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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Roberto Carnelli (del 30/12/2008 @ 19:43:53, in articoli)
auguro a tutti i simpatizzanti, sostenitori e aderenti di Movimento Libero un augurio sincero di un sereno 2009. La speranza è che il 2009 porti un vento di cambiamento, che allontani questa cappa che ci sta soffocando; un male oscuro, lento e inesorabile; parlo della partitocrazia, la "casta" come ormai viene chiamata, elevandola al di sopra delle parti, proprio come una tacita associazione mafiosa. Invisibile e inodore, come il monossido di carbonio e come questo...letale. Non si può più far finta di niente, non si può più essere di destra o di sinistra, difendere un' ideologia che questi politici si dimenticano una volta eletti. Che il 2009 porti il CORAGGIO di cambiare, altrimenti vincerà l' omertà, quell' omertà che tiene in piedi le organizzazioni mafiose. E la "casta".
 
Il leader di Movimento Libero, Alessio Nicoletti, interviene sulla sicurezza in Provincia dopo i dati pubblicati da Il sole 24 ore che dipingono una realtà tutt’altro che tranquilla. “La gente non si sente sicura- afferma Alessio Nicoletti- perché il nostro territorio non è sicuro. Lo ripetiamo da tempo, ma ogni volta veniamo tacciati di fare allarmismo. I dati diffusi da Il sole 24 ore dipingono una realtà tutt’altro che tranquilla. Del resto, noi avevamo già sottolineato nel 2007 che i dati a disposizione , sempre forniti da Il sole 24 ore, erano allarmanti .Per questo abbiamo sempre contestato chi sosteneva che Varese è una realtà tranquilla, a partire dal Ministro Maroni che in ogni sua visita sosteneva questa tesi, fino ad arrivare agli amministratori comunali che sembrano non riuscire minimamente ad intaccare neanche i fenomeni di accattonaggio ai semafori, figuriamoci altro! Abbiamo il triste primato- continua Nicoletti- di essere terzi su centotre provincie per il numero di furti negli appartamenti, vera piaga del varesotto, ma stiamo malissimo anche a micro-criminalità, rapine e furti d’auto. Insomma un quadro tutt’altro che confortante. Noi, abbiamo sempre chiesto di non sottovalutare questi problemi. Perché continuare a dire che tutto va bene quando le cose non stanno proprio così, non fa altro che ingenerare nella cittadinanza una sensazione di sfiducia diffusa. Abbiamo sempre creduto che il primo passo sia quello di ammettere che le cose non sono così rosee per predisporre successivamente le misure necessarie al contrasto dei fenomeni più preoccupanti, tra i quali aggiungiamo noi c’è anche lo spaccio di stupefacenti. Di proposte ce ne sarebbero tante sempre che dall’altra parte ci sia la volontà di ascoltarle ed accoglierle, come un progetto che abbiamo denominato “casa sicura”, volto al rafforzamento dei pattugliamenti, nei giorni festivi e nella fasce orarie notturne in particolare, per prevenire i furti stessi ed alla stipula di un’assicurazione che copra l’intera cittadinanza della Città nel malaugurato caso in cui il furto avvenga. La gente- conclude Nicoletti- vorrebbe tornare a dormire tranquilla almeno a casa propria!”
 
Di Enza Tessitore (del 29/12/2008 @ 18:02:17, in articoli)
Si vuole in questa sede "denunciare" le precarie condizioni di alcune vie della città di Busto Arsizio che rappresentano un nodo cruciale per la viabilità dei cittadini...si pensi alla Via Lonate Pozzolo in cui il manto stradale è ridotto in condizioni pietose e basta qualche goccia di pioggia per provovare enormi "buchi" proprio come è successo qulache giorno fa in ho dovuto contattare immediatamente la Polizia Locale per porvi rimedio. Per non parlare del Viale Rimembranze in cui vi sono due sensi di marcia e la circolazione è veramente difficoltosa,soprattutto quando vi sono diversi veicoli in sosta (e si perchè lì il parcheggio è permesso!)e transitano contemporaneamente il bus ed un'automobile. La viabilità è uno dei servizi primari che dovrebbe essere assicurato al cittadino...perchè ciò non accade?
 

