Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Ripotiamo la mozione depositata questa mattina da Alessio Nicoletti sulla necessità di consultare la popolazione sull'unificazione delle stazioni:
• Premesso che il cosiddetto progetto di unificazioni delle stazioni prevede, a nostro giudizio, un’eccessiva edificazione: 122.000 mq di Slp prevista in tutte le ipotesi fino ad oggi prospettate ;
• Considerato che queste intenzioni, se realizzate, andrebbero a trasformare completamente il volto della Città ed ad incidere pesantemente sulla qualità della vita della stessa;
• Tenuto conto che riteniamo che la maggior parte dei cittadini voglia una riqualificazione dell’intero comparto compatibile con l’ambiente, la storia, le caratteristiche , la tutela del paesaggio di Varese , e che le ipotesi prospettate vanno nella direzione opposta ;
• Visto che riteniamo indispensabile la consultazione di tutta la cittadinanza varesina su questo progetto, che modificherà, come detto, l’intero assetto della Città, andando ad incidere pesantemente sulle future generazioni;
• Tenuto conto che l’art. 95 dello Statuto del Comune di Varese definisce le modalità per le consultazioni della popolazione e che in particolare al comma 2 si chiarisce che la consultazione ha lo scopo di conoscere in via diretta il prevalente orientamento della comunità civica su questioni all'esame degli organi comunali e di ricavarne indicazioni per le deliberazioni da adottare.
• Ritenendo che la consultazione della popolazione attraverso le modalità previste dall’art. 95 dello Statuto del Comune di Varese sia lo strumento più idoneo per ponderare scelte di questo tipo, anche perché promosso dal Consiglio Comunale e quindi dall’alto valore istituzionale ;
• Auspicando la massima condivisione sulla necessità di consultare la popolazione prima di fare scelte definitive di questa portata;
• Preannunciando che in caso di mancata volontà del Consiglio Comunale di dare la “parola ai cittadini” ci attiveremo per indire un referendum così come previsto dall’art. 97 dello Statuto del Comune di Varese ;
SI IMPEGNA IL CONSIGLIO COMUNALE
1) Ai sensi dell’art. 95 dello Statuto del Comune di Varese ad indire una consultazione dell’intera cittadinanza varesina per conoscere in via diretta il prevalente orientamento sul progetto comunemente denominato “Unificazione delle Stazioni”.
CITTADELLA: ESEMPIO DA SEGUIRE
Finalmente un sindaco che ha ” le palle ”.
La presa di posizione del primo cittadino di Cittadella ha finalmente demolito il muro di gomma eretto a difesa dei pseudo diritti dei cittadini extracomunitari.
Finalmente qualcuno ha deciso di prendere di petto la situazione divenuta ormai insostenibile sia per la sicurezza dei cittadini sia per le casse comunali costrette ad erogare in continuazione danari per soddisfare le sempre più pressanti richieste di questa gente che conosce a memoria i propri diritti , ma storce il naso per rispettare i propri doveri. Affittano case nei comuni, non pagano l’affitto e poi con moglie e prole al seguito, bussano alle porte dei comuni ottenendo aiuti economici e case popolari, non pagano rette e mense per le scuole e poi si presentano alle feste dell’asilo con telecamere da 1500 euro
Speriamo che altri Sindaci seguano l’esempio dato e percorrano la strada tracciata,; sicuramente per quanto riguarda le liste che presenteremo alle prossime elezioni comunali in Valcuvia inseriremo nel programma questa iniziativa.
Il problema dei cittadini extra comunitari e comunitari ( vedi Rom ) è stato troppe volte affrontato con superficialità e senza tenere minimamente conto dei disagi che esso provoca a livello locale.
Sento dire che la forza lavoro degli immigrati è necessaria per continuare a mandare avanti settori che altrimenti sarebbero costretti a chiudere. Bene, ma chi dimostra di sostenersi economicamente resti, gli altri vengano pure accompagnati al confine ( non a casa con voli di linea a nostre spese )
E se qualche politico si lamenta, allora che se li prenda Lui in casa propria e se li mantenga.
La gente e stufa di vedere calpestati i propri diritti da persone che non hanno il minimo senso delle più elementari norme di coabitazione.
