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CARROZZONE EUROPA: A TU PER TU CON RUPERT MATTHEWS
Di G. Premazzi e L. Tosi (del 07/03/2010 @ 15:05:26, in articoli)

Opinioni euro-realiste di un amico d’Oltremanica di Movimento Libero.

I PROBLEMI DELLA GRECIA E QUELLI DI CASA NOSTRA.

Qui in Inghilterra, c’è gente a cui sono scappate due risate al pensiero di voi altri nella cosidetta Eurozona. Noi abbiamo tenuto la nostra Sterlina, mentre voi avete mandato in pensione la Lira per adottare l’Euro. I problemi che affliggono l’Euro non ci riguardano, per questo la gente ci rideva sopra. Ora tutta questa gente non ride più. Guardate la Grecia. Ha un deficit di bilancio del 12,7% del prodotto interno lordo (PIL), un debito pubblico complessivo del 113% del PIL e una previsione di crescita economica pari a -1% .

Secondo le regole dell’Eurozona il deficit dovrebbe mantenersi al di sotto del 3% e il debito pubblico al di sotto del 60%. I numeri della Grecia sembrano di gran lunga peggiori, considerando che il governo greco truccava i propri dati di bilancio. Nessuno si fida più del governo greco. E circa 54 miliardi di Euro di debiti governativi scadranno nel giro di 9 mesi.

Guai seri. Il governo greco sembrava avviato alla bancarotta. Fortunatamente per la Grecia, la UE non poteva permettersi l'imbarazzante caso di un proprio paese membro in default con i prestiti. La UE ha preso l’iniziativa con un piano di salvataggio tra i 20 e i 25 miliardi di euro. Ma ci sono altri problemi all’orizzonte. La Spagna ha un deficit del 11%, il Portogallo del 9.4% e l’Irlanda del 12.5%.

Qui in Gran Bretagna le cose sono messe male quasi quanto in Grecia. Il nostro deficit di bilancio è attualmente del 12.6% del PIL e il debito pubblico del 59.9%. La sola ragione per la quale queste cifre non hanno fatto il giro del mondo è che la Gran Bretagna non è nell’Eurozona. Non importa quanto gravi siano i nostri problemi. Essi non causeranno all’Eurozona alcun danno. E il nostro governo dice che è in grado di gestire la situazione. Non tutti la pensano così. Oggi la Sterlina britannica è caduta sotto il Dollaro e mezzo. Il prezzo per il governo di ottenere prestiti decennali è ora 4,1% comparato al 3% di poche settimane fa. Questo è il verdetto espresso dai mercati finanziari sui problemi del governo britannico e del suo debito pubblico. Ma improvvisamente le cose si sono messe ancora peggio. Avevamo tutti pensato che i problemi della Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo fossero problemi dell’Eurozona.

Ora la Commissione Europea ha pensato bene di ritenere che il problema della Grecia è un problema dell’intera Unione Europea, il che significa anche nostro. Nel nostro parlamento, un mio amico, l’Onorevole Douglas Carswell, ha chiesto al Primo Ministro Gordon Brown se ci toccherà pagare per salvare la Grecia. Il Signor Brown ha rifiutato di rispondere. Oh cari miei, io penso che tutti sappiano cosa significhi questo. Si può mai pensare che, proprio quanto il nostro deficit si aggira intorno al 12,6% rispetto al 12,7% dei greci, si stia considerando di sovvenzionare qualcun altro a nostre spese? Che, mentre il nostro debito pubblico nazionale sta aumentando di 5000 Sterline al secondo, il nostro governo stia valutando la possibilità di chiedere im prestito altro denaro per destinarlo alla Grecia? Questa è l’Unione Europea. Non ci si meravigli se così tanta gente qui in Gran Bretagna si sta chiedendo seriamente se ci convenga rimanere membri dell’Unione Europea.

Nella foto, l’autore in visita recentemente ad Atene.

Rupert Matthew è uno storico freelance. Nel 2009 ha preso parte alle Elezioni Europee in lista per il Partito Conservatore nella regione delle Midlands orientali.