Riportiamo l'interrogazione depositata quesLo scrivente Alessio Nicoletti, nella propria veste di capogruppo di Movimento Libero in Consiglio Comunale di Varese:

 Premesso che apprendiamo con preoccupazione da alcuni mass-media locali la notizia della prossima apertura di un centro culturale islamico in viale Valganna;

Considerato che assistiamo allibiti alle prese di posizione di esponenti della Lega Nord, partito che invece di protestare dovrebbe fornire spiegazioni e rassicurazioni, essendo al governo della Città ed esprimendo il Sindaco, due assessori e nove consiglieri;

Tenuto conto che la notizia sta provocando preoccupazione in buona parte della popolazione residente; Visto che è necessario essere chiari e fornire tutte le spiegazioni del caso per capire meglio l’intera vicenda;

Proponendo di portare l’argomento all’attenzione delle commissioni consiliari competenti affinché possa essere affrontato in maniera dettagliata ed organica;

Auspicando che nel frattempo non si rilasci alcuna autorizzazione per l’apertura di questo presunto centro culturale islamico

 Ritenendo indispensabile conoscere immediatamente alcuni dettagli e come l’Amministrazione Comunale intende muoversi;

CHIEDE

1)Se corrisponde al vero che in viale Valganna potrebbe sorgere un centro culturale islamico.

2)Dove sarebbe situato.

3)Se l’azzonamento del PRG vigente consente la realizzazione di un centro culturale islamico.

 4)Quali autorizzazioni, concessioni, prescrizioni e/o altri atti amministrativi sono necessari per l’eventuale apertura di un centro culturale islamico.

5)Se l’Amministrazione Comunale ha già rilasciato le eventuali concessioni, prescrizioni, autorizzazione e /o altri atti amministrativi necessari all’apertura di un centro culturale islamico in viale Valganna.

6)Come intende muoversi l’Amministrazione Comunale.

 7) Se si indente portare l’intera questione all’attenzione delle commissioni consiliari competenti affinché possa essere affrontato in maniera dettagliata ed organica.

8)Come mai assistiamo alle prese di posizione di esponenti della Lega Nord, partito che invece di protestare dovrebbe fornire spiegazioni e rassicurazioni, essendo al governo della Città ed esprimendo il Sindaco, due assessori e nove consiglieri. ta mattina da Alessio Nicoletti:

 
Alla Camera è allo studio una proposta di legge che prevede di abbassare il limite alcolemico da 0,5 milligrammi/litro a 0,2 miligrammi/litro. Secondo Movimento Libero si tratta solo di un provvedimento pribizionista.Non si puo' paragonare chi raggiunge il 0,5(2 bicchieri divino) con chi cerca lo "sballo". Dite la vostra....
 