Come non si fa a non reagire quando si viene a sapere che il rom responsabile dell’omicidio di quattro ragazzi italiani ora pubblicizza una marca di jeans su internet e vende, con la compiacenza del suo procuratore italiano un orologio chiamato Rom alla bella cifra di 159 euro. Abbia almeno il buon gusto di devolvere gli eventuali incassi dei compiacenti acquirenti all’ associazione vittime della strada.
Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero, interviene sul progetto denominato “unificazione delle stazioni” , definendolo una “bomba atomica” di cemento sulla Città e proponendo un referendum consultivo tra i cittadini di Varese.
“Siamo sicuri che questa è la Città che vogliamo nel prossimo futuro?E’ possibile che per realizzare opere infrastrutturali si deve sempre passare dall’eccessiva edificazione del privato? Prima di compiere sciocchezze facciamo un referendum consultivo tra i varesini e verifichiamo se davvero vogliono che Varese sia trasformata in questo modo. 89.300 mq di SLP(superficie lorda di pavimento) insediata, ossia residenziale, commerciale, artigianale. 20.000 mq di SLP per la Stazione ponte di cui 9.600 mq di grande distribuzione, allocata su altre aree interne/esterne al Comparto pari a 18.600 mq di SLP. Edifici che passano da un minimo di 8 piani ad un massimo di 25-30 piani, una follia per Varese. Un indice di edificabilità di 1,6 mq/mq ,permesso dall’accordo di programma, quando normalmente l’indice maggiore previsto dal Prg è di 0,7 mq/mq, con un incremento che va quasi a raddoppiare la normale capacità edificatoria prevista in Città. Una vera e propria “bomba atomica” di cemento che qualcuno ha deciso di sganciare su Varese senza neanche pensarci troppo. La scusa? Il comparto in questione è degradato e qualcosa andrà pur fatto . Oppure, sarà il progetto che cambierà volto a Varese. Si, bisogna solo capire se in meglio o in peggio! Se si voleva riqualificare il comparto bastava predisporre progetti mirati, partendo magari da una seria riqualificazione dell’area mercatale. Ma così non è. Ci possono farcire la pillola con tutte le opere infrastrutturali del mondo, ma noi saremo sempre contrari alla svendita di interi pezzi di territorio, che inciderebbe troppo negativamente sulle future generazioni. Vogliamo che Varese rimanga una Città a misura d’uomo e che non impari a copiare i pessimi esempi delle Città metropolitane, Abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà e più si delinea lo scenario futuro e più ci convinciamo della bontà delle nostre ragioni. Facciamo esprimere i varesini con un referendum per capire se è davvero quello che vogliono. Noi crediamo di no!”
Ancora una volta i soldi dei luinesi sono stati spesi male. Nell'ennesimo quanto vano tentativo di ripristinare Piazza Libertà si continuano a gettare soldi al vento senza prendere in considerazione il fatto che quell' area da molto tempo incapace di trovare pace, non è l'unico spazio della città a necessitare interventi ma piuttosto la più recente edificazione tra quelle esistenti nel territorio.
Non è forse normale chiedersi come mai la giunta Mentasti si ostina a spendere il nostro denaro con queste incomprensibili modalità mentre la città cade a pezzi priva di manutenzione ?
Risale a poco tempo fa il mio intervento sul bilancio della città, in quell’occasione cercavo di far notare come, a mio avviso, la gestione fosse negativa in quanto continuando ad attingere al fondo di riserva ci saremmo ritrovati ben presto in bancarotta. Nella risposta del vice sindaco Liardo si notava come l’attuale giunta non avesse proprio intenzione di fermarsi e anzi fosse convinta che: << un amministrazione non deve creare avanzi di bilancio >> . Allora, ne presi atto.
A distanza di qualche mese la situazione è di molto peggiorata, la città necessita diversi interventi di manutenzione, potrei citare per esempio lo smaltimento dell’ amianto su alcuni tetti del centro cittadino, l’intervento su Parco Ferrini, i 1700 impianti di illuminazione su 2000 che andrebbero sostituiti, la palestra delle scuole di Creva, la piazza di Voldomino etc etc… Per ognuno di questi necessari interventi ci sentiamo oggi rispondere che non ci sono soldi e quindi ci viene spontaneo domandarci se forse qualche avanzo di bilancio non sarebbe stato meglio prenderlo in considerazione.