ENGLISH VERSION

Word From England By Rupert Matthews An article for Movimento Librero The Problems of Greece – and of Britain

Here in England some people have been inclined to have a laugh at you over in the Euro Zone. We kept our Pound Sterling, you see, while you scrapped the lira to join the Euro. The problems affecting the Euro have not been our problems, so people laughed. They are not laughing now. Look at Greece. It has a budget deficit of 12.7% of Gross Domestic Product (GDP), a total government debt of 113% of GDP and an economic growth forecast of -1%. According to the Euro rules the deficit should be under 3% and total debt under 60%. The figures are made far worse by the fact that the Greek government has been caught fiddling the figures. Nobody trusts them any longer. And about €54 billion of debt falls due within the next 9 months. Scary stuff. The Greek government looked set to go bankrupt. Fortunately for Greece, the EU could not face the embarrassment of a Euro Zone member defaulting on loans. The EU has stepped in with a rescue package of between €20 and 25 billion. There are other problems. Spain has a deficiet of 11%, Portugal 9.4% and Ireland 12.5%. Here in Britain things are almost as bad as in Greece. Our budget deficit is currently 12.6% of GDP and total government debt 59.9%. The only reason that the figures have not made international news is that Britain is not in the Euro. No matter how bad our problems might be, they will not cause the Euro Zone any troube. And our government says it is able to deal with the situation. Not everyone agrees. Today the pound has fallen below $1.50. The price for the government to borrow for ten years is now 4.1%, compared with the 3% a few weeks ago. That is the verdict of the money markets on the British government and its debt problems. But then it suddenly got worse. We had all thought that the problems of Greece, Spain, Ireland and Portugal were a problem for the Euro Zone. Now the EU Commission has let slip that it thinks Greece is a problem for the entire EU – which means us in Britain. In our Parliament a friend of mine, Douglas Carswell MP, asked Prime Minister Gordon Brown if we would have to pay money to Greece. Mr Brown refused to answer. Oh dear. I think we all know what that means. Is it really credible, when our own deficit is 12.6 per cent to Greece’s 12.7, that we should even be thinking of sending them our money? That, when our national debt is rising by £5,000 a second, we are contemplating borrowing more in order to give it to Greece? Such is the EU. No wonder so many people here in Britain are questioning if we should remain members of the EU.

Photo – The author in Athens recently.

Rupert Matthews is a freelance historian. In the 2009 European Elections he stood for the British Conservative Party in the East Midlands of England region.

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# 1
La cosa non deve stupire. Siamo immersi fino al collo in un'economia fondata sui debiti. Come sarà "salvata" la Grecia? Probabilmente con il fiume di denaro "falso" che la BCE ha immesso e immette sul mercato a prezzi di realizzo (ma che mercato è mai questo dove i tassi di interesse sono fissati a tavolino dai monopolisti della moneta?). Le banche commerciali tedesche e francesi, che hanno preso a prestito dalla BCE questo denaro falso, compreranno titoli di Stato greci per lucrarci sopra. Gli attuali utili miliardari delle banche (un po' in tutto il mondo) sono dovuti a questo "giochino": con il denaro falso preso in prestito a tassi irrisori dalle Banche Centrali le banche comprano azioni e titoli di Stato. Si prepara il prossimo bang ... tic-tac tic-tac tic-tac ... Non so se Matthews ha davvero in chiaro ciò che sta accadendo. Il problema non è l'Euro in sé, ma il fatto che nel mondo non si trova più una moneta onesta neppure a pagarla
Di  Rivo Cortonesi (Liberisti ticinesi)  (inviato il 08/03/2010 @ 07:53:08)
# 2
a peso ... d'oro (l'unica moneta di cui ci si può fidare!). È davvero comico che l'Inghilterra si ponga il problema se dovrà contribuire a pagare il debito della Grecia. I sudditi di sua maestà sono messi malissimo (peggio della Grecia), perché non è tanto il solo debito pubblico statale che conta (quello inglese peraltro pericolosamente in mani estere), ma l'impressionante indebitamento delle famiglie inglesi, che grava, come una spada di Damocle, sull'intera economia britannica. Insomma: questa crisi è essenzialmente dovuta ad un'espansione creditizia dissennata che ha drogato, forse in modo irreversibile, il sistema. Scriveva Ludwig Mises (esponente di spicco della cosiddetta "scuola austriaca di economia"): "Non c'è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un'espansione creditizia. La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell'abbandono volontario di un'ulteriore espansione del
Di  Rivo Cortonesi (Liberisti ticinesi)  (inviato il 08/03/2010 @ 07:54:12)
# 3
debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto". Tic-tac tic-tac tic-tac tic-tac ....
Di  Rivo Cortonesi (Liberisti ticinesi)  (inviato il 08/03/2010 @ 07:54:58)
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