Di Derek Bennett (del 28/12/2008 @ 15:17:14, in eventi)
Una delle cose che ho notato sui blog al mio ritorno dalle feste natalizie è il tema dell’adesione della Turchia all’Unione Europea, dopo averne letto a proposito un articolo su un giornale, prima delle festività. La Turchia vuole aderire all’UE, e per qualche insana ragione gli Euro-fili vogliono che la Turchia diventi un membro UE. Tra coloro che vogliono i Turchi in Europa, c’è chi pensa che consentire di entrare ad un Paese così popoloso come la Turchia, farà sì che si dissolva il potere di Francia e Germania. Altri vogliono che la Turchia entri perché pensano che ciò possa contribuire alla distensione nei rapporti tra Occidente e Paesi islamici. Indipendentemente dalle conclusioni, l’adesione della Turchia all’Unione Europea non avverrà senza delle conseguenze. Un’ovvia conseguenza è che una grande quantità di Turchi accorrerà in massa in Europa Occidentale alla ricerca di lavoro, cosa che inquieterà non pochi, ma ci saranno altre conseguenze, meno ovvie. Immaginatevi soltanto che succederà quando i Turchi metteranno mano al Mandato d’Arresto Europeo. Tornando a quell’articolo di giornale, si parlava di un gruppo di turisti, miei connazionali, che sono stati arrestati in Turchia per aver preso parte a una giocata di bingo con finalità benefiche, la raccolta di fondi per pagare le spese mediche di un residente locale di nazionalità britannica a cui era stato diagnosticato un cancro. In Turchia, il bingo è considerato un gioco d’azzardo illegale ed esercitare questo gioco costituisce un’infrazione. Circa una sessantina di turisti, miei connazionali, stavano giocando a quel gioco quando la polizia venne chiamata, 15 sono stati condotti alla stazione di polizia, e sei di loro multati. Ecco ora una domanda: che cosa sarebbe successo se la Turchia fosse stata un membro UE e l’infrazione fosse stata scoperta dopo che questi turisti avessero fatto ritorno a casa? Avrebbe potuto pendere sulle loro teste il mandato di cattura europeo e sarebbero stati rispediti in Turchia per aver commesso il crimine di aver giocato a bingo? Ognuno di loro, in arresto. In arresto! VERSIONE ORIGINALE: ARRESTY! ARRESTY! One of the things I noted to blog about on my return was Turkish membership of the European Union after a reading an item before the festivities. Turkey wants to join the EU, and for some insane reason a number of Europhiles also want Turkey as a member. Who want the Turks in think that by allowing a country with such a large population as Turkey in will help to dissipate the power of France and Germany. Others want Turkey in as they think it will help quell any tensions between the West and Islam. Whatever the outcome, Turkish membership of the EU will not come without consequences. One obvious consequence is that a vast number of Turks will flock into Western Europe looking for work which will unsettle many, but other consequences will be things less obvious. Just think what will happen when the Turks get their hands on the EU wide arrest warrant. Going back to that item, it reported that a group of British tourists were arrested in Turkey for playing a game of charity bingo to help raise funds to pay the medical fees of a British expat who had been diagnosed with cancer. In Turkey bingo is seen as unregulated gambling and is an offence. Around 60 British tourists were playing the game when the police were called, 15 were taken to the police station and six of them fined. Now here's a question, what if Turkey had been an EU member and the offence discovered after these tourists had returned home? Could they have been subject to the EU arrest warrant and sent back to Turkey for the crime of playing bingo? Anyone for arresty, arresty!
 
Il leader di Movimento Libero ,Alessio Nicoletti, interviene sull’idea più volte sostenuta dal Presidente della Provincia di Varese di istituire una zona franca anche sul nostro territorio, proponendo e contrapponendo un modello del tutto diverso. Un’area omogenea che sappia equilibrare e valorizzare l’economia, sostenendo la popolazione di un intero territorio, quello tra Varese, Como ed il Canton Ticino. “Movimento libero- afferma oggi Alessio Nicoletti- vuole entrare nel merito della proposta lanciata più volte dal Presidente della Provincia di Varese Galli di istituire anche sul nostro territorio una zona franca. Secondo noi, e non ce ne voglia il Presidente Galli, è una proposta superata che tende a contrapporre pezzi di un territorio che se, invece, avessero una visione di insieme potrebbero garantire un equilibrato e diffuso benessere a tutti. Noi- continua Nicoletti- proponiamo di creare un’area omogenea tra Varese, Como ed il Canton Ticino. Un ‘area omogenea che sappia dare innanzitutto un equilibrio economico all’interno del suo territorio. Concetto esattamente opposto a quello della zona franca, che avrebbe l’unico effetto di contrapporre ancora di più i territori di confine, rischiando di diminuire nel lungo periodo il benessere di tutta questa fascia territoriale. Certo servirebbero degli accordi bilaterali che consentissero alle due parti, quella Italiana e quella Svizzera, di poter attuare un progetto del genere. Si potrebbero instaurare sinergie non solo da un punto di vista economico in senso lato, ma anche dal punto di vista della sicurezza, della cultura e del turismo. Pensiamo seriamente sia questa la strada da percorrere e con l’inizio dei lavori porteremo una proposta articolata all’interno del Consiglio Comunale di Varese, assemblea civica dove abbiamo l’onore di avere una rappresentanza, affinché si possano coinvolgere anche le altre realtà locali. Nel frattempo- conclude Nicoletti- speriamo di poter aprire un dibattito su questa proposta tra i protagonisti della politica, del mondo economico, dell’associazionismo e tra i singoli cittadini di Varese, Como ed il Canton Ticino. Se condivisa, mancherebbe “solo” di convincere Roma e Berna della bontà di questa proposta…. e questa sarà la vera impresa!”
 