Nel programma amministrativo della giunta Mentasti c'era la promessa del rifacimento di piazza Garibaldi, purtroppo ad oggi in bilancio non si legge traccia di questo intervento ed analizzando la nostra situazione economica cominciamo a perderne le speranze.
L'amministrazione finora è stata solo capace di inventarsi un bel cartello che, oltretutto, non esiste neanche nel c.d.s. ma riteniamo che questa piazza così importante, necessiti molto, molto di più.

L'impressione è che l'attuale giunta attribuisca ben poca importanza alla qualità della vita dei luinesi ed ancora meno valore al futuro di Luino e la mia opinione è che da questo genere di amministrazione potremo ereditare solo un patrimonio sì vasto, ma anche totalmente in decadenza. Lascio poi decidere ai cittadini se è meglio continuare a comprare “ aree nuove” e non avere il denaro per sistemare ciò che è nostro da molto tempo.
Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero, si schiera per l’abolizione delle Comunità Montane anche in Provincia di Varese.
“Che cosa hanno prodotto le Comunità Montane che non avrebbero potuto produrre tranquillamente i Comuni, magari lavorando più in sinergia con una conferenza permanente tra loro? Secondo noi, nulla! La differenza è che l’abolizione delle Comunità Montane ci permetterà di risparmiare soldi, pochi o tanti che siano, degli organismi politici, Giunte e consigli, che in Italia sono troppi e si sovrappongono tra loro. Siamo sempre stati dalla parte di un forte “dimagrimento” istituzionale. Per noi andrebbero abolite non solo le Comunità Montane, ma anche le Province, e sarebbe necessario anche uno snellimento del numero dei parlamentari. Quattrocento sarebbero più che sufficienti. Non ci meravigliano più di tanto le polemiche di questi giorni sulla soppressione delle Comunità Montane. Sostanzialmente ha farle sono stati gli occupanti delle varie poltroncine e qualche loro amico. Ai cittadini non importa nulla della sopravvivenza di questi inutili organismi, proprio perché non ne hanno tratto alcun beneficio concreto al miglioramento della loro vita. Una cosa ,pero’ ,deve essere chiara: le risorse liberate dallo scioglimento delle Comunità Montane, di personale e finanziarie, dovrebbero essere proporzionalmente distribuite ai Comuni dell’area di pertinenza per migliorare i servizi al cittadino. Se così non fosse è evidente che non si raggiungerebbe l’obiettivo di tagliare gli sprechi per dare maggiori servizi alla popolazione, ma sarebbe un provvedimento governativo , per tagliare sprechi locali e rimpinguare quelli centrali.
Staremo a vedere. Per ora, abbiamo la presunzione di schierarci contro il partito delle poltrone e a favore degli interessi reali della popolazione. Speriamo che siano anche al centro dei pensieri romani, anche se , purtroppo ne dubitiamo.”
Riportiamo l'opinine di Roberto Ponti, referente di Movimento Libero di Saronno:
Le tristi vicende avvenute le scorse settimane, aventi ad oggetto la SICUREZZA e l’Ordine Pubblico, hanno avuto gran cassa di risonanza da parte degli organi d’informazione nazionali. Salto la troppo facile polemica su cosa significhi veramente, nel nostro Paese, fare informazione (sarà corretta…? Sarà indipendente….? Non sarà dis-informazione….?) e, con queste poche estemporanee righe vorrei suscitare alcune riflessioni, soprattutto da parte di persone che, dotate di normale intelligenza, hanno principi, ragionano e valutano ancora con la propria testa, non delegano altri a farlo. Il concetto di Sicurezza (etimologia dal Latino “sine cura”, cioè senza preoccupazione) è troppo vasto per essere affrontato con superficialità: io potrei esprimere la mia idea, altri 100 esprimerebbero altrettante idee o concetti in contrasto, magari arriverebbero anche parolone ed insulti, senza concludere un bel niente (vabbè, anche questa è democrazia!). Vorrei però chiarire un punto saldo: per discutere occorre conoscere l’argomento, sentire i punti di vista di più parti (la verità non è quella di chi sa fare la voce grossa), avere, cioè, più elementi a disposizione per valutare e trarre una conclusione. Per chi volesse “ascoltare anche l’altra campana” vorrei suggerire la lettura dell’inserto “La Domenica di Repubblica” del 25 u.s., specificamente da pagina 31 a pagina 33 (Vita da Poliziotto), in cui vengono riportate - udite udite, senza altri commenti - le testimonianze di 3 poliziotti del Reparto Mobile, impegnati nel difficile ed ingrato compito di “ordine pubblico” . Da ciò si evince che, prima che poliziotti, essi sono uomini e cittadini, con le loro paure, i loro dubbi, i loro pensieri verso una società che li paga (poco e male) per essere difesa e sentirsi, forse, più sicura. Dopo la breve lettura, forse, ci si penserà un po’ prima di gridare “Sbirro di m…!”
