bel Paese.
Ma secondo noi c'è qualcosa che non funziona, che ci turba, che ci innervosisce.
Cerchiamo di essere più chiari.
Se hai un lavoro, dipendente o autonomo non cambia nulla, ed a fine mese di conseguenza hai la fortuna di avere un reddito, lo Stato, subito te ne porta via più della metà.
Con quello che resta tu ed i tuoi cari dovete campare, ma per ogni acquisto,
alimentari compresi, quando va bene ecco un altro 20% dei tasse.
Su altro come sulla benzina le tasse sono notevolmente più alte, e le bollette?
Dai un'occhiata.
E' evidente che stando cosi le cose, tirare fine mese è diventata una lotteria.
Ma se ne sono accorti anche "loro" ed ecco allora che decidono di renderti un po' dei tuoi soldi se acquisti, però, quello che "loro" vogliono che tu compra.
Non sarebbe più semplice lasciare che siano i legittimi proprietari a spendere come meglio credono i loro soldi abbassando le tasse?
Tra l'altro qualcuno potrebbe non avere nessuna necessità nè di auto, nè di moto, nè di lavastoviglie nè di una nuova poltrona.
Forse c'è chi preferirebbe acquistare libri o vedere altri paesi, ed invece deve pagare un pezzo di auto o un pezzo di moto o un pezzo di lavastoviglie o il bracciolo della poltrona di qualcuno che magari e molto più "ricco" dei lui. E'questa la libertà?
Lo Stato può spendere solo quello che ha in qualche modo prelevato dalle tasche dei contribuenti. Non vi è arte che un governo impari più presto da un altro che quella di cavare denaro dalle tasche della gente.
Ribadiamo: il Governo migliore è quello che governa meno.
Giovedì sera approderà in Consiglio Comunale una proposta del Pd per arginare gli effetti della crisi economica a livello locale. Movimento Libero, per bocca del suo leader Alessio Nicoletti, anticipa la propria posizione, annunciando anche la presentazione di un emendamento volto a sostenere il piccolo commercio attraverso la creazione di un fondo ndi sostegno per quelle attività che non riescono a coprire i costi degli affitti.
“ Entreremo nel merito della proposta del Pd – anticipa Alessio Nicoletti- durante la discussione in Consiglio Comunale. Sin da subito , ci sentiamo di dire però che, pur apprezzando lo sforzo fatto dai democratici per proporre alcune soluzioni locali alla grave crisi economica globale, ci dispiace non ci sia nessun segno di sostegno al piccolo commercio, quello che noi abbiamo sempre definito la vera spina dorsale della micro-economia locale.
Per questo- continua Nicoletti- anticipiamo la nostra intenzione di presentare un emendamento per creare un fondo per i piccoli commercianti che hanno difficoltà a pagare gli affitti dei propri negozi. Sarebbe interessante coinvolgere in questo progetto la Camera di Commercio e le associazioni di categoria che, insieme al Comune, potrebbero esserne gli attori principali,anche dal punto di vista finanziario. Sarebbe ancor più interessante ,realizzare questo fondo con parte degli introiti derivanti dalla Cosap e dalla tassa sulle insegne. Insomma, aiutare il piccolo commercio in difficoltà con parte dei sodi che tutti i commercianti versano annualmente nelle tasche del Palazzo. Il nostro unico obiettivo- conclude Nicoletti- è migliorare una proposta coniugando l’ aiuto alle famiglie con il sostegno alle piccole attività.”
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