Riportiamo la mozione depositata questa mattina da Alessio Nicoletti:

• Premesso che alla Camera è allo studio una proposta di legge che prevede di abbassare il limite alcolemico da 0,5 milligrammi/litro a 0,2 miligrammi/litro ;

• Considerato che Movimento Libero è sempre stato sostenitore di interventi volti a migliorare la sicurezza stradale;

 • Tenuto conto che il limite alcolemico di 0,5 milligrammi/litro rappresenta già uno dei limiti più restrittivi d’Europa, capace di garantire, se puntualmente rispettato, l’incolumità di tutti;

 • Visto che l’ulteriore abbassamento di questo limite rappresenterebbe solo un provvedimento proibizionista, che non inciderebbe minimamente sulla sicurezza stradale, ma che colpirebbe negativamente interi settori dell’economia;

 • Ritenendo indispensabile far rispettare i limiti esistenti, già di per se molto ristretti, per garantire l’incolumità di tutti, promuovendo e sostenendo contemporaneamente l’uso consapevole del vino contro la cultura dello “sballo” ;

 • Proponendo di esprimere parere negativo sull’intenzione di abbassare il limite alcolemico da 0,5 milligrammi/litro a 0,2 milligrammi litro e di effettuare campagne di prevenzione e repressione per far rispettare il limite alcolemico di 0,5, già di per se tra i più bassi d’Europa,promuovendo contemporaneamente l’uso consapevole del vino;

• Ritenendo che il principio “bere poco, bere bene” potrebbe rappresentare il principio capace di garantire alla cittadinanza un uso consapevole degli alcolici,il rispetto dei limiti già oggi fissati dalla normativa, la salvaguardia dell’incolumità propria e di quella degli altri e, in ultimo, la salvaguardia di interi settori economici che ruotano attorno a questo settore;

• Auspicando la massima condivisione di tutte le forze politiche sul contenuto di questa mozione;

SI IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

1)A condividere il testo della presente mozione.

2)Ad esprimere parere negativo sulla proposta di abbassare il livello alcolemico da 0,5 milligrammi/litro a 0,2 milligrammi litro.

3)Ad effettuare campagne di prevenzione e repressione per far rispettare il limite alcolemico di 0,5, già di per se tra i più bassi d’Europa.

 4)A promuovere l’uso consapevole del vino partendo dal principio “bere poco, bere bene”.