Per la UE, prima o poi anche i romeni saranno liberi di
circolare all’interno della cosiddetta Zona Schengen senza
dover esibire passaporto o carta d’identità. Checché
ne abbiano detto certi nostri concittadini poco tempo fa in
occasione di note dolorose giornate di lutto, i romeni non
sono affatto extracomunitari: nell’Unione Europea ci
stanno già da quest’anno e, tra non molto, a pieno
titolo. Punto e basta!
Saranno, per adesso, preceduti dai polacchi, cechi,
slovacchi, lituani e cittadini da altri svariati paesi
dell’Est, ai quali verrà accordato il pieno diritto
comunitario alla libera circolazione all’interno
dell’Unione, a decorrere dal 21 dicembre 2007.
Per chi non lo sapesse, la “Zona Schengen” - di cui
faranno, ormai, parte tutti i Paesi membri UE, eccetto Regno
Unito, Repubblica d’Irlanda, nonché, per l’appunto,
Bulgaria e Romania – prende il nome dagli accordi di
Schengen siglati nel 1985 (ma entrati in vigore in Italia
appena dieci anni fa!), quale parte integrante del Trattato
di Maastricht del 1992. Obiettivo primario degli accordi è
stata l’abolizione dei controlli sistematici delle persone
alle frontiere interne dello Spazio Schengen e rafforzamento
dei controlli alle frontiere esterne.
In questa direzione, il Trattato di Riforma Europea, siglato
lo scorso ottobre dai capi di governo a Lisbona, prevede
espressamente:
1. l’assenza di qualunque controllo alle persone,
indipendentemente dalla loro nazionalità, durante
l’attraversamento delle suddette “frontiere interne”
[Art. 69 comma 1 lettera a)]
2. l’introduzione di un sistema integrato di controllo
delle suddette “frontiere esterne” [Art. 69 comma 1
lettera c)].
Di fatto, c’è già chi paventa che l’apertura di
questi valichi provocherà soprattutto un esodo massiccio
di badanti, infermiere e idraulici dall’Est diretto verso
l’Italia e, nella peggiore delle ipotesi, l’arrivo
indisturbato a casa nostra di qualche altro
malvivente/criminale straniero di troppo.
Come se non esistessero affatto criminali nostrani!!
Indipendentemente da come la si pensi, di qualche
salvaguardia per il cittadino italiano, la Direttiva UE nr.
38 del 2004 secondo cui è permesso ai cittadini comunitari
di soggiornare per più di tre mesi negli Stati membri a
condizione di disporre, per se stessi e per i propri
familiari di risorse economiche sufficienti e, tra l’altro
, quasi del tutto inapplicata dal nostro Paese.
Crediamo che non sia questo quello che volevano i cittadini
Italiani ed Europei. Ascoltiamo la loro voce….