 
Di G. Premazzi e L. Tosi (del 21/12/2008 @ 17:05:56, in eventi)
Riportiamo il pensiero del britannico Derek Bennett, direttore de "The Euro Realist Newsletter", amico di Movimento Libero, in difesa delle piccole e medie imprese: "Le differenze tra piccole e grandi imprese non derivano esclusivamente dalle dimensioni, ma anche dal modo in cui esse operano e dal tipo di rapporto che s’instaura tra il datore di lavoro e i suoi collaboratori. La maniera con la quale la valanga di cattive regole e regolamenti dell’Unione Europea incidono su queste imprese di differenti dimensioni, può avere effetti molto differenti nel modo in cui esse fanno fronte a queste regole. Le grandi aziende multinazionali faranno fronte alla maggior parte dei provvedimenti dell’Unione Europea con scioltezza. Esse hanno degli uffici legali che possono esaminare le regole e formulare regolamenti interni per uniformarsi ad esse nonché vari altri dipartimenti che possono gestire il grande volume di carte e burocrazie generate dall’Unione Europea e, qualunque cosa l’Unione Europea posso riservare loro, ciò potrà essere gestito senza troppi problemi. Ma, in un’impresa di piccole/ medie dimensioni è il proprietario che deve fare fronte a queste incombenze. Lui o lei potrebbe vedersi costretto/a a buttar via ore del proprio tempo nella lettura e interpretazione di nuove regole emanate dall’Unione Europea. Il titolare di una piccola impresa è anche colui/ colei che deve provvedere ad ogni cambiamento normativo e informare il suo personale al riguardo. In generale, l’intero quadro normativo di emanazione europea è un campo minato legale e un vero e proprio incubo per le piccole imprese, mentre non crea alcun impiccio alle multinazionali. Questo è, dunque, il motivo per cui le grandi organizzazioni imprenditoriali, come la CBI da noi in Gran Bretagna, sono pro Unione Europea, mentre le organizzazioni di piccole imprese, come la Federazione delle Piccole Imprese (FSB) sono euroscettiche. I proprietari delle piccole imprese hanno una rapporto personale e ravvicinato con i loro dipendenti, laddove, invece, nelle multinazionali si fanno solo contratti di lavoro. A causa di queste differenze, il voto per estendere in maniera generalizzata l’applicazione della direttiva UE sulla settimana lavorativa di 48 ore tenutosi al parlamento europeo il 17 dicembre, farà poca differenza per le grandi aziende, ma segnerà la fine di molte piccole imprese. Se ciò dovesse andare avanti, in seguito al periodo di concertazione che sta attualmente avendo luogo, a nessun altro, fuorché ai lavoratori autonomi, sarà più concesso di lavorare più di 48 ore alla settimana. Questa notizia sarà un brutto colpo non solo per i titolari di piccole imprese, ma anche per molti lavoratori che necessitano di fare straordinari per pagare i loro onerosi mutui e far fronte ai rincari delle bollette dell’acqua, della luce, del gas. In tempi di depressione economica la flessibilità dell’orario lavorativo è essenziale per aiutare molte imprese a sopravvivere. Questo voto dei parlamentari europei non è solo sgradito, ma segna la morte per quelle imprese che avrebbero potuto sopravvivere grazie all'aiuto laborioso dei loro collaboratori. Quei parlamentari europei che hanno spinto per l’eliminazione di un ennesimo principio di libertà per noi britannici erano in festa dopo la conclusione del voto. In preda alla gioia, si sono scambiati strette di mano dopo il voto nell’aula di quella caricatura di parlamento, comportandosi, in generale, in un modo inusuale per il nostro parlamento, un tempo, sovrano. Essi erano in festa perché consapevoli di aver attentato, con la loro azione, ancora di più alla competitività delle nostre imprese. Presto avremo un aumento delle code di gente in cerca di un sussidio di disoccupazione grazie a questa idiozia di Direttiva Europea dell’Orario di Lavoro e il nostro parlamento nazionale e il nostro governo non potranno fare alcunché mentre i cittadini britannici soffrono a causa della sudditanza dei nostri politici all’Unione Europea. La sola cosa che potrebbe salvarci, sarebbe che i nostri governanti dicessero che l’esperimento dell’Unione Europea ha fallito, non funziona, e va abbandonato per salvare i nostri posti di lavoro, la nostra economia, la competitività delle nostre imprese. Sfortunatamente, ciò non sarà affatto detto. Questa direttiva delle 48 ore è qualcosa che potrebbe essere evitata, ma temo che questa situazione abbia tutti gli elementi per rivelarsi in futuro un disastro". VERSIONE INTEGRALE: "The differences between small and large businesses are not just down to size, but also down to the way they operate and the working relationships between the staff and the employer. How the avalanche of mostly ill conceived EU rules and regulations impact on these varying size businesses can have a vast difference in how they cope with them. Large multinational companies will take most EU measures in their stride. They have legal departments which can look into the rules and formulate working policy to cope with them, they have various other departments that can handle the masses of EU generated paperwork and bureaucracy and whatever the EU throws their way they can usually deal with it without too much bother. However, a small to medium sized business relies on the owner having to cope with the legal aspects. He/she may have to spend hours studying and trying to make sense of any new rules emitting from the EU. That small business owner is also the one who has to implement any changes and brief his staff. In general the whole EU business is a legal minefield and a total nightmare for small businesses, and no bother at all to the multinationals. This then is why the big business organisations such as the CBI are EU friendly, and the small business organisations such as the Federation for Small Businesses are EU-sceptical. Small business owners have a close and personal working relationship with thier staff, multinationals have contracts. Because of these differences the vote to scrap the British opt-out on the 48 hour working week in the European Parliament, taken on Wednesday 17th December, will make little difference to large companies but spell the end for many small businesses. If this goes ahead after the period of negotiation which is now to take place, no one other than the self employed will be allowed to work more than 48 hours a week. This news will be a blow to many workers as well as small business owners as many need the overtime to help pay large mortgages and to cope with the rapid rises in utility bills. At a time of economic depression flexibility of working hours is essential to help many businesses to survive, this vote of MEPs is not only unwelcome, it will spell the death knell for some businesses who with the help of their hard working staff may have survived. The MEPs who pushed for the destruction of yet another British freedom were jubilant after the vote was taken. In scenes of joy they shook hands after the vote in the chamber of that sham parliament, and generally behaved in a way that would never be seen in our once sovereign British Parliament. They were overjoyed because their actions now undermines and threatens another little bit of competitiveness British businesses have. Soon the rapidly rising dole queues will see an increase thanks to the idiotic EU Working Time Directive and our British Parliament, our Ministers and Prime Minister will be able to do nothing as British subjects suffer for the sake of their subservience to the EU. The only thing left which can save us is for our Government to say the EU experiment has failed, it isn’t working, we have to leave to save our jobs, our economy and our business competitiveness. Sadly, the spineless B’s won’t do it. This is a 48 hours which could be avoided, but sadly this plot has all the makings of a disaster".
 
Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e consigliere comunale di Varese, non fa sconti alla Giunta Fontana sull’aumento Cosap, criticando fortemente la posizione espressa dall’assessore al bilancio Ciro Grassia nei confronti dei commercianti varesini. “Per l’assessore Grassia l’aumento del 7,2% della Cosap non è significativo?L’amministrazione comunale sembra non comprendere le ragioni di chi oggi si trova a lavorare in una situazione di estrema crisi economica. In questo momento ogni aumento rappresenta una mazzata! Visto che l’amministrazione considera il 7,2% un’inezia, perché non lo applica al ribasso?In fondo si tratterebbe(solo) di una diminuzione degli introiti di 132 euro annuali per il centro storico, 99 euro per le zone semicentrali e 66 euro per le zone periferiche. In fondo, a conti fatti, si tratterebbe (solo ) di una diminuzione degli introiti di 37 centesimi al giorno per ciascuno. Questa amministrazione ha già aumentato sensibilmente la Cosap lo scorso hanno ed ha respinto ogni nostra proposta di diminuzione. La Giunta Fontana verrà ricordata come la giunta delle tasse. L’Iperf è passata dallo 0,4 allo 0,7, una delle più alte d’Italia. Le tariffe degli asili nido e delle scuole sono in aumento. All’aumento della Cosap dell’anno scorso seguirà quello annunciato per il 2009. Le tariffe per il TPL sono aumentate senza che l’amministrazione si opponesse. Adesso comprendiamo perché nel 2007 è stata bocciata la nostra mozione che prevedeva di bloccare ogni aumento della tassazione locale. Adesso capiamo perché nel 2008 è stata bocciata la nostra mozione per dimezzare la Cosap o quantomeno diminuirla in relazione all’ organizzazione di eventi e/o spettacoli da parte dei commercianti. La tassazione locale di Varese è alle stelle, una delle più pesanti d’Italia. Continueremo ad opporci duramente alla politica fiscale imposta da Palazzo Estense che sembra proprio non aver capito la situazione della micro-economia locale. In questo momento, più che in altri, andrebbe sostenuta ed incoraggiata, altro che aumenti!”
 
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