Ecco come taluni politici ancora una volta sprecano e amministrano incautamente il denaro dei cittadini. La nuova Scuola materna Comunale di Cardano al Campo inaugurata nel 2005 e salutata come una delle più moderne scuole d’Italia, poiché oltre a seguire le linee pedagogiche del filosofo tedesco Rudolf Steiner metteva in atto anche le indicazioni architettoniche applicate alla struttura dell’edificio. Con il risultato di una struttura scolastica con forme tondeggianti e colori caldi dove ogni porta e finestra ha un taglio diverso sempre senza spigoli. Divisa in due padiglioni con una capienza di quasi 300 alunni e circa 450 mq di parco, acquistato da privati al costo di 31.500 euro. Una Scuola davvero invidiabile, fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale attuale e che doveva costituire il fiore all’occhiello ma invece che qualcosa non fosse andato nel verso giusto lo si era capito subito e la pioggia di questi giorni ha confermato e dilatato il problema. La nuova Scuola infatti è stata ribattezzata prontamente da genitori di alunni la Scuola dei “Secchielli” perché appunto quando piove il personale scolastico deve raccogliere l’acqua con secchielli e bacinelle a causa di errori nei lavori di esecuzione che lasciano filtrare abbondantemente l’acqua dal tetto – come ha ammesso anche il Sindaco. Movimento Libero di Cardano al Campo, aveva raccolto già da tempo le proteste e segnalazioni di molti genitori ma è quasi sembrato non vero lo spettacolo che si è offerto quando un gruppetto di genitori mi ha accompagnato all’istituto per constatare di persona: una visione davvero indecente con secchielli sparsi per la Scuola. Il Sindaco finalmente ha dichiarato di provvedere a riparare la guaina e il tetto il più in fretta possibile,benché con ritardo aggiungiamo noi considerato che il fenomeno delle infiltrazioni non è poi cosa recente.
Movimento Libero di Cardano al Campo ha già inviato richiesta di spiegazioni all’Amministrazione e seguirà con molta attenzione l’inizio dei lavori, chiedendo all’Amministrazione Comunale inoltre quali provvedimenti intende attivare nei confronti della ditta esecutrice dei lavori e chiede che si proceda a verifica circostanziata di tutto l’edificio scolastico considerato che i servizi igienici del II padiglione sono stati chiusi per vari problemi strutturali e di infiltrazioni d'acqua . Movimento Libero continuerà a vigilare affinché la favola della moderna scuola innovativa non si trasformi nella favola del “Colabrodo” . Movimento Libero di Cardano al Campo Nicola Cacace
ASSEMBLEA PUBBLICA
IO DICO 33%
DOMENICA 25 NOVEMBRE 2007
ORE 17.30
VILLA HUSSY LUINO
Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero, interviene sull’acquisizione dell’ex Caserma Garibaldi, confermando che l’acquisizione deliberata ieri sera è stata fatta a scatola chiusa, senza alcuna certezza sul futuro.
“La maggioranza non ci ha voluto ascoltare e ha tirato dritto per la sua strada. L’acquisizione dell’ex Caserma Garibaldi, votata ieri sera dal Consiglio Comunale, è stata fatta a scatola chiusa, senza indicare la futura destinazione dell’immobile, e senza verificare la compatibilità urbanistica e i vincoli gravanti sullo stesso. Non siamo stati solo noi a chiedere di sapere, prima dell’acquisto, i parametri minimi per fare una scelta ponderata, ma lo stesso Demanio, che già nel 2006 chiedeva chiaramente al Comune di Varese di chiarire i due elementi. Elementi non secondari perché , oggi, corriamo il rischio di non poter fare nulla sull’immobile acquistato e tenerlo fermo per altri anni. Si, perché non si è mai visto qualcuno che prima compra e poi verifica cosa si puo’ fare e , soprattutto, se si puo’ fare.
Adesso aspettiamo di conoscere la futura destinazione dell’immobile, e , soprattutto, la reale fattibilità e i tempi di realizzazione.
Il rischio di una scelta non ponderata? Di ritrovarci tra 20 anni un edificio ancora più logoro di oggi. Speriamo tanto di sbagliarci, ma avremmo preferito delle certezze, che in sede di Consiglio non ci sono state. Ci pare che questo navigare a vista(prima comprare e poi vedere cosa fare) sia sintomo di una deriva amministrativa evidente che potrebbe danneggiare fortemente Varese e i Varesini. Serve meno superficialità e più spessore amministrativo. Qualità difficili da trovare in un momento di perenne crisi politica e amministrativa dove i pensieri di chi dovrebbe governarci sono rivolti maggiormente alla spartizione delle poltrone.